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pubblicato: domenica, 29 dicembre, 2013

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Il contratto di governo, unica ancora di salvezza per il soldato Letta

Il contratto di governo, unica ancora di salvezza per il soldato Letta.

Enrico Letta non ha scelta. Per arrivare alle colonne d’Ercole del 2015 il premier dovrà far sottoscrivere alla sua maggioranza un contratto di governo che elenchi in poche righe le riforme urgenti da attuare. E tra queste compare la legge elettorale. Su questo tema è forte la spinta ad agire del segretario dem Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze ha fretta. Nelle prime due settimane di gennaio presenterà in Parlamento la sua proposta di riforma. E per farlo è pronto a scendere a patti anche con Berlusconi e Grillo. Perché sono loro i leader con cui il segretario ha deciso di trattare. Non Letta e non Alfano. Per questo non devono stupire le dichiarazioni rese oggi dall’ex rottamatore in un’intervista alla Stampa (“Io sono totalmente diverso, per tanti motivi da Alfano e Letta”). Parole dette per marcare la distanza tra il leader dei dem con i due colleghi della “generazione dei quarantenni”. Un piano preciso che sembra studiato a tavolino per sfibrare l’esecutivo nei mesi a venire. E in questo senso si iscrive anche l’attacco al governo del responsabile Welfare del Pd Davide Faraone: “Mentre noi lavoriamo ad un’agenda con dentro grandi riforme per il paese, con tempi certi di realizzazione, al governo e in parlamento, con il suo “bicameralismo perfetto” (un vero ossimoro) c’è chi brucia tutto. Così non va. Eletto Matteo Renzi si azzera il contagiri e si riparte. Non elencherò gli errori del passato, ma se metto uno dietro l’altro gli errori commessi da questo governo, dal giorno dell’elezione del nuovo segretario Pd, 15 dicembre, fino ad oggi (appena 13 giorni) viene fuori un filotto impressionante” ha scritto il deputato Pd sulla sua pagina Facebook. Ma non solo dal fronte democratico arrivano attacchi concentrici al governo. Anche un altro pezzo della maggioranza vuole qualcosa in più sotto forma di rimpasto. Si tratta di Scelta Civica che, orfana di un Monti sempre più attratto dalle sirene di Bruxelles, tenta l’accordo con Renzi. Mentre dal Quirinale arrivano rimbrotti sull’operato del governo. E così Letta si trova stretto in una tenaglia che rischia di stritolarlo. Per questo il premier stamattina ha lanciato un tweet di speranza (“Tasse sulle famiglie nel 2013 son scese e la tendenza continuerà anche nel 2014”). E’ ben consapevole che i prossimi mesi saranno cruciali per l’esecutivo.

 

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