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pubblicato: venerdì, 17 gennaio, 2014

articolo scritto da:

Kyenge, Buonanno della Lega “È solo un oggetto di arredamento”

Kyenge, Buonanno della Lega

Kyenge, Buonanno della Lega “È solo un oggetto di arredamento”

In una intervista a Repubblica il senatore leghista Gianluca Buonanno ha attaccato il ministro dell’integrazione Cecile Kyenge. Buonanno: “è un oggetto d’arredamento, in questo caso di ebano. La metti lì, ma non fa nulla come ministro” e “se non era di colore non faceva il ministro. Quando parla dice solo cazzate. Cazzate rispetto alla realtà“.

Kyenge, Buonanno della Lega è solo un oggetto di arredamento

Il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge

Per l’esponente della Lega: “in Italia se sei clandestino o rifugiato politico, hai vitto e alloggio garantito. E ti danno pure soldini. Se sei disabile, hai 15 euro al giorno. Quindi è ora che gli italiani si dichiarino rifugiati politici, perchè se sei scuro hai più vantaggi. Un clandestino ha più diritti dei disabili”. Ma, dice, “non sono razzista, con gli immigrati ho un bel rapporto. Mi votano, perchè da amministratore ho dato loro case e un lavoro. Se poi succede che si tutela di più un clandestino che un italiano, non va bene: prima bisogna aiutare la nostra gente. Se questo è razzismo, sono razzista”.

Kyenge, Buonanno della Lega "È solo un oggetto di arredamento"

Buonanno su Lampedusa  – Quanto a Lampedusa “hanno fatto tutto quel circo per la doccia per la scabbia, ma il direttore del centro – che hanno fatto fuori – è una persona in gamba. Se non li mettevano in fila nudi non finivano più di fare il lavaggio”. Condizioni umilianti, nudi in pubblico? “Perchè, scusi? Lei negli spogliatoi, dopo aver giocato a pallone, come fa?”.


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72 comments
Mimmo Ristori
Mimmo Ristori

E tutta questa sequela di ragionamenti e riflessioni per concludere così? Sarebbe sufficiente avesse scritto sono d'accordo con la Lega. Chi crede di prendere per i fondelli con il suo dotto interloquire?

Riccardo Danilo Bigi
Riccardo Danilo Bigi

Noi arriveremo all'estremo come in Grecia che per avere un indennità di 700€ la gente di proposito sì infettava con il virus HIV ... Ed é inaccettabile.

Riccardo Danilo Bigi
Riccardo Danilo Bigi

Gli sprechi e i rimborsi e le altre puttanate sono un discorso che non può influire in questo. Qui c'è una vera e propria violazione. Perché mantenere i clandestini e non chi ha pagato le tasse per una vita e si trova senza viveri? Non si può mica sempre raggirare i discorsi con altri parametri!!!

Vasco Bazzani
Vasco Bazzani

e meglio essere in politica come voi x mangiare, i nostri soldi.x per comprarvi le mutante.

Riccardo Danilo Bigi
Riccardo Danilo Bigi

Ma non c'entra niente la lega o buonanno! Io NON sono leghista ma sono italiano e in questo momento prima di mantenere i clandestini bisogna mantenere QUEI PADRI DI FAMIGLIA CHE TENTANO IL SUICIDIO. Quelle famiglie che vanno alla CARITAS, poi eventualmente possiamo fare al altri questo famoso mantenimento. Chi paga queste enormi tasse? Scusate é... Italia ridicola, all'estero NON funziona così!

Toussaint Padet
Toussaint Padet

buonanno, italiani non sono stupidi come te hai solo spazzatura nel tuo cervelo

Piergiulio Silvestrini
Piergiulio Silvestrini

Non è una questione politica nè trattasi di razzismo, è solo buonsenso: in Italia non ci sono politici che possono rivestire quella carica? Era proprio necessario ricorrere ad una professionista integrata ma sempre di un'altra nazione? SIETE AL CORRENTE DI ITALIANI CHE SVOLGANO TALI MANSIONI IN ALTRI PAESI????

Antonio Rossi
Antonio Rossi

Lo so, che commentare un simile animale non fa onore, ma i soldi che lui ci rapina quanti sono?

