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	<title>Termometro Politico</title>
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	<description>Tutti i numeri della politica. Il sito italiano sui sondaggi e le elezioni</description>
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		<title>I Death Bond attraversano l&#8217;Atlantico</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Patané</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mr. Jones, ha un&#8217;assicurazione sulla vita. Mr. Jones è anziano e malato terminale, non ha una speranza di vita particolarmente [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/i-death-bond-attraversano-latlantico/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mr. Jones, ha un&#8217;assicurazione sulla vita. Mr. Jones è anziano e malato terminale, non ha una speranza di vita particolarmente lunga, e per di più fatica a pagare il premio della compagnia assicurativa e in generale a tirare avanti. Ha un disperato bisogno di soldi.<br />
Alla sua porta si presenta un giorno Mr. Brown, <em>broker</em> finanziario. Mr. Brown fa un&#8217;offerta all&#8217;anziano Mr. Jones: Mr. Brown è disposto sostanzialmente a rilevare l&#8217;assicurazione sulla vita di Mr. Jones, pagandola sull&#8217;unghia una frazione della quota che questi incasserà alla sua morte (generalmente il 40%). In questo modo Mr. Jones avrà una iniezione di liquidità che soddisfa il suo bisogno contingente, e Mr. Brown avrà pagato per un credito presso la compagnia assicuratrice pagandolo una frazione del valore che incasserà in futuro. Naturalmente, più a lungo vivrà Mr. Jones, più si assottiglierà il margine di guadagno per Mr. Brown, con il rischio addirittura di trasformare l&#8217;investimento in perdita nel caso in cui Mr. Jones dovesse ancora vivere molto a lungo.</p>
<p>Ciò che esce fuori da questo processo è un vero e proprio prodotto finanziario, che può essere scambiato sul mercato, aggregato in veri e propri pacchetti e ritrovarsi così nei portafogli di inconsapevoli risparmiatori, fondi pensione o nella capitalizzazione delle stesse banche e assicurazioni. Un prodotto a rischio relativamente basso &#8211; tutti dobbiamo morire &#8211; ma che forse evidenzia uno dei volti più feroci e rapaci del capitalismo sfrenato.<br />
Chiamati formalmente <em>Life Settlement Backed Securities</em> ma conosciuti ai più con il triste nome di<em>death bonds</em>, simili strumenti finanziari non sono precisamente una novità nel panorama dei prodotti messi a disposizione dalle banche e dalle assicurazioni: conobbero anzi un vero e proprio momento di gloria nella seconda metà degli anni &#8217;80, quando era al culmine la piaga dell&#8217;AIDS e centinaia di speculatori piombarono sui malati terminali di questa terribile malattia per offrire loro il <em>viatical settlement</em>, come allora era chiamata la vendita della polizza assicurativa sulla vita.<br />
I progressi della medicina, uniti alle numerose cause legali contro il comportamento piratesco di alcuni <em>promoter</em>, calmierarono il mercato dei <em>death bonds</em> senza tuttavia estinguerlo; gli ultimi anni hanno tuttavia visto il ritorno in auge di questo strumento: da un valore quasi nullo di obbligazioni scambiate nel 2001 si è passati, in accordo con quanto riportato dall&#8217;articolo <em><a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/07_31/b4044001.htm">Profiting From Mortality</a></em>pubblicato su <em>Businessweek</em> il 30 luglio 2007, a dieci miliardi di dollari nel 2005, a quindici nel 2006 e ad un risultato atteso di trenta per il 2007. Una crescita esponenziale, accompagnata da pratiche che variano dal discutibile al truffaldino, da un accanimento sui membri più deboli, anziani e malati della popolazione la cui morte diventerà fonte di profitto per il mercato globale.</p>
<p>La novità finanziaria degli ultimi tempi è che i <em>death bonds</em> varcano l&#8217;Atlantico per approdare nel Vecchio Continente, trovando per di più un emettitore d&#8217;eccezione: nientemento che la Deutsche Bank, quarto gruppo europeo per capitalizzazione e primo in Germania&#8230; un Paese che oggigiorno è già fin troppo facile legare ai grandi gruppi bancari. Soprattutto il gruppo che, per bocca del suo presidente Josef Ackerman, aveva <a href="http://www.db.com/medien/de/downloads/Rede_dt._ohneSp.pdf">dichiarato</a> che la banca sentiva una particolare responsabilità nel perseguire scopi economici in modo onorevole e morale:</p>
<blockquote><p><em>Als Marktführer in Deutschland und eine der führenden Banken weltweit sehen wir uns in einer besonderen Verantwortung, uns nicht nur an gültige Regeln und Vorgaben zu halten, sondern unsere ökonomischen Ziele auf ehrbare, d.h. moralisch vertretbare Weise zu erreichen.</em></p></blockquote>
<p>Cosa c&#8217;è di immorale nei <em>death bonds</em>, dopotutto?<br />
Colui che vende la polizza, in fondo, riceve dei soldi di cui ha &#8211; evidentemente &#8211; un bisogno immediato; per la compagnia nulla cambia, se non il destinatario a cui verserà l&#8217;ammontare pattuito alla morte del contraente; e per il compratore, infine, si prospetta un guadagno a termine pari all&#8217;ammontare incassato dalla compagnia assicuratrice meno il prezzo di acquisto della polizza ed i premi pagati fino al momento della morte del contraente. Tutte le parti, quindi, hanno motivi di soddisfazione.</p>
<p>Andando però a indagare nel dettaglio, emergono alcuni punti che consentono di inquadrare meglio il fenomeno.<br />
In primo luogo è evidente che, per quanto la vendita della polizza possa essere volontaria, si tratta pur sempre di una rinuncia dettata da un bisogno impellente di liquidità; inoltre la vendita della polizza avviene a prezzi nettamente squilibrati a favore dell&#8217;investitore e contro il contraente, che arriva a rinunciare al 60% del proprio incasso finale (al netto dei premi ancora da pagare).<br />
Si potrebbe osservare che alla fine il trasferimento della polizza dal contraente all&#8217;investitore trasla lo scontro tra chi perde e chi guadagna ad un mondo puramente finanziario: alla fine sarà uno tra la compagnia assicurativa e l&#8217;investitore a vincere la scommessa&#8230; non bisogna però dimenticare che in questo caso la scommessa è sulla durata di una vita umana, ed il margine di profitto è costituito per la compagnia assicurativa dalla differenza tra premio e somma versata alla fine, e per l&#8217;investitore tra somma versata e prezzo di acquisto polizza più premi pagati. Da questo punto di vista il prodotto finanziario avrebbe come obiettivo principalmente le assicurazioni, ma non si deve dimenticare che spesso la differenza tra attivo e passivo viene fatta proprio sui premi pagati inizialmente dal contraente.<br />
