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pubblicato: lunedì, 9 dicembre, 2013

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Mandela, l’uomo delle piccole cose

Mandela, l’uomo delle piccole cose

Mandela, l’uomo delle piccole cose. In questa settimana dedicata a livello planetario a Mandela consiglio di leggere due libri per stare in tema. Uno è il notissimo, ma probabilmente poco letto, “Lungo Cammino verso la Libertà”, l’autobiografia dello stesso Mandela scritta da Madiba negli anni novanta. Il secondo è “Un Arcobaleno nella Notte” di Dominique Lapierre edito in Italia da Il Saggiatore.

Questo secondo lavoro è la storia del Sudafrica, scritta in modo accattivante, leggibile, eppure rigorosa. Una storia che parte dall’arrivo dei primi boeri a Cape Town a meta del seicento e arriva ai giorni nostri. Lo consiglio perché la storia è essenziale per comprendere l’attualità e la politica e ne dà una visione meno stereotipata e banale. Spesso i “cattivi” in assoluto diventano meno cattivi e i “buoni” non sempre si rivelano simpatici. Insomma la storia ci insegna a comprendere che gli eventi non sono mai il prodotto semplice di avvenimenti precedenti.

Il secondo, cioè l’autobiografia di Mandela, è un libro eccezionale. Leggendolo si ha la possibilità di conoscere il leader anti-apartheid: ne esce un uomo puntiglioso, quasi pignolo, tenace eppure umano ma nient’affatto un santo. Mandela è un uomo pragmatico, estremamente concreto, ma con una visione, una utopia alla quale crede fermamente: l’utopia è la convivenza di bianchi, neri, meticci, indiani in un paese come il Sudafrica. Lui ci crede fin dall’inizio, fin dal processo nel quale è condannato, con altri militanti, all’ergastolo.

Mandela, l’uomo delle piccole cose

E poi in quel libro Madiba si rivela come un uomo che fa delle piccole cose un simbolo, un esempio di come vorrebbe che andassero le grandi. E’ un aspetto bellissimo, una sorta di trucco per fare politica in modo concreto.

Mandela passò l’infanzia a Qunu, il suo villaggio natale nella provincia del Capo Orientale. Non c’era la scuola e tutti i bambini dovevano attraversare una pericolosa strada a scorrimento veloce per andare alle lezioni. C’erano stati molti bambini investiti e molte morti. Ogni volta un dramma nei villaggi. Mandela presidente Ebbe una attenzione meticolosa al fatto che venissero costruite scuole accessibili e continuava a chiedere ad architetti e funzionari l’ubicazione esatta delle scuole e i percorsi che avrebbero dovuto fare i ragazzini per recarvisi. A Qunu, il suo villaggio, dove mercoledì Mandela sarà seppellito. Fece costruire una scuola per trecento bambini e un ponte sicuro per attraversare quella pericolosa strada.


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