Chicco Moncada
Chicco Moncada

Be la kyenge se ne deve andare nelle sue foreste. Ma la Lega.......taccia!!!!!

Domenico Terracciano
Domenico Terracciano

quei mongoloidi che l'hanno fatta ministro, si rendevano conto o no di cosa stavano facendo ??

Ermanno Cecconi
Ermanno Cecconi

Meglio ancora se fanno i parlamentari, anche se della Lega, ma i privilegi sono molti di più. Vero deputato leghista Bonanno?

Franca Mollea
Franca Mollea

salvini e i suoi complici pubblicano queste cretinate sperando che qualche cretino razzista ci caschi e li voti ancora

Fernando Bianchi
Fernando Bianchi

Auguro a questa baracca di tornare nel suo Paese il Congo in cui troverà una maggiore democrazia. sparisci brutta cessa.

Marco Corvi
Marco Corvi

SE INVECE DI FARE IL PUCCIOTTO ANDASSI A LAVORARE CARO BUONANNO...... AHHH E' VERO DEMENTE COME SEI SOLO LA LEGA TI PUO' PRENDERE!

Maurizio Bartolucci
Maurizio Bartolucci

Non sempre, io ho il 75% di invalidità, ma non mi danno la pensione, perché supero il reddito di 7500 eu con un altra pensione di artigiano.

Gianfranco Mancini
Gianfranco Mancini

Un imbecille che abusa del suo ruolo di parlamentare. Il sito ideale per lui sarebbe la concimaia.

Assunta Rullino
Assunta Rullino

LEI SI PROFESSA LA ministra DI TUTTI...M lo e' solo degli stranieri....BASTA RAZZISMO CONTRO GLI ITALIANI....BASTA

Davide Bolli
Davide Bolli

Un ministro più incapace non poteva esserci

Lorenzo Sassi
Lorenzo Sassi

gli immigrati clandestini ci costano 80 miliardi di € all'anno , cosa aspettiamo a rimandarli a casa loro anche a costo di mandarceli a nuoto , con la Cecile è sufficiente un bel calcio in culo per rimandarla in CONGO

Lucente Michele
Lucente Michele

cOSA BISOGNA DIRE....PER RENDERSI RIDICOLI.....CI VUOLE UNO SFORZO MENTALE..........PENSI A QUALCHE...."FANNULLONE DELLE SUE PARTI........" MOLTO CONOSCIUTO IN BELGIO PER LA SUA ASSENZA.....

Rina Cadau
Rina Cadau

I leghisti stanno rendendo molto famosa una ministra qualunque! Poveracci sono alla frutta

Alessandra Zaccari
Alessandra Zaccari

né con Buonanno, né con la Kyenge. Gli italiani hanno bisogno di ben altro che di costoro.

Sonia Carpentras
Sonia Carpentras

perche' questo signore non fa il cambio con un nero che scappa dal proprio paese per guerra o per disperazione, non li manca niente anche lui scalda una poltrone e' arropgante razzista semina odio e' verdastro dalla bile e ci ruba un mucchio di soldi

Filomeno Viscido
Filomeno Viscido

Pure sei parlamentare legaiolo ricevi soldi mentre gli italiani penano

Emanuela Skulina
Emanuela Skulina

i leghisti parlano come se arrivassero or ora dalla luna. Ma chi è stato al governo fino all'altro ieri? Ma va' ciapa i rat

Francesco Neiviller
Francesco Neiviller

Caro leghista al di là di razzista sei anche coglione sai bene che l'Italia prende gli milioni stanziati dal EU.