Infine, non si deve trascurare un importante risvolto etico e morale; non tanto incentrato sull&#8217;atto in sé di scommettere sulla durata della vita di una persona, quanto piuttosto sul sistema valoriale che la ricerca della vittoria in questa scommessa porta a generare: il contraente originale della polizza varrà tanto di più quanto minore è la sua aspettativa di vita, rendendo una persona un premio tanto più ambito quanto più è anziana o inferma&#8230; e per molti aspetti, quindi, raggirabile da un abile promotore finanziario. Inoltre, dal punto di vista macroeconomico, i <em>death bond</em> costituiscono un valido indicatore della qualità della vita: tanto più essa è bassa, tanto maggiore sarà il giro di affari di questi prodotti. Scenari di guerra, o di disagio sociale, sono una manna per gli investitori sulla vita e sulla morte delle persone. Al tempo stesso, considerata l&#8217;attuale, profonda, commistione tra potere economico e potere politico, non vi è nulla che vieti a politici interessati di avviare riforme tese verso un generale peggioramento della qualità della vita.</p>
<p>È innegabile che le politiche di <em>austerity</em> relative al tema previdenziale, che prevedono un innalzamento dell&#8217;età pensionabile fino alle soglie dei 70 anni nei prossimi decenni, unito al progressivo invecchiamento della popolazione europea, siano al contrario un incentivo per i <em>death bond</em>.<br />
E non è un caso se importanti agenzie di rating come Fitch stiano per la prima volta prendendo in esame la possibilità di offrire valutazioni su simili prodotti, atto mai accaduto in passato.</p>
<p>Sicuramente il diffondersi di simili strumenti certamente non giova all&#8217;immagine generale del mondo del credito e della finanza, già da ora additati come i principali responsabili dell&#8217;attuale crisi economica. Eppure, imperterrito, questo mondo continua a (re)inventare prodotti finanziari sempre più shockanti, che arrivano a giocare con la vita delle persone in una maniera mai vista prima.</p>
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		<title>Primarie USA: Il duello Romney Santorum ad uno snodo cruciale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Paolo De Salvo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si preannuncia una settimana intensa per i contendenti alla poltrona di sfindante di Barack Obama alle prossime elezioni presidenziali di [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/primarie-usa-il-duello-romney-santorum-ad-uno-snodo-cruciale/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Si preannuncia una settimana intensa per i contendenti alla poltrona di sfindante di Barack Obama alle prossime elezioni presidenziali di novembre. Martedì 28 Febbraio andranno infatti al voto per le primarie del Partito Repubblicano due importanti Stati come l’Arizona e il Michigan.<br />
Il grande favorito di queste elezioni primarie, Mitt Romney, rischia di vedere la sua corsa seriamente compromessa nel caso in cui non riuscisse a strappare al suo più diretto rivale del momento, Rick Santorum, entrambi gli stati. In Arizona i sondaggi sembrano lasciare poco margine di manovra per Santorum, dal momento che il vantaggio di Romney in questo Stato oscilla tra i 3 e gli 8 punti percentuali. Molto meno rosea per Romney sembra invece essere la situazione in Michigan, stato in cui l’ex Governatore del Massachusetts è nato e del quale suo padre è stato Governatore negli anni Sessanta. La storia personale di Romney e i suoi legami con questo Stato avevano fatto ipotizzare una sua facile affermazione a Detroit e dintorni, ma le ultime settimane gli hanno invece riservato novità piuttosto amare su questo fronte. I sondaggi infatti lo vedono stabilmente secondo, staccato da un sempre più sorprendente Rick Santorum che guida la classifica delle preferenze tra quanti dichiarano di volersi recare alle urne sabato prossimo (l’ultimo sondaggio lo dà in vantaggio di 4 punti percentuali).<br />
L’improvvisa popolarità di Santorum può essere spiegata dai recenti successi che l’ex senatore della Pennsylvania ha raccolto appena due settimane fa in Missouri, Minnesota e Colorado e la conseguente esposizione mediatica a livello nazionale che ne è scaturita, portandolo anche in testa ai sondaggi nazionali relativi alla nomination repubblicana. Inoltre, come la stampa americana non ha mancato di sottolineare, contro Romney potrebbero star giocando le sue prese di posizione contrarie al salvataggio dell’industria automobilistica americana (poi portato a termine con successo dall’amministrazione Obama) che proprio qui in Michigan ha il cuore pulsante. Quelle posizioni, sebbene siano state più o meno goffamente reinterpretate da Romney nel corso delle ultime settimane di campagna elettorale in Michigan, potrebbero costare care al candidato che, in caso di mancata affermazione in Michigan e con la prospettiva di un arduo Super-Tuesday alle porte (quando andranno al voto numerosi stati del Sud, socialmente più inclini alla retorica religiosa di Santorum), vedrebbe la sua possibile vittoria finale seriamente messa in discussione.<br />
Rimangono fondamentali, come è già accaduto nel corso di queste elezioni primarie (basta ricordare gli esempi della Carolina del Nord e della Florida), le prestazioni dei diversi candidati nel corso del dibattito che si svolgerà mercoledi sera in Arizona. E’ lì che Romney si giocherà davvero le sue chances di restaurare la sua intaccata immagine di sfidante più competitivo per battere il Presidente Obama. Farsi mettere alle corde da Santorum (o addirittura da un poco resuscitabile Gingrich), sulle sue politiche industriali, sulla riforma sanitaria simile a quella di Obama che adottò da governatore del Massachusetts o anche su questioni morali come la contraccezione e l’aborto potrebbe rivelarsi estremamente pericoloso.<br />
Il Termometro Politico seguirà il dibattito di mercoledi e fornirà un commento a caldo sull’esito del confronto.</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ballarò minuto per minuto 21/02/2012 [diretta]</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amici della grande politica e del salotto di &#8220;Ballarò&#8221;, come ogni Martedì eccoci qui tutti insieme per una nuova puntata di &#8220;Tutto [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/ballaro-live-diretta-video-crozza-copertina-21-febbraio-sondaggi-ipsos-finocchiaro-sacconi-polillo/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amici della grande politica</strong> e del salotto di <strong>&#8220;Ballarò&#8221;</strong>, come ogni Martedì eccoci qui tutti insieme per una nuova puntata di <strong>&#8220;Tutto Ballarò minuto per minuto&#8221;</strong>!</p>
<p>Questa sera nel salotto del martedì sera di <strong>Giovanni Floris</strong> si parerlà sopratutto di fisco. Si è tenuto infatti oggi l&#8217;atteso pre-consiglio dei ministri che ha vagliato alcune proposte tese a semplificare il complesso sistema fiscale italiano. Il tutto in vista del cdm di venerdì.</p>
<p>Ecco perchè oggi il governo schiera in campo, per l&#8217;ennesima volta a via Teulada, il sottosegretario all&#8217;economia <strong>Gianfranco Polillo</strong>, oramai recordman di presenze tv nella compagine governativa.</p>
<p>Per quanto riguarda la &#8220;politica&#8221; fa il suo grande ritorno <strong>Anna Finocchiaro</strong>, presidente dei senatori del Pd. Era da ottobre che non varcava il portone di Ballarò. E nel PdL ritorna l&#8217;ex ministro del lavoro <strong>Maurizio Sacconi</strong>, anche lui ex socialista come Polillo.</p>
