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pubblicato: venerdì, 3 gennaio, 2014

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Quando un “tecnico” non diventa leader politico: l’andamento della fiducia in Mario Monti nel 2013

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Quando un “tecnico” non diventa leader politico: l’andamento della fiducia in Mario Monti nel 2013

L’analisi dell’andamento della fiducia nei maggiori leader politici italiani nel corso del 2013 secondo i dati di sondaggio degli istituti Swg e Ixé, dopo esserci occupati di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Beppe Grillo, prosegue con il l’ex Presidente del Consiglio e fondatore di Scelta Civica Mario Monti.

Per l’attuale Senatore a vita, chiamato a novembre 2011 a presiedere l’esecutivo “tecnico” seguito alle dimissioni di Silvio Berlusconi, il 2012 si era concluso con la crisi del proprio Governo e l’annuncio di una “salita in politica” (secondo la definizione che utilizzò in quel momento) in vista delle elezioni di pochi mesi dopo. Il 2013 si è così aperto per Mario Monti con il deludente risultato alle elezioni politiche, proseguendo con una scarsa rilevanza che ha sancito il fallimento della trasformazione da “tecnico” a leader politico. Già nella prima rilevazione successiva alle politiche di fine febbraio, che si pone all’inizio della serie storica che presentiamo, la fiducia nell’ex premier si attestava al 20%: dato particolarmente modesto rispetto ai valori attorno al 60% dei suoi primi giorni a Palazzo Chigi. Il valore più alto del 2013, pari al 25%, viene toccato poche settimane più tardi nei giorni dell’elezione del Capo dello Stato, fino alla formazione del Governo Letta, sostenuto amche da Scelta Civica. Da quel momento la percezione di irrilevanza da parte dei cittadini causerà una discesa della fiducia nell’ex premier fino al 18% di fine maggio. Nello stesso periodo, la medesima traiettoria nei sondaggi subisce il movimento Scelta Civica, segnalato in arretramento rispetto al risultato delle elezioni.

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Dopo aver ondeggiato fra il 18 e il 22 per cento nel corso dell’estate, il dato della fiducia in Mario Monti scende al 16% attorno alla metà di settembre, per poi risalire fino al 23% all’indomani della crisi aperta da Berlusconi e poi rientrata, rinnovando il sostegno al Governo di larghe intese presieduto da Enrico Letta. Il 17 ottobre arriva però da parte di Mario Monti l’annuncio di dimissioni da Presidente di Scelta Civica, per i dissidi interni sulla Legge di Stabilità in polemica con alcuni esponenti del movimento (fra cui il ministro della Difesa Mario Mauro) e l’alleato dell’UDC Pierferdinando Casini: da quel momento, con la successiva scissione della stessa Scelta Civica, la fiducia nel senatore a vita omaggiato un paio di anni prima come colui che aveva salvato il Paese dall’attacco dei mercati finanziari, precipita fino al 14% del 13 dicembre, punto più basso del 2013 appena concluso.

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