Sergio Bizioli
Sergio Bizioli

La domanda è: come si può criticare il ministro Cécile Kyenge ritenendosi legittimati a farlo? Meglio: com’è possibile farlo da destra o su giornali di centrodestra? Meglio ancora: è possibile che il sospetto di un processo alle intenzioni ogni volta debba oscurare le inerzie del ministro? Questo non è più un dibattito da terze pagine o un evergreen per talkshow in crisi, è un problema concreto e politico che investe il governo e nondimeno una sinistra che molti imbarazzi li condivide in silenzio. Il ministro dell’Integrazione è competente anche sulle adozioni e soprattutto sulle politiche giovanili di questo paese, ma in tema di bilanci il discorso vira sempre sul razzismo o semplicemente si parla d’altro, magari di un altro ministro al quale fare le pulci di continuo – talvolta per autentiche sciocchezze – sottoponendolo a uno screening ossessivo ma, beninteso: democraticamente previsto. Il discorso non vale per la Kyenge. L’assioma l’ha ben espresso lei stessa in un’intervista su Repubblica di mercoledì: dimissioni? «Sarebbe la vittoria di chi mi ha sempre attaccato. E questa è una battaglia che riguarda tutti, non solo la mia persona». Ergo le sue dimissioni sarebbero una vittoria dei razzisti – parlava di loro, perché nell’intervista non parla d’altro – e se dovesse dimettersi sarebbe una sconfitta nostra, più che sua: la possibilità che lei possa lasciare per inadeguatezza tecnica e pratica non è contemplata, del resto non è, la sua, l’azione di un ministro in tempo di crisi: è «una battaglia». Forse avrebbe anche ragione se lei fosse, anziché il ministro di un governo d’emergenza, soltanto la testimonial antirazzista che si sta indubbiamente dimostrando: è ciò di cui, più o meno esclusivamente, abbiamo notizia. Convegni, presentazioni di libri, cittadinanze onorarie raccolte in tutta Italia, interviste a mio dire imbarazzanti in cui spiegare che la democrazia sta morendo e che occorre promuovere appelli alle Nazioni Unite. Gad Lerner, poco tempo fa – e lo cito per paracularmi essendo lui di sinistra, ma sbaglio – ha ammesso che l’azione legislativa e amministrativa per migliorare la condizione degli immigrati è «completamente paralizzata»: ed è solo un esempio delle molteplici accuse di immobilismo mosse al ministro da qualche mese, anche se mosse perlopiù da destra. Bene: a parecchi mesi dal suo mandato, ieri, la risposta del ministro è stata questa: «Stiamo andando verso l’uccisione della democrazia. Nessuna forza politica può più tollerare questo razzismo strisciante… Mi rivolgo alle istituzioni italiane, ma anche europee e delle Nazioni Unite: bisogna rafforzare urgentemente tutti i programmi contro il razzismo». Le questioni di merito che non attengono al razzismo – questioni di cui si occupava il suo predecessore Andrea Riccardi, per dire – sono liquidate in poche righe in fondo all’intervista: la Kyenge ha detto che quello sulla clandestinità «è un reato inutile» e che, per quanto riguarda i centinaia di profughi accampati in un palazzo romano, «il governo ha recepito le direttive europee in materia e si arriverà a un testo unico sull’asilo». Scusi se gliel’abbiamo chiesto. Ora: sappiamo benissimo che l’intervista era a strascico della polemica – rovente – sorta dopo la pubblicazione sulla Padania dell’agenda coi prossimi appuntamenti pubblici del ministro, agenda che pure è stata meramente copiata dal sito ministeriale. Non m’interessa la polemica: è chiaro che La Padania l’ha riportata a titolo provocatorio (anche se, formalmente, ha solo riportato un’agenda pubblica) ed è chiaro che il processo alle intenzioni nel caso appare giustificato: l’hanno già scritto tutti e non lo ripeto. Ma vogliamo parlare della reazione di Repubblica? Mercoledì il siciliano Francesco Merlo ha scritto un editoriale lunghissimo contro la Lega nordista («L’ossessione dei nuovi barbari») e l’ha condita di un odio personale e politico che sinceramente non mi scandalizza, ma che non c’è dubbio: c’è. Merlo ha scritto di «punto di non ritorno della barbarie‚ «gagliofferia ridotta ormai a una minoranza di violenti», «nocciolo duro della xenofobia», «gang di bulli squinternati» coi loro «deliri alcolici» (parlava di quattro esponenti leghisti compresi una donna e dei parlamentari) e ancora «spasmo bilioso» e «sacca di marciume». Francesco Merlo, poi, ha individuato un parallelo tra la pubblicazione dell’agenda ministeriale sul quotidiano leghista e il blog di Grillo, che «è stato attrezzato come plotone d’esecuzione con il giornalista Travaglio nel ruolo qui interpretato dalla direttrice della Padania». Non solo. A suo dire c’è anche un nesso con «le minacce orribili dei No Tav e il senatore del Pd Stefano Esposito e al cronista della Stampa Stefano Numa… le minacce degli animalisti ai ricercatori scientifici, sino agli insulti a Caterina Simonsen affetta da una malattia genetica». Tutto questo, o meglio la rubrica della Padania sulla Kyenge, «simula e surroga il temibile passo cadenzato». Il nazismo, o giù di lì. Poche righe addietro, Merlo aveva parlato di «giornalismo usato come manganello». Ne derivano due cortesi domande, mie. La prima è se il suo articolo, e il linguaggio che adotta, debbano essere ritenuti estranei a tutto questo; se lui, cioè, pensi di giocare in un altro campionato. Tutto può essere. In caso affermativo, dunque, gli chiedo se pensa che tutto dipenda soltanto dal soggetto che muova la critica o il manganello: chi, da dove, contro chi. Di difendere i leghisti non me ne frega niente: al diavolo anche loro e le loro rubriche e i loro circenses. Ma gli altri? La domanda resta: come si può criticare il ministro Cécile Kyenge ritenendosi legittimati a farlo? Meglio: com’è possibile farlo da destra o su giornali di centrodestra? Il problema esiste anche e soprattutto per un dettaglio: a Repubblica e altrove, tutto questo, non lo fanno. La Kyenge, su Repubblica, non si può criticare anche se è un ministro talvolta imbarazzante: piuttosto le dedicano un’intervista e un lungo editoriale come quello di Merlo, che in centinaia di righe non ha neppure il fegato – e l’autorizzazione – di ipotizzare una banalissima verità: che Cécile Kyenge sarà pure un buon testimonial contro il razzismo, ma è un ministro della Repubblica che è stata nominata perché è nera e che non si può rimuovere perché è nera. Lo penso io e lo pensano tanti colleghi e politici – addirittura ministri – che evidentemente non hanno capito che è in gioco la democrazia, il ruolo delle Nazioni Unite e tutte le sciocchezze evocate per colpa di una rubrica sulla Padania.