<p>Chiudono il quadro il presidente dell&#8217;Eni <strong>Giuseppe Recchi</strong>, il presidente dell&#8217;Università di Trento <strong>Innocenzo Cipolletta</strong>, il presidente della Fondazione Casa della Carità di Milano <strong>Don Virginio Colmegna</strong> e l&#8217;onnipresente tributarista <strong>Raffaelo Lupi</strong>.</p>
<p>Immancabili come ogni settimana i sondaggi di <strong>Nando Pagnoncelli</strong> e la copertina satirica di <strong>Maurizio Crozza</strong>.</p>
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<p><strong>21.05 Inizia la puntata! </strong>Subito <strong>Giovanni Floris </strong>ci annuncia, cosa prevedibile, che oggi si parla di fisco. Il cartello 15 elenca di cosa si parlerà nel cdm di venerdì. Pare che grazie alla lotta all&#8217;evasione si possa ridurre l&#8217;irpef. Poi presenta gli ospiti. Nessuna sorpresa e nessun imprevisto. Anteprima celere. Pubblicità. Poi <strong>Crozza</strong>.</p>
<p><strong>21.12 Maurizio Crozza </strong>da il via alla sua consueta copertina satirica!  Il comico genovese inizia ad osservare come questo governo sia inattaccabile. Sta effettivamente combattendo l&#8217;evasione fiscale tramite la Finanza. A differenza della sfilza dei suoi predecessori (che imita in modo consecutivo). Anche a Sanremo arriva la Finanza. &#8220;Di Monti, Giarda, Catricalà&#8230;&#8221;. Si ironizza poi sulla dichiarazione dei redditi di Paola Severino. Occorre però gente non del tutto avulsa dal mondo reale.</p>
<p><strong>21.16 </strong>Poi parte l&#8217;imitazione di Giacobbo con &#8220;Kazzenger&#8221;, che analizza i misteri della politica tra cui l&#8217;affaire Lusi. La Margherita è morta nel 2007 ma ha ottenuto negli ultimi cinque anni 21 milioni di euro. I partiti &#8220;perdono&#8221; i soldi. Questi sono i misteri della vita. C&#8217;è armonia stucchevole tra Bersani e Veltroni. E riscatta l&#8217;imitazione dell&#8217;ex sindaco. Si fa di tutto per attaccare Bersani. Il Pd è un organo indipendente dal paese, fa tutto al suo interno. Come un&#8217;acquario, inutile ma bello a vedersi.</p>
<p><strong>21.20 </strong>Ma ora tocca parlare di fisco, attraverso le lenti di un religioso e di un manager di stato. E parte un servizio di Alessandro Poggi che parte dalla scuola elementare Vincenzo Pacifici di Tivoli. Dalle aule scolastiche emerge la povertà del paese. Basti pensare al caso dell&#8217;Umberto I° e della sua drammatica situazione. Concorsi del comune di Roma a cui partecipano 300.000 persone. Tempi difficili.</p>
<p><strong>21.24 </strong>Terminato il servizio subito <strong>Pagnoncelli</strong> mostra dei dati sulla tendenza al risparmio delle famiglie italiane. Sembra che il format di Ballarò stia cambiando, con più spazio ai dati demoscopici un tempo relegati ai minuti finale della trasmissione. Una piccola svolta che non può che farci piacere e che da dinamicità al programma.</p>
<p><strong>21.29 </strong>Parte un servizio sulla possibile riforma del catasto di cui si parlerà venerdì. Capannoni e palazzo sullo sfondo delle nostre città. Ma il dibattito non può aspettare. O forse si&#8230;<strong>Gianfranco Polillo</strong> deve &#8220;spiegarci come funziona il sistema fiscale&#8221;. Sostanzialmente il sottosegretario spiega che se si trovano soldi dall&#8217;evasione questi soldi ridurranno le tasse per i meno abbienti. Ma non occorre cristalizzarsi sul nome dell&#8217;imposta. Per adesso il discorso è teorico.</p>
<p><strong>21.34 </strong>Il sottosegretario ricorda che si tratta sostanzialmente di un&#8217;attuazione di una norma precedentemente imposta. Nel senso che purtroppo in passato non sono mai state ridotte le tasse a fronte di un forte gettito fiscale. <strong>Raffaello Lupi</strong> evidenzia invece che occorre puntare molto sulle detrazioni fiscali per quanto riguarda l&#8217;aliquota. E&#8217; lì che si gioca la partita, indipendentemente dalla tasse prescelta per intervenire.</p>
<p><strong>21.39 </strong>Ora è il turno di <strong>Maurizio Sacconi </strong>che parla di massimi sistemi evidenziando come nel passato più recente in realtà si sia agito. Occorre una ripresa nel secondo semestre del 2012 e il tutto dipende anche dall&#8217;Europa. Cita la lettera dei 12 paesi europei che chiedono più crescita. Con sprezzo evidenzia come &#8220;manchino le firme di Merkel e Sarkozy&#8221;.</p>
<p><strong>21.44 Anna Finocchiaro </strong>invece segnala come la principale differenza tra Berlusconi e Monti sta che uno ha proposto dei principi, ma non si è mai degnato di attuarli mentre Monti almeno tenta di attuare le misure di rientro dal deficit. Occorre tra l&#8217;altro che spariscono alcuni privilegi che porterebbero ad un aumento generalizzato dell&#8217;Iva.</p>
<p><strong>21.50</strong> La capogruppo democratica al Senato da vita ad una piccola digressione sulla storia della lotta all&#8217;evasione fiscale degli ultimi tre governo. Se il contrasto all&#8217;evasione continua con forza Monti adempie al suo ruolo. <strong>Innocenzo</strong> <strong>Cipolletta</strong> avrebbe invece aumentato di un po&#8217; l&#8217;Imu, ex Ici, a scapito dell&#8217;Irpef. E cita un report della Banca d&#8217;Italia sulle agevolazioni sulle prime case, facilmente bypassabile.</p>
<p><strong>21.54</strong> <strong>Pollilo</strong>, di fronte ad una lettera sull&#8217;Imu, dichiara di non conoscere l&#8217;argomento. Risatina di<strong> Floris</strong>. Cartello sul catasto mentre il sottosegretario annuncia che venerdì si parla pure dell&#8217;Imu alla Chiesa. Ora pubblicità.</p>
<p><strong>21.59</strong> Riparte il programma, ma subito viene lanciato un servizio sui controlli fiscali (induttivi) nei ristoranti. Quale miglior momento per la nostra&#8230;</p>
<p><em>Nota di colore: seppur con righe assai meno apariscenti, anche oggi, il padrone di casa <strong>Giovanni Floris</strong> indossa il suo ormai più che consueto gessato, abbinandolo ad una camicia bianca ed una cravatta viola. Il Sottosegretario <strong>Polillo</strong> si presenta con una giacca nera, una camicia a righe biancoazzurre ed una cravatta blu scura con decorazioni che, attraverso il filtro televisivo, sembrano avere sembianze ittiformi. Qualsiasi cosa rappresentino, non sappiamo quanto sia in linea con l&#8217;ormai proverbiale sobrietà di questo Governo. <strong>Maurizio Sacconi</strong> presenta una giacca grigioscura ed una camicia azzurra, mentre la cravatta è blu scura con scrisce. Blu scuro è anche l&#8217;abito di <strong>Anna Finocchiaro</strong>, al quale abbina vistosi orecchini che ricordano camei di età Imperiale, mentre il Presidente dell&#8217;ENI <strong>Recchi </strong>indossa una giacca nera con camicia bianco azzurra e cravatta nera con puntini bianchi. <strong>Don Virginio Colmegna</strong> indossa una giacca nera con maglione nero e camicia, mentre <strong>Innocenzo Cipolletta</strong> un gessato blu con camicia bianca a righe azzurre e cravatta blu con pallini neri: una cravatta di questo tipo ma azzurra è stata a più riprese sfoggiata anche dal nostro Presidente del Consiglio Mario Monti. Chiude questa carrellata il tributarista <strong>Raffaello Lupi</strong>, che indossa una giacca grigia con camicia a righe bianco-azzurre e cravatta con decorazioni verde/ocra.</em></p>
