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pubblicato: lunedì, 25 novembre, 2013

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Napolitano: non testimonierò alla trattativa Stato-mafia

giorgio napolitano

Napolitano: non testimonierò alla trattativa Stato-mafia

Non ho da riferire alcuna conoscenza utile al processo, come sarei ben lieto di fare se davvero ne avessi da riferire”. Così, niente di meno che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera datata 31 ottobre indirizzata al Presidente della Corte di Assise di Palermo, Alfredo Montalto. L’argomento è la trattativa Stato-mafia.

Fu la Procura a citare Napolitano come teste per riferire di una lettera ricevuta dal Consigliere per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia, Loris D’Ambrosio, nominato proprio dal primo Presidente della Repubblica ex comunista, nel maggio del 2006. Nel messaggio D’Ambrosio (giugno 2012) parlava di “episodi del periodo 1989-1993” e manifestava il suo “timore di essere stato considerato un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”. Il consigliere, morto un mese dopo, sembra aver fatto ulteriori confidenze al Napolitano. Ed è proprio riguardo queste confessioni che lo storico ‘migliorista’ dovrebbe discernere a Palermo. Ma il capo dello Stato, afferma nella missiva inviata a Palermo, di non aver “in alcun modo ricevuto dal dottor D’Ambrosio qualsiasi ragguaglio o specificazione circa le ‘ipotesi’ – solo ipotesi – da lui ‘enucleate’ ”. Il consigliere, poco prima di morire, venne messo al centro di infuocate polemiche per le sue telefonate con l’ex Ministro dell’Interno Nicola Mancino, oggi imputato di falsa testimonianza nel giudizio palermitano.

giorgio napolitano fatto politico inquietante

Napolitano giura di essersi attivato con “massima trasparenza nel documentare e onorare il travaglio umano e morale” di D’Ambrosio, deluso e profondamente scosso, “provocato dalla diffusione, sulla stampa, di testi registrati (non si sa quanto correttamente e integralmente riprodotti) di conversazioni telefoniche con il senatore Mancino, intercettate dalla Procura di Palermo, e da cui vengono ricavati elementi di grave sospetto su comportamenti tenuti dal mio collaboratore”.

Napolitano quindi non testimonierà. Nella lettera parla di “limiti contenutistici relativi ad un’eventuale testimonianza”. Ma è benzina sul fuoco. Pronta la reazione del deputato forzista (FI) Luca D’Alessandro: “è quanto meno singolare”, afferma il segretario della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, “che il presidente della Repubblica chieda a Silvio Berlusconi il rispetto delle regole processuali e un comportamento istituzionalmente corretto, per poi scrivere una lettera in cui annuncia in modo irrituale che non andrà a testimoniare a Palermo in quanto non ha ‘nulla da riferire’. Ci saremmo aspettati da chi impartisce lezioni di morale quanto meno il buon esempio”.

Daniele Errera


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18 comments
Agostino Failla
Agostino Failla

Questo è peggio di Berlusconi! Dovrebbero far decadere lui!!!

Fabio Todisco
Fabio Todisco

fa benissimo: ci mancherebbe che un Capo di Stato come Lui dovesse pure testimoniare.....

Lamberto Giusti
Lamberto Giusti

Occasione persa, caro Napo, per dare credibilità alle istituzioni... Se c'ero dormivo...

Alessandra Marsura
Alessandra Marsura

Ma cosa ci si aspetta. Questa gente non ha nulla da temere, basta semplicemente poco x insabbiare le cosine scomode et woilá...tutto sparito...é come il segreto di pulcinella e lo sanno tutti. La realtá é che nel nostro paese ormai siamo talmente assuefatti al fatto che la politica fa quello che gli pare in barba a tutto, che basta che questa sanguisuga dice bau e tutti zitti ad inchinarsi. Siamo il paese dei giullari

Giulio Giliberti
Giulio Giliberti

Presidente, risponda ai magistrati pure se non sono fatti di sua conoscenza. Ne va di mezzo la sua credibilità anche storica.

Francesco E Basta
Francesco E Basta

questo personaggio è allergico a comparire nei tribunali proprio come il suo amico berlusca!!!

Giuseppe Biondi
Giuseppe Biondi

Questa rubrica di Termometro Politico ...è solo una delle tante sigle di agenzie di informazione controllate dal nano e la sua banda ...riporta tutte notizie tendenziose o false per mettere in cattiva luce tutti quelli che si oppongono o sono di ostacolo a questa destra indecente e delinquenziale , boicottiamola ... !!!!!!!!!!!!!

Alberto Rilla
Alberto Rilla

Lui non può dire "non testimonierò". Al limite la Corte può decidere di revocare la testimonianza se ritiene le sue affermazioni attendibili. Ma il codice di procedura penale non esonera il Capo dello Stato dalle testimonianze, prevede solo che la testimonianza venga acquisita nell'ufficio ove svolge le sue funzioni per riguardo istituzionale. Ma di che violazioni di legge parliamo????

Trevisani Giuseppe
Trevisani Giuseppe

Ma cosa devce andare dire il capo dello stato che in quanto tale non era al Colle all'epoca dei fatti? E se qualcuno ha chiesto ad uno dei suoi stretti collaboratori una qualche intercessione, cosa c'entra lui? Se la legge parla in un certo modo,perchè proprio coloro, che la legge devono applicare, la vogliono violare?