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pubblicato: venerdì, 7 febbraio, 2014

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Stati Uniti, c’è ancora molto lavoro da fare per ricostruire Haiti

A distanza di quattro anni dal terremoto che devastò Haiti, giovedì il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha incontrato il proprio omologo haitiano Michel Martelly presso l’Oval Office della Casa Bianca. Durante l’incontro, Obama non ha esitato a elogiare i progressi che si sono registrati nel Paese caraibico, e ha promesso che gli Stati Uniti continueranno ad aiutare il governo di Port-au-Prince nel corso del processo di ricostruzione del Paese.

“Abbiamo iniziato a vedere dei miglioramenti”, così ha commentato Obama che ha esaltato il ruolo svolto dagli Stati Uniti dopo il catastrofico terremoto di Haiti del 12 gennaio 2010, che aveva registrato magnitudo 7,0 Mw. Furono oltre 220.000 le vittime del terremoto che, secondo i dati dell’ONU, avrebbe coinvolto più di 3 milioni di persone, mentre non è ancora nota l’entità dei danni materiali provocati dal sisma.

obama

Tramite l’U.S. Agency for International Development (USAID), gli Stati Uniti hanno investito oltre 700 milioni dollari per aiutare il Paese caraibico. “L’economia è in crescita, la sicurezza sta migliorando e le infrastrutture sono in ricostruzione, mentre tutte le macerie sono state rimosse”, ha dichiarato il Presidente degli Stati Uniti, il quale ha anche annunciato che le strutture sanitarie stanno per riaprire, mentre le scuole e le aziende a breve saranno ripristinate.

“È stato un processo molto lento e difficile, e penso che bisogni ammettere che ancora c’è molto lavoro da fare”, così ha aggiunto Obama, a proposito del sostegno fornito dagli Stati Uniti volto a creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile a lungo termine a Haiti. Infine, il Presidente haitiano Martelly ha ringraziato Obama appunto per tale sostegno e ha dichiarato di discutere presto con lui a proposito delle questioni in ambito di sicurezza, traffico di droga e democratizzazione nel Paese caraibico.

Inoltre, forse nelle prossime settimane saranno annunciate le date per le prossime elezioni politiche, che sono rimandate da ormai 18 mesi, e probabilmente si tratterà del punto di svolta verso la normalizzazione del Paese.

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