<p><strong>22.05 </strong>Ritocca a <strong>Polillo</strong> che vorrebbe parlarci delle norme in esame ma non vuole scadere nel tecnicismo. Così come non vuole rifiutare gli inviti alle ospitate televisive per non far pensare male. In ogni caso occorre passare alla fase dell&#8217;intelligence. Lavorare con i sistemi informatici, insomma. E devi esserci congruenza tra tenore di vita e dichiarazione dei redditi.</p>
<p><strong>22.10</strong> <strong>Don Colmegna </strong>segnala come serva trovare un afflato etico all&#8217;economica di oggi. Episodi come quelli di Cortina possono essere d&#8217;aiuto, ma occorre un ripensamento radicale del ruolo sociale dell&#8217;uomo. <strong>Sacconi </strong>si spiace perchè vi è un divario tra le intenzioni del legislatore e la capacità tecnica del sistema Italia di dare forma a queste disposizioni in materia fiscale. Il paese è comunque spaccato perchè ci sono parti del paese dove non c&#8217;è alcun struttura e legame con la pubblica amministrazione. Risultato: evasione totale.</p>
<p><strong>22.16 Cipolletta </strong>cita gli Usa e la sua legislazione anti-evasione, invita le istituzioni a continuare sulla strada della deterrenza che tra l&#8217;altro non comprimerà l&#8217;economia. Per <strong>Gianfranco Polillo </strong>bisogna rimediare soldi, ma anche razionalizzare un sistema complesso e farraginoso. Il sistema catastale ne è un esempio.</p>
<p><strong>22.21 </strong>Poi parte un servizio di Alessandro Poggi sulla Chiesa girato durante le celebrazioni per l&#8217;Anniversario del Concordato. Rino Fisichella segnala al segretario dei radicali italiani, ed ex vicepresidente del consiglio municipale del primo municipio di Roma, che indossa solo bigiotteria. Bersani ed Alfano segnalano la particolarità della questione Imu per la Chiesa.</p>
<p><strong>22.25</strong> <strong>Sacconi</strong> cerca di far capire che in realtà sulle attività completamente commerciali la Chiesa già paga. Qui riemerge il socialista veneto, ben poco laico. <strong>Polillo</strong> cita per la seconda volta nel corso delle sue comparsate a Ballarò il circolo del tennis al quale è iscritto. <strong>Don Colmegna</strong> parla di alto senso di responsabilità e la situazione di difficoltà dei comuni.</p>
<p><strong>22.29 Anna Finocchiaro </strong>evidenzia anche come sia mutato l&#8217;atteggiamento della Chiesa su questo tema. Si è capacitata della crisi in atto. Poi toccherebbe a <strong>Recchi</strong>, ma prima tocca ad un servizio su che cos&#8217;è la Tobin Tax.</p>
<p><strong>22.34</strong> Finalmente qualcuno capisce che un sistema come quello della tassa di Tobin può funzionare solo se adottato a livello globale. <strong>Giuseppe Recchi</strong> considera questa tassa come un aspetto per colpevolizzare gran parte della comunità finanziaria, rea di aver colpito e danneggiato il mercato mondiale. Ma ora pubblicità.</p>
<p><strong>22.42</strong> Ora si parla di lavoro, col cartello 26. Si troverà una quadra? Si incomincia con un servizio sul mercato del lavoro &#8220;dei primi della classe&#8221;, ovvero i cugini tedeschi. Un giretto a Monaco di Baviera tra concessionari auto. Sottofondo musicale di Nicola Piovani. Italiani di successo in Germania.</p>
<p><strong>22.48 Sacconi </strong>difende l&#8217;impostazione della Fornero sull&#8217;articolo 18. La <strong>Finocchiaro</strong> l&#8217;esigenza della coesione sociale e quindi dell&#8217;unità sindacale. L&#8217;articolo 18 è utilizzato in chiave strumentale, per fini ideologici o per scontri interni alle forze politiche.</p>
<p><strong>22.54 </strong>Resta il fatto che in termini di produttività la modifica dell&#8217;articolo 18 non influisce. Ma quindi va riformato perchè inutile o non riformato perchè ininfluente. <strong>Sacconi</strong> poi cerca di dare lezioni di pragmatismo a <strong>Don Colmegna.</strong></p>
<p><strong>23.00</strong> Servizio poi sulle Olimpiadi romane del 2020. Resta tutto sulla carta ma qualcosa resta. Tipo la commissione per le Olimpiadi. Nando Bonessio, leader dei Verdi del Lazio ma erroneamente definito &#8220;consigliere regionale&#8221;, ci illustra come questa Commissione in realtà si sia riunita solo tre volte. Poi tocca al presidente dell XI° municipio di Roma Andrea Catarci, di Sinistra Ecologia e Libertà.</p>
<p><strong>23.07 Floris </strong>interroga <strong>Polillo</strong> su una vecchia agenzia del premier Monti che sembra scontrarsi con una dichiarazione di oggi del sottosegretario. &#8220;Ha sempre ragione il Presidente del Consiglio&#8221; afferma laconico l&#8217;ex socialista. Don Colmegna elenca le sue priorità politiche tra cui le liberalizzazioni. Poi partono i consueti dati dell&#8217;Ipsos.</p>
<p><strong>23.13 </strong>Per gli italiani la situazione di corruzione in Italia è peggiorata rispetto al passato. I partiti: Pd al 27.5%, PdL 22.1%, Lega 10.2%, Idv 8.7%, Cinque Stelle 4.9%. Il 31% vorrebbe un professore come futuro premier, il 27% un politico. Il 9% un sindacalista.  L&#8217;opinione pubblica si divide a metà tra chi vorrebbe votare un partito e chi una coalizione.</p>
<p><strong>23.18</strong> Altre domande sparse, ma niente di particolare. <strong>Floris</strong> scalpita e parte col suo &#8220;alè&#8221;.</p>
<p>Anche questa puntata è finita. Ma dopotutto, <strong>domani è un altro giorno.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa settimana, piccola variazione: Infatti questa volta non metteremo voti. D&#8217;altronde come farlo, in una puntata in cui tutti sono d&#8217;accordo su tutto, fatto che non avveniva da molto tempo, o forse, addirittura, è la prima volta che avviene nella storia di<strong> &#8220;Ballarò&#8221;?</strong></p>
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		<title>Sarkozy lancia la sua candidatura alle presidenziali con lo slogan: La Francia Forte</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Pazzaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Com’era prevedibile in un sistema elettorale come quello francese, che tende a polarizzare il voto, il distacco non è abissale [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/sarkozy-lancia-la-sua-candidatura-alle-presidenziali-con-lo-slogan-la-francia-forte/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com’era prevedibile in un sistema elettorale come quello francese, che tende a polarizzare il voto, il distacco non è abissale come si poteva pensare (come tutto lasciava intendere meno di un anno fa). Stando ai sondaggi Nicolas Sarkozy ha da recuperare cinque punti percentuali sul candidato socialista François<br />
Hollande (25% a 30%, col socialista che però al secondo turno potrebbe arrivare intorno al 60% secondo le intenzioni di voto), e così Sarkò ci prova, a modo suo, lo slogan dice già molto: &#8216;La Francia forte&#8217;.</p>
<p>Toni sospesi, come lui del resto, tra populismo e gollismo, il suo discorso fa riferimenti continui alla sovranità popolare (&#8220;ridare la parola al popolo&#8221;), parla di crisi globale, a cui la Francia ha reagito meglio di altri, litania a cui sono costretti tutti i presidenti uscenti dopo questi anni tremendi per il capitalismo globale: “ci sono ancora troppe persone senza lavoro, ma le nostre riforme stanno cominciando ad avere effetto”. Niente più assistenzialismo, assicura il presidente, e lavoro come valore centrale.</p>
