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pubblicato: sabato, 4 gennaio, 2014

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Monti scrive al Corriere: “Abbiamo evitato il default, Letta continui su questa strada”

Lungo intervento sul Corriere della Sera, sotto forma di lettera al direttore, dell’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, che, partendo dalla notizia del calo dello spread al di sotto dei 200 punti, ripercorre per sommi capi gli avvenimenti politici ed economici degli ultimi due anni.

Il senatore a vita mette subito l’accento su quanto lo spread sia calato dal giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi (16 novembre 2011) ad oggi: dai 574 punti di allora ai 197 dell’altro ieri. La picchiata del differenziale btp/bund, secondo Monti, è merito degli ultimi due governi, che si sono mossi in continuità. A questo proposito, Monti scrive: “Pur operando in condizioni economico-finanziarie sensibilmente diverse e perciò con priorità in parte differenti, credo di poter dire che i due governi si sono ispirati a una stessa linea per quanto riguarda il comportamento dell’Italia nella complessa situazione dell’eurozona”.

Monti ribadisce come il suo governo e poi quello guidato da Enrico Letta abbiano “evitato il default e stabilizzato la finanza pubblica italiana” e bacchetta coloro che “per affermare le proprie posizioni al tavolo europeo dicono di sbattere i pugni” e che si chiedono “se dopo tutto non sia meglio violare impegni europei che l’Italia ha sottoscritto”. “Non si rendono conto costoro – continua il fondatore di Scelta Civica – che la linea coerente di due governi ha notevolmente accresciuto in Europa l’ascolto per le esigenze italiane; la disponibilità della Commissione a far beneficiare pienamente l’Italia dei margini di flessibilità; infine, ed è l’aspetto più importante, l’influenza dell’Italia al tavolo del Consiglio europeo dove sono prese le decisioni strategiche”.

Monti

Monti passa poi ad analizzare i discussi rapporti avuti con la Germania e Angela Merkel, rivendicando ogni aspetto del suo operato, a cominciare dal Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012, durante il quale l’Italia “riuscì, anche grazie a un’alleanza tattica con Francia e Spagna, a convincere tutti gli Stati dell’eurozona, alla fine anche la Germania, a dichiarare la necessità di interventi di stabilizzazione dei mercati dei titoli di Stato, a certe condizioni e limitatamente ai Paesi in linea con le raccomandazioni Ue. Mai la rigida dottrina tedesca aveva fatto una tale apertura”.

Secondo Monti, fu durante quel summit che le istituzioni comunitarie, a cominciare dalla Bce guidata da Mario Draghi, si resero conto della ritrovata credibilità internazionale dell’Italia. E fu proprio la Bce a placare la tempesta dello spread, mostrandosi “sensibile all’esigenza unanimemente dichiarata dai Capi di Stato e di governo” e trovandosi “per la prima volta nelle condizioni per annunciare, e poi articolare tecnicamente, il nuovo strumento noto come Omt (Outright monetary transactions). Questa intelligente innovazione della politica monetaria europea, dovuta alla saggezza e alla determinazione del presidente Mario Draghi, ha dato dall’estate del 2012 un contributo assai importante alla normalizzazione dell’eurozona e alla diminuzione dei tassi di interesse e degli spread”.

La lettera di Monti si conclude con un monito, rivolto principalmente a tutte quelle forze politiche che stanno cavalcando il malcontento verso l’euro e l’Europa: “L’Italia ha indotto l’Europa a migliorarsi. L’Eurozona è più forte. L’Italia è meno debole. Questo non basta certo, per la crescita. E sarà necessario intervenire ancora, anche in Europa, come il governo Letta sta facendo. Ma pensiamo che ne sarebbe, in Italia, dei conti dello Stato, delle tasse, della situazione delle imprese e delle famiglie se l’eurozona si trovasse ancora in una crisi acuta e i tassi di interesse e gli spread fossero ancora sui livelli che abbiamo conosciuto”.

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