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pubblicato: lunedì, 2 dicembre, 2013

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Ddl province già impantanato in commissione

ddl province taglio

Parte e si ferma subito la discussione sul disegno di legge che dovrebbe abolire le province, fondere i comuni e istituire le città metropolitane. La ex relatrice di maggioranza Elena Centemero (ex Pdl, passata a Fi) voterà contro, come pure la Lega; dubbi vengono anche dal Nuovo Centrodestra. I 5 Stelle, per parte loro, bollano il ddl come “farsa e finta abolizione”. Per Arcangelo Sannicandro (Sel), siamo già al requiem della riforma.

Non sembra andare bene a quasi nessuno, dunque, il ddl messo a punto dal ministro Graziano Delrio, che era stato pensato per “svuotare” le province, perché poi provvedesse una riforma costituzionale a toglierle del tutto dal testo della Carta. A questo punto, non è impossibile che si debba seguire il percorso previsto per tutte le altre riforme istituzionali. Sempre che si voglia procedere.

delrio ddl province

La trasformazione delle province in enti di “area vasta”, con funzioni di coordinamento dei vari territori e con gli organi mutuati da quelli dei comuni, sarebbe già un passaggio laborioso, che le forze politiche in Parlamento non sembrano tutte disposte ad accettare. Nel frattempo si avvicina il turno più nutrito di elezioni amministrative (previsto per la primavera del 2014), con 54 province in scadenza e 21 commissariate: senza riforma, si dovrebbero rinnovare le amministrazioni col voto. Diversamente, il “valzer delle poltrone” potrebbe prendere altre forme e dovrebbe (soprattutto) contare su altri canali.

Quello che è chiaro è che qualcuno questa riforma – così come immaginata da Delrio – non la vuole proprio. Perché non porterebbe ai risparmi sperati (il personale va comunque riassorbito) o perché, come sostiene il M5S, di fatto è un modo per cambiare poco o nulla e allontanarsi anni luce dall’abolizione. Senza contare che la proposta governativa è già stata bocciata dalla Corte dei Conti, temendo nuovi costi e nuove sovrapposizioni di competenze, dovute soprattutto al proliferare delle città metropolitane, passate da 3 a 15 (3 solo in Sicilia).

Anche la Corte Costituzionale, del resto, aveva già smontato lo “svuotamento” delle province operato dal governo Monti, perché era stato scorretto procedere per decreto-legge. La soluzione configurata da Delrio doveva servire a sanare anche questo problema, mentre ora ne sorgono altri dal centrodestra. Il problema è doppio: da un lato non piace la conservazione provvisoria delle province (senza riduzione di spesa), dall’altra – ed è soprattutto il dubbio di Angelino Alfano – c’è il fondato timore che i nuovi enti di secondo grado finiscano in mano alla sinistra, facendo perdere al centrodestra significative posizioni sul territorio.


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18 comments
Zeno Stanghellini
Zeno Stanghellini

Le province sono vicine ai territori ed invece di eliminarle andrebbero tolti i lacci e lacciuoli burocratici che si accavallano con i comuni, quindi ci vorrebbe un coordinamento unico e digitalizzato ovviamente...Le regioni sono le vere cloache dell' Italia, fonte di sprechi e clientelismi politici vari con pochissimo contatto con i territori: Queste si che andrebbero abolite ripristando semplicemente la Costituzione natia e rendendola efficace...

Rossella Beccari
Rossella Beccari

...cara ministra del tubo lei e il suo S-GOVERNO Monti con la collaborazione del pd e del pdl avete assassinato il popolo Italiano, nello specifico il governo del suo amichetto Monti e lei in prima fila che fa lacrime di coccodrillo avete fato fallire l'industria Italiana e portato al suicidio persone che hanno sempre lavorato... dovreste vergognarvi di farvi ancora vedere e di parlare, se fosse per me vi avrei sepolti vivi...spero che il M5S vi mandi a casa...senza stipendio...!!!...NON VOGLIAMO LO STATO CHE ABBIAMO...cioè ASSASSINO....VOGLIAMO ELIMINARVI DALLA FACCIA DELLA TERRA...!!!

Daniele Dalla Marta
Daniele Dalla Marta

Ma invece di eliminare province e regioni perchè non si elimina lo stato? Per esempio il presidente delle repubblica ci costa 250 milioni di euro all'anno 3 volte di più della regina Elisabetta d'Inghilterra- e perchè non mandiamo a casa almeno tutti i senatori ed anche quelli a vita.

Fernando Bianchi
Fernando Bianchi

le Provincie inutili: magazzino dei sottopanza dell'inutile e costosa casta

Fernando Bianchi
Fernando Bianchi

il centro destra non vuole perdere le Provincie, ma che vadano tutti a cagare, tutti nessuno escluso

Carlo Carapacchi
Carlo Carapacchi

metteranno scuse ma non aboliranno le Province!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Daniele Dalla Marta
Daniele Dalla Marta

il problema è lo stato che si ciuccia il 65% della spesa annua contro il 2% delle province. --- Che dia il buon esempio il comune di roma con 60.000 dipendenti, è la più grande industria del sud italia, con la differenza che spende e non produce un bel niente.

Guido Zaccaro
Guido Zaccaro

Si calcola in italia un record a livello mondiale ....centinaia di migliaia stipendiati dalla politica. .al punto che la prima impresa di questa disgrazia d'italia è la politica....ora visto che si sta vivendo la più grande miseria dal dopoguerra...non si potrebbe eliminare provincie e regioni?....a chi conviene tenere in piedi questo carozzoni? ......

Filippo Minacapilli
Filippo Minacapilli

Sono veramente peggio dei maiali(non come denotativo della specie suina)

Orlando Cervoni
Orlando Cervoni

dovrebbero togliere le regioni, che sono vere mangiasoldi. Così allontanano ancora di più i cittadini dalle istituzioni. Togliendo le province non si risparmia niente.

Luca Bartaloni
Luca Bartaloni

Pur di esser "contro", manco le province vuole abrogare il "rivoluzionario" M5S?co

Serenella Grassellini
Serenella Grassellini

sono stata dipendente provinciale per tanti anni e già circa 20 e più anni fa se ne parlava............infinito niente

Graziella Salvatico
Graziella Salvatico

Vogliono non mandare a casa tutti quei maledetti mangiapane a tradimento bastarrrrrrrdiiiii