<p>Infine il presidente uscente traccia un bilancio del suo quinquennio, “positivo”, ma che ha bisogno di più tempo per potersi attuare, anche per questo si ricandida : “Non si può fare tutto in cinque anni e da tre abbiamo conosciuto una successione di crisi di una violenza inaudita, nonostante questo la crescita dell&#8217;economia francese, nell&#8217;ultimo trimestre dello scorso anno, è stata la più alta tra i maggiori Paesi europei”.</p>
<p>Il lavoro al centro, ripete ossessivamente Sarkozy, con molti echi della sua candidatura nel 2007, ed ovviamente il primo attacco all’avversario principale e attualmente grande favorito alla vittoria finale, che è già partito due giorni fa a Rouen, la sua città natale, dove è stato protagonista di un grande comizio davanti ai suoi sostenitori: “é certamente una persona rispettabile”, ha concesso Sarkozy, che subito dopo ha incalzato: “é ragionevole dire che si assumeranno altri 60.000 statali? E&#8217; ragionevole dire che devono essere regolarizzati tutti gli stranieri?” , e ancora “dove sono le idee che intende portare avanti ?”. La replica di Hollande è stata immediata “La Francia è forte solo se è giusta, non sarò il presidente che divide, ma che accoglie e che riunisce”.</p>
<p>Tutto è pronto quindi, ieri Sarkò è sbarcato anche sul celebre social network Twitter, oggi è in programma il comizio di apertura ad Annecy, Domenica è prevista una grande kermesse elettorale nel bastione gollista di Marsiglia.</p>
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		<title>A proposito di primarie e del PD partito di governo. Come sta andando a Milano?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Cardona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo le primarie genovesi &#8211; che hanno visto l&#8217;affermazione di Marco Doria  candidato &#8220;indipendente&#8221;, appoggiato da SEL e la conseguente [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/a-proposito-di-primarie-e-del-pd-partito-di-governo-come-sta-andando-a-milano/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le primarie genovesi &#8211; che hanno visto l&#8217;affermazione di Marco Doria  candidato &#8220;indipendente&#8221;, appoggiato da SEL e la conseguente &#8220;sconfitta&#8221; del sindaco uscente Marta Vincenzi e di Roberta Pinotti, senatrice, entrambe candidate in quota PD &#8211; da molte parti è stato fatto un parallelo secco con le primarie di Napoli (competizione annullata), Cagliari e soprattutto Milano per avvalorare la tesi di un Partito Democratico &#8220;perdente&#8221;, soprattutto nelle grandi città, incapace di portare all&#8217;affermazione il proprio candidato e il partito.<br />
Una prima lettura può portare a questa conclusione.<br />
Ma un&#8217;analisi più accurata porta ad altre considerazioni.<br />
Soprattutto nel caso di Milano.<br />
Il Partito Democratico, nelle primarie dell&#8217;autunno 2010, aveva scelto di candidare Stefano Boeri, urbanista e architetto, a suo tempo eletto nella costituente del nascente Partito Democratico. Una candidatura sostenuta davvero da tutto il partito? Non proprio.<br />
Alla candidatura di Stefano Boeri è stata &#8220;affiancata&#8221; quella di Valerio Onida, voluta anche da esponenti del PD milanese, alcuni ben agguerriti, che non hanno perso occasione per far percepire agli elettori delle primarie il candidato Boeri come &#8220;sponsorizzato&#8221; solo dall&#8217;establishment del partito, per insinuare dubbi sulla &#8220;regolarità&#8221; del comportamento del PD nella fase della campagna elettorale per le primarie.<br />
Inoltre, altri autorevoli esponenti del PD, hanno sostenuto esplicitamente Giuliano Pisapia.<br />
Come sempre, tutto legittimo. Ma è indubbio che la candidatura di Stefano Boeri è stata nei fatti indebolita e da molti elettori percepita come “di parte”, non come scelta corale del collettivo (il partito).<br />
Come sappiamo Giuliano Pisapia ha poi vinto le primarie (che magari avrebbe vinto comunque, chi lo sa).<br />
Cosa è successo dopo le primarie a Milano?<br />
Il PD (quello che aveva sostenuto Boeri) si è messo a lavorare a testa bassa per far vincere Pisapia. Boeri in primis.<br />
Le elezioni sono state vinte e Giuliano Pisapia è diventato Sindaco di Milano, dopo vent’anni di governo del centro destra.<br />
E per il PD com’è andata? Ha ottenuto il 29% dei consensi (quasi il primo partito, a un’incollatura dal PDL), sono stati eletti 20 consiglieri su 29 della maggioranza, 140 consiglieri di zona, 7 presidenti (sempre di Zona) su 9. E nella giunta formata da Giuliano Pisapia ci sono ben 5 assessori del PD, tra cui lo “sconfitto” delle primarie, Stefano Boeri.<br />
Se è vero quanto dice il segretario Bersani (“dopo le primarie ci sono le ‘secondarie’ ed è quelle che a noi interessa alla fine vincere”) nel caso di Milano il Partito Democratico è uscito più che vincente. E rappresenta un caso paradigmatico a cui sarebbe utile fare più spesso riferimento.</p>
<p>Partito Democratico dunque che diventa partito di governo in una delle città più importanti del paese.<br />
Dopo quasi nove mesi è possibile iniziare a fare un primo (parziale) bilancio, non tanto dell’operato della Giunta milanese, ma di come il PD “si comporta” e di come “appare” nel suo (nuovo) ruolo di partito di maggioranza alla guida di Milano.<br />
La sensazione più immediata è che il PD faccia non poca fatica a “reggere il ruolo”, come se soffrisse di una sorta di “sindrome negativa” della vittoria.<br />
Sebbene tutti gli assessori del PD siano riusciti a caratterizzare in modo positivo ed efficace il loro operato, qualificando l’azione della Giunta, la percezione che si ha è che l’azione degli assessori non sia sufficientemente legata/sostenuta/alimentata dal partito. Come se mancasse un luogo, nel partito, dove fare sintesi positiva e mandare all’esterno un messaggio forte e univoco, capace di restituire un’immagine (e una sostanza) del PD come soggetto trainante della maggioranza di governo.<br />
Prova ne è la difficile relazione con la capogruppo in consiglio comunale, che appare (troppo) spesso e incomprensibilmente in contrasto con alcune importanti scelte dell’amministrazione (e degli assessori PD). Mandando messaggi confusi e contradditori agli elettori e agli iscritti, creando sconcerto in tanti consiglieri, in particolare quelli eletti nelle zone, impegnati a ri-costruire una buona politica in città.</p>
<p>Stefano Boeri, nel corso di questi mesi, ha più volte sollevato il tema della “rigenerazione” del partito milanese, nell’idea che il PD possa e debba essere luogo privilegiato di “interscambio” tra iscritti, cittadini, amministratori, per costruire pezzi di contenuto della politica dei prossimi anni. Con modalità e linguaggi nuovi.<br />
Per ri-dare forza al partito e rendere protagonisti (anche) i circoli sul territorio, troppo spesso mortificati a essere (soltanto) il braccio operativo del partito.<br />
Non sempre Stefano Boeri ha trovato le modalità giuste per trasmettere i suoi stimoli, in questo scontando probabilmente un approccio alla politica poco da “uomo di partito” (ma in tanti lo apprezzano proprio per questa caratteristica).<br />
Ciò non toglie che il tema sollevato sia cruciale per il PD milanese che, finora, non sembra abbia saputo raccogliere lo stimolo lanciato. Forse anche perché tante delle figure più rappresentative del partito sono ora impegnate come amministratori e hanno in qualche modo lasciato “sguarnito” il PD. Ma proprio per questo, le sollecitazioni di Stefano Boeri appaiono urgenti.<br />
Per ri-consegnare al PD milanese il ruolo, affidatogli dagli elettori nel maggio 2011, di partito di maggioranza nel governo della città.</p>
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		<title>Media Sondaggi al 20 Febbraio</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenio Angelillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi Sondaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Centrodestra in lieve ripresa e PD in affanno questa settimana, ma il quadro generale non muta, fatto salvo il ritorno [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/media-sondaggi-al-20-febbraio/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centrodestra in lieve ripresa e PD in affanno questa settimana, ma il quadro generale non muta, fatto salvo il ritorno di M5S sopra il 4% che consente al partito di Grillo di (ri)portare una pattuglia di deputati alla Camera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.termometropolitico.it/media-sondaggi-al-20-febbraio/riepilogo-sondaggi-8/" rel="attachment wp-att-10690"><img class="aligncenter size-full wp-image-10690" title="Riepilogo sondaggi al 20 Febbraio" src="http://www.termometropolitico.it/wp-content/uploads/2012/02/riepilogo-sondaggi2.png" alt="" width="500" height="800" /></a></p>
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		<title>Termometro Finanziario: fra buone notizie dalla Grecia e tensioni in Medioriente, i mercati scelgono la prudenza</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni De Mizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Come previsto, continua la pausa della corsa dei mercati azionari nel corso della settimana conclusasi venerdì: i timori riguardano ancora [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/termometro-finanziario-fra-buone-notizie-dalla-grecia-e-tensioni-in-medioriente-i-mercati-scelgono-la-prudenza/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come previsto, continua la pausa della corsa dei mercati azionari nel corso della settimana conclusasi venerdì: i timori riguardano ancora la <strong>Grecia</strong> e la sua lunga agonia, ma non mancano motivi di ottimismo. Lunedì l’<strong>Eurogruppo</strong> (e quindi l’<strong>Ecofin</strong>, martedì) dovrebbe approvare il piano di aiuti al Paese ellenico per un totale di 130 miliardi di euro, dopo che il Parlamento e i principali leader dei partiti greci hanno approvato misure e piani di austerity volte a rendere il bilancio greco più snello e sostenibile (previe riforme che permettano il rilancio dell’economia).</p>
<p>Non c’è però solo la Grecia sul tavolo: il prezzo del <strong>petrolio</strong> è schizzato a quota 120 dollari il barile nel corso della settimana, a segnalare l’acuirsi della crisi mediorientale che incrocia le rivolte in <strong>Siria</strong> con la prova di forza dell’<strong>Iran</strong> sul nucleare. Nei giorni scorsi, infatti, due navi da guerra iraniane hanno varcato il canale di Suez per giungere sulle coste siriane. Tuttavia l’aumento del greggio è in parte imputabile anche alle migliori prospettive circa la <strong>ripresa</strong> di molte economie mondiali, compresi gli USA, che nel corso della settimana hanno mostrato un miglioramento del proprio stato di salute.</p>
<p>L’<strong>Italia</strong>, intanto, cade in recessione in senso tecnico: la stima flash sul <strong>PIL</strong> ha infatti evidenziato una caduta dell’economia dello 0,7% nell’ultimo trimestre del 2011, che segue il calo dello 0,5% del terzo trimestre. Nel 2011 la crescita è stata comunque positiva, sia pure di pochissimo (+0,4%), mentre nel 2012 la decrescita dovrebbe continuare per un ulteriore calo del 2% secondo il Fondo Monetario Internazionale. Notizie più precise circa l’andamento dell’economia italiana, tuttavia, dovrebbero giungere non prima di giugno.</p>
<p>La settimana dovrebbe aprirsi all’insegna della tranquillità sul fronte macroeconomico, grazie al mercato americano fermo per la festività dei Presidenti, tuttavia lunedì gli occhi saranno puntati sulla riunione dell’Eurogruppo, cui seguirà, martedì, il vertice fra i ministri della Finanze dell’Eurozona. Ai due meeting parteciperà <strong>Mario Monti</strong>, nella veste di Ministro dell’Economia.</p>
<p>Mercoledì verranno rilasciati i <strong>sondaggi dei direttori degli acquisti</strong> in Europa, importanti dati che possono aiutare a predire l’andamento dell’economia nel prossimo futuro. Secondo gli analisti, i sondaggi dovrebbero segnare la continuazione del momento di ottimismo già segnalato dalle rilevazioni di gennaio. Seguiranno, nella stessa giornata, i dati relativi agli <strong>ordini all’industria</strong> in Europa, anch’essi previsti in miglioramento. Negli USA l’attenzione si rivolgerà alle <strong>vendite di case esistenti</strong>, importante indicatore di momentum dell’economia, poiché le persone spesso decidono di acquistare una casa quando si sentono fiduciosi nel futuro e sono disposte ad impegnarsi finanziariamente anche per tempi molto lunghi, come nel caso dei mutui, ma anche a causa di effetti più immediati, come l’acquisto di mobilio e oggetti vari per arredare la casa appena acquistata (si tratta del cosiddetto “ripple effect”).</p>
<p>Giovedì in Germania verranno resi noti i dati <strong>IFO</strong> sull’attività economica del Paese, particolarmente interessanti per via del ruolo che la locomotiva tedesca ha per l’Europa. Nel pomeriggio, dall’altro lato dell’Atlantico, verranno rilasciati i consueti numeri sui nuovi <strong>sussidi di disoccupazione</strong> richiesti: gli analisti si attendono un lieve rialzo delle domande a 355mila unità contro le 348mila della settimana scorsa. Il mercato del lavoro americano resta tuttavia ben impostato sulla via del recupero.</p>
<p>Venerdì, infine, toccherà a <strong>Germania e Regno Unito</strong> rendere nota la variazione dei propri <strong>Prodotti Interni Lordi</strong>, mentre negli USA verranno resi noti la <strong>fiducia dei consumatori</strong> e soprattutto i dati sulla <strong>vendita di nuove case</strong>.</p>
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		<title>Legge elettorale. La soluzione può attendere</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Ricciardelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Parola al Termometro]]></category>
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		<description><![CDATA[Fervono le trattative tra le forze politiche per arrivare ad un nuova legge elettorale. Si tratta di un proposito e [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/legge-elettorale-la-soluzione-puo-attendere/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fervono le trattative tra le forze politiche per arrivare ad un nuova legge elettorale.</p>
<p>Si tratta di un proposito e di un’iniziativa considerata quanto mai necessaria da gran parte dell’opinione pubblica e che negli ultimi tempi, nonostante le sentenze della Corte Costituzionale, ha avuto la “benedizione” da parte del Capo dello Stato che ha chiesto ai partiti di occuparsi di questa grana.</p>