Bassmaji Jean
Bassmaji Jean

qUANDO LA CULTURA SCARSEGGIA, QUANDO IL SAPER VIVERE CON GLI ALTRI NON INTERESSA , SIAMO NELLA VERA MISERIA MORALE SOCIALE E CULTURALE . IL NOSTRO PAESE HA GIA' PROBLEMI DI MORALITA' POLITICA . bASTA E AVANZA

Robert Mc Klusky
Robert Mc Klusky

Buonanno a volte si comporta da pistola ma sulla Kyenge la penso come lui.

Daniele Dalla Marta
Daniele Dalla Marta

si può attaccare solo a quello, perchè dinnanzi alla verità, può solo darmi ragione.

Umberto Biasetti
Umberto Biasetti

per cortesia prima di utilizzare la lingua di questo paese delle banane, impari ad usare gli articoli.....

Guido Odissea
Guido Odissea

Io, disabile al 100% odio i leghisti, ma su questo caso HA RAGIONE!!

Lucio Bufo
Lucio Bufo

certo, quelli falsi vanno individuati a perseguiti senza pietà .... perchè danneggiano quelli veri, che stanno male sul serio ...

Brunilde Bertacco
Brunilde Bertacco

Non ho mai apprezzato i leghisti ma condivido in tutto ciò che ha detto questo leghista,in Italia un invalido al 100% percepisce 280€ al mese mentre ai rifugiati politici vengono erogati,oltre all'alloggio, 45€ al giorno...se questa non è incoerenza e mancanza di rispetto verso i nostri connazionali più deboli.

Nico Parsifal Cipressi
Nico Parsifal Cipressi

una vera lotta per stabilire chi ha piu' diritto di morire di fame! Per carità non ce la pigliamo con le grandi concentrazioni economiche che a forza di furti e soprusi hanno allargato la platea degli indigenti; quelli se gli dai noia ti fanno male, c'hanno eserciti, servizi, media; meglio prendersela col profugo, è piu' sicuro.....

Giulio Carboni
Giulio Carboni

Quindi per Buonanno i rifugiati politici si distinguono dal colore... questa mi mancava.