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pubblicato: venerdì, 10 gennaio, 2014

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Bonino: l’Africa come possibilità per l’Italia

marò, ministro degli esteri emma bonino

Bonino: l’Africa come possibilità per l’Italia

Sviluppa l’Africa e crescerà L’Italia: è questo il binomio di cui parla la Ministra degli Esteri Emma Bonino, in una lunga intervista rilasciata ad Umberto De Giovannangeli, giornalista de L’Unità.

Perché proprio l’Africa, con i suoi insanabili conflitti, è centro dell’agenda della Farnesina per l’anno appena iniziato, si chiede De Giovannangeli? La Bonino, che a breve partirà per una missione in Sierra Leone e Costa d’Avorio (dopo esser stata in Ghana e Senegal), va dritta al tema: da una parte “il continente evidenzia segnali di progresso che vanno seguiti ed incoraggiati. A parte l’imponente crescita economica, il numero dei Paesi africani stabili e retti secondo principi democratici è crescente e la stessa società civile ha un ruolo sempre più incisivo e determinante”. Dall’altra “sono gli africani a chiedere una maggiore partecipazione dell’Italia alle loro dinamiche di sviluppo e noi abbiamo interesse a cogliere queste opportunità”.

Bonino: l’Africa come possibilità per l’Italia

E non è nuova la presenza degli italiani nel ‘continente nero’: i “nostri imprenditori, negli anni ’70 ed ’80, hanno costruito tante infrastrutture di base”. Se a questo si aggiunge la non associazione Italia-colonialismo, alla presenza di missionari e cooperanti si può capire perché, aggiunge la Bonino, “il nostro paese gode di un’ottima immagine”.

La combinazione diritti-crescita è un legame indissolubile per la titolare della Farnesina. Bene, quindi, “l’ordinario svolgimento delle consultazioni elettorali in contesti delicati quali Mali e Guinea”. In questo modo, è sicura la Ministra, può crescere una “maturità democratica”. I dati danno ragione alla leader dei Radicali: l’Africa sta crescendo. A dimostrarlo due dati sull’istruzione secondaria (+48%) e sulla speranza di vita (+10%). A quest’ultimo è connesso la “diminuzione vertiginosa” del tasso di mortalità infantile.

Emma Bonino rivendica, lungo le colonne del giornale fondato da Antonio Gramsci, il suo impegno pluriennale per “l’abbandono di pratiche disumane ed inaccettabili quali le mutilazioni genitali femminili”. Una responsabilità da tempo avocata anche dall’Italia, dall’Onu ed ultimamente anche dagli stessi stati africani. In controluce la responsabile della Farnesina parla di “aprire nuovi fronti contro i matrimoni forzati per le donne più giovani, di rafforzare il ruolo femminile creativo e di innovazione in una popolazione giovanissima”.

Africa

L’impegno italiano ed europeo, quindi, sarà rivolto ai paesi già consolidati democraticamente – e che hanno imparato che lo sviluppo dell’economia non può non andare di pari passo a quello della democrazia – ma “al tempo stesso si collaborerà con quelli più fragili per accompagnarli nel loro percorso di consolidamento democratico”.

Alcuni esempi di cooperazione? “Un pacchetto di 45.000.000 di euro per i prossimi tre anni” in Senegal. La presenza della Ministra, lunedì prossimo, alla conferenza sull’abolizione della pena di morte, organizzata in Sierra Leone da Nessuno Tocchi Caino. Il rilancio della collaborazione con la Costa d’Avorio. “L’iniziativa Italia-Africa, un meccanismo dinamico di riflessione e di progetti a tutto campo, politico, economico, sociale e culturale”. Un’attenzione, all’interno di questo grande evento, al settore agricolo ed a quello energetico.

Ma ciò di cui va più fiera la Farnesina è il lancio della “riforma della legge 49 sulla Cooperazione allo Sviluppo per aggiornare la strategia e le modalità di intervento nei Paesi più poveri anche in Africa”.

E quando il giornalista de L’Unità parla del rischio che l’Africa diventi un focolaio jihadista, la Bonino sottolinea come agli “interventi militari di stabilizzazione delle aree di crisi come quelli francesi più recenti in Mali e nella Repubblica centrafricana devono essere seguiti da iniziative volte alla stabilizzazione delle aree di crisi per consentire alle popolazioni coinvolte di contare su una prospettiva duratura di sviluppo e di crescita economica”. Il passo successivo per migliorare gli interventi nel continente africano non può che essere l’assunzione della “Presidenza della Ue all’inizio di luglio”.

Daniele Errera

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