<p>Così mentre lo “strano” governo presieduto dal professor Monti si occupa perlopiù dei temi sociali, economici e lavorativi, spetta alle forze parlamentari l’elaborazione di riforme elettorali e istituzionali capaci di ridare lustro e popolarità alla stessa classe politica.</p>
<p>Così nella giornata di venerdì 17 febbraio, un giorno non molto fortunato per la scaramanzia, si sono incontrati presso lo studio alla Camera di Pierluigi Bersani i soci di maggioranza di questo strano schieramento parlamentare pro-Monti. Il trio dell’ABC (Alfano, Bersani e Casini) accompagnati da Italo Bocchino, in rappresentanza di Futuro e Libertà, e da tre “tecnici” per ogni partito: Luciano Violante per il Pd, Gaetano Quagliariello del PdL e Ferdinando Adornato per l’UdC.</p>
<p>L’esito di questo incontro è stato positivo a detta dei partecipanti. Ma per certi versi sorprendente per gli osservatori.</p>
<p>Infatti si è trovata una quadra sull’impalcatura istituzionale del paese mentre si è deciso di rinviare la complessa partita sulla legge elettorale.</p>
<p>Sostanzialmente si è trovato un accordo sulle quanto mai complesse e macchinose riforme costituzionali mentre si è preferito rinviare la partita elettorale, modificabile tramite legge ordinaria.</p>
<p>Come mai questo risultato?</p>
<p>Il rinvio della legge elettorale è dovuto a quanto pare ad una volontà di attendere l’esito delle imminenti elezioni amministrative. Negli ultimi mesi, per non parlare degli ultimi anni, il quadro politico è cambiato sensibilmente ed è ovvio che questo esecutivo Monti sta contribuendo al rimescolamento della carte a livello politico.</p>
<p>Il Terzo Polo, grande vincitore della partita del governo tecnico, ha aspirazioni alte. Così alte da poter elaborare un abbandono delle vecchie casacche (quest’anno pare sarà l’ultima volta che vedremo sulla scheda elettorale il simbolo dell’UdC) e porsi sì come un “polo”, ma non certo come “terzi”. Al tempo stesso il PdL, tentato da una prospettiva di unificazione con Casini nel solco del popolarismo europeo, deve capire se effettivamente è irrimediabile questa rottura con la Lega Nord.</p>
<p>Alcuni scenari amministrativi, in primis quello di Verona, non sembrano aiutare gli storici pontieri del forza-leghismo.</p>
<p>Al tempo stesso il Pd forse attende questo test amministrativo per capire cosa gli toccherà fare da grande. Anche se c’è da chiedersi se un voto “parziale” come il turno di questo maggio potrà mai risolvere questioni identitarie di così ampia portata.</p>
<p>Alla luce dei risultati di primavera dunque si elaborerà la strategia di contrattazione per una nuova legge elettorale. Per adesso lo schema è abbastanza ibrido e le proposte che vengono fatte sono simili a quel sistema definito “ispano-tedesco”. Un modello molto teutonico per quanto riguarda una quota di seggi ripartiti col proporzionale e un&#8217;altra con l’uninominale (anche se il tanto sbandierato sbarramento al 4% ci ricorda più il modello austriaco, considerando anche la dimensione non ancora federale del nostro paese). In questo modo si accontentano le tendenze proporzionaliste (Terzo Polo in testa) facendo finta però di preservare un impianto del sistema tendenzialmente bipolare. E si tenta una sponda con la Lega Nord proprio grazie all’elemento “ispanico” della legge elettorale, che favorisce le forze politiche dal limitato ma consistente radicamento in specifiche realtà territoriali.</p>
<p>La verità però sembra essere quella dell’attendismo più sfrenato. Sarebbe stato senz’altro illusorio credere che dal vertice nello studio di Bersani fosse uscita la proposta di legge elettorale del Pd, giustamente definita “all’ungherese”. Così come uno schema proporzionale puro.</p>
<p>La convinzione che si fa sempre più forte è che in realtà si siano impresse delle linee guida volontariamente vaghe, se non irrisorie, per mantenere momentaneamente lo status quo e aspettare, attraverso il voto amministrativo, il vero stato delle cose nel paese reale.</p>
<p>Ma basterà qualche comune al voto per dare un’idea compiuta di uno scenario nazionale così complesso?</p>
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		<title>Dati AGCom gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 12:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Patané</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul sito dell&#8217;AGCom è da poco apparso il documento relativo al pluralismo politico e istituzionale dei telegiornali nel primo mese di questo [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/dati-agcom-gennaio-2012/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito dell&#8217;AGCom è da poco apparso il <a href="http://www.agcom.it/Default.aspx?message=visualizzadocument&amp;DocID=8158">documento</a> relativo al pluralismo politico e istituzionale dei telegiornali nel primo mese di questo 2012.<br />
A Governo Monti ormai stabilmente consolidato, i dati appaiono particolarmente importanti per analizzare i nuovi equilibri generati dal prepotente mutamento delle coalizioni di maggioranza e opposizione. A sostenere l&#8217;esecutivo è infatti attualmente una sorta di Grande Centro composto da PdL, PD e Terzo Polo, con opposizioni tanto a destra (Lega Nord) quanto a sinistra (IdV e, fuori dal Parlamento, SEL e partiti comunisti), in una struttura più simile a quella della Prima Repubblica che al bipolarismo della Seconda.</p>
<p>Le tabelle ed i grafici, rispetto al 2011, sono stati aggiornati per tenere conto di tale mutamento, e specchiare il modo in cui i telegiornali vi si sono adattati.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://2.bp.blogspot.com/-HNdSq2Wo8k0/Tz-UU4b5VHI/AAAAAAAAA1M/3MY0cpZat0g/s1600/tabella.png"><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/-HNdSq2Wo8k0/Tz-UU4b5VHI/AAAAAAAAA1M/3MY0cpZat0g/s320/tabella.png" alt="" width="320" height="149" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">Dati AGCom gennaio 2012</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La tabella dei dati grezzi mostra già di per sé alcuni interessanti risultati, in parte inattesi. Se infatti era scontato attendersi un maggiore spazio ai &#8211; pochi &#8211; partiti oggi all&#8217;opposizione, sono le dimensioni e la direzione di tale spazio a dover far suonare un campanello d&#8217;allarme.<br />
La Lega Nord, principale forza di opposizione parlamentare, supera infatti il Partito Democratico e si configura come seconda forza televisiva dopo il Popolo della Libertà, a sua volta prima forza parlamentare di maggioranza.</p>
<p>Una netta polarizzazione a destra dello scontro politico che di fatto taglia fuori dal dibattito pubblico l&#8217;analogo fenomeno che sta avvenendo a sinistra tra PD e Italia dei Valori.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://1.bp.blogspot.com/-8x7jECrZzsg/Tz-UXdt1CfI/AAAAAAAAA1U/_uaBv0v4eGo/s1600/tipologia.png"><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/-8x7jECrZzsg/Tz-UXdt1CfI/AAAAAAAAA1U/_uaBv0v4eGo/s320/tipologia.png" alt="" width="320" height="200" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">Dati AGCom gennaio 2012 aggregati per<br />
area politico-culturale</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Dall&#8217;istogramma della suddivisione del tempo telegiornalistico in funzione dell&#8217;area politica e culturale di riferimento dei partiti, emerge in maniera chiara come pressoché ovunque il dibattito sia tra una destra di opposizione ed un centrodestra di governo, con le due forze stabilmente sopra il 50% del tempo complessivo con la sola eccezione di Rainews. Su TGLa7 questa cifra arriva ad un esorbitante 70%.</p>
<p>Nel silenzio del governo tecnico, l&#8217;informazione è stata trascinata a destra in una maniera mai raggiunta prima nemmeno nei periodi più estremi del berlusconismo. PdL e Lega, Lega e PdL, le due formazioni invadono i telegiornali.<br />
Di primo acchito la situazione suscita qualche interrogativo: in effetti la grande alleanza tra i due partiti ad oggi scricchiola pesantemente, e mostrarli così divisi &#8211; come tali sono &#8211; in televisione di certo non aiuta a ricompattare l&#8217;immagine della maggioranza che sostenne Berlusconi fino a novembre 2011. Eppure, secondo l&#8217;andreottiano <em>bene o male, purché se ne parli</em>, l&#8217;immagine che riesce a passare è quella di una formazione di destra di governo ed una di destra di opposizione: il dibattito politico è limitato ad una sola area, presentando ai cittadini-elettori una scelta puramente dicotomica: potenzialmente, se questa tendenza di manterrà anche nel lungo termine, una mossa vincente per controllare il flusso di elettori in potenziale uscita dal centrodestra e contenerlo nel perimetro della vecchia coalizione del 2008&#8230; coalizione che eventuali accordi tra Bossi e Berlusconi potrebbero anche resuscitare all&#8217;occorrenza.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://3.bp.blogspot.com/-_YXuCr75mnw/Tz-UTGrdM1I/AAAAAAAAA1E/qJblLQmMqnY/s1600/posizionamento.png"><img class="aligncenter" src="http://3.bp.blogspot.com/-_YXuCr75mnw/Tz-UTGrdM1I/AAAAAAAAA1E/qJblLQmMqnY/s320/posizionamento.png" alt="" width="320" height="200" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">Dati AGCom gennaio 2012 aggregati per<br />
Istituzioni &#8211; Maggioranza &#8211; Opposizione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L&#8217;osservazione dell&#8217;istogramma che mostra i dati raggruppati per maggioranza, opposizione e istituzioni offre forse altrettanti spunti di riflessione.<br />
Certamente atteso è il rapporto tra maggioranza e opposizione: per quanto possa essere vasto lo spazio politico lasciato alla Lega Nord, la sproporzione tra le forze in campo è tale da non permettere, almeno per il momento, un reale pareggio mediatico tra le due voci.<br />
Ciò che invece colpisce e inquieta è l&#8217;elevatissima percentuale attribuita alle istituzioni, ed in particolare alla figura del Presidente del Consiglio: un valore al di sopra della maggioranza assoluta in pressoché tutte le reti &#8211; con l&#8217;ovvia eccezione del berlusconianissimo TG4 &#8211; con picchi anche superiori al 60% sul TG2 e su Rainews. Valori degni del periodo berlusconiano.</p>
<p>Il cambio di governo e il mutato equilibrio parlamentare hanno portato ad una nuova gestione del tempo politico in TV, ma coloro che si aspettavano una miracolosa rinascita della qualità dell&#8217;informazione in Italia con la caduta di Berlusconi devono prendere atto che al contrario persiste un nettissimo squilibrio politico &#8211; a favore del centrodestra &#8211; e istituzionale.<br />
Sotto il cappello dell&#8217;emergenza <em>spread</em> si è permesso un vero e proprio monopolio da parte di Monti e del suo Governo sui mezzi di informazione, come se la crisi dei partiti e della politica si fosse trasferita anche in televisione. All&#8217;interno dei partiti, poi, l&#8217;avere PdL e Lega Nord ai lati opposti della barricata sta trasformando lo scontro politico in un dibattito tra queste due formazioni, relegando ai margini dell&#8217;attenzione dei telespettatori le posizioni e la stessa esistenza delle aree di centro e di sinistra.</p>
<p>I governi passano, ma i mali dell&#8217;informazione restano tutti.</p>
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		<title>Tangentopoli: la rivoluzione tradita</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 15:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Corbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
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		<category><![CDATA[mani pulite]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;ANSA: L&#8217;ingegner Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, una casa di riposo per anziani, è stato arrestato [...] <p class="read-more"><strong><a href="http://www.termometropolitico.it/tangentopoli-la-rivoluzione-tradita/">Leggi il seguito &#187;</a></strong></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;ANSA: L&#8217;ingegner Mario <strong>Chiesa</strong>, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, una casa di riposo per anziani, è stato arrestato questa sera dai carabinieri con l&#8217;accusa di concussione. Lo hanno reso noto gli investigatori con un comunicato diramato in serata&#8221;. Erano le ore 22,16 del 17 febbraio di venti anni fa. Così, formalmente, iniziava l’inchiesta “Mani Pulite” e il relativo caso mediatico che prese il nome di Tangentopoli. Gli oltre 1200 condannati e i 3175 rinvii a giudizio chiesti da <em>pool</em> guidato dal Procuratore Capo Francesco Saverio <strong>Borrelli</strong> sembrarono essere la sufficiente cura al grande miasma che affliggeva la “piccola” Italia del malaffare politico. Quel tintinnar di manette assunse, agli occhi dell’opinione pubblica, una funzione catartica del sistema. La necessaria premessa ad un “nuovo inizio” ormai ineluttabile.</p>
<p><a href="http://www.termometropolitico.it/wp-content/uploads/2012/02/craxi-in-tribunale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10652" title="craxi-in-tribunale" src="http://www.termometropolitico.it/wp-content/uploads/2012/02/craxi-in-tribunale-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Nei mesi e negli anni successivi a quel 17 febbraio del 1992, il lento sgretolarsi del terreno in cui affondavano le radici dei grandi partiti della prima repubblica cambia bruscamente velocità, prendendo le dimensioni di una valanga capace di travolgere ciò che sta a valle e lasciare scoperto quel che si trova a monte. Quando il sistema dei partiti italiani inizia a rimanere nudo,<strong> riaffiorano in superficie le malefatte necessarie di un organismo malato</strong> che per sopravvivere ed autoalimentarsi  si era spinto persino a cannibalizzare l’intero corpo che era stato chiamato ad amministrare e tutelare. <strong>“Buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale”</strong> afferma <strong>Craxi</strong> leggendo il suo discorso in Aula nel luglio del 1992. Il disperato tentativo di chiamare in correità i leaders degli altri partiti politici anticipa solo di un anno il famoso lancio delle monetine davanti all’hotel Rafael, fine simbolica della prima repubblica e dei grandi partiti che ne furono protagonisti.</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/dyjc5N6sepU?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ferita ed umiliata sotto le macerie dello scandalo <strong>Tangentopoli</strong> c’è un’Italia indignata che chiede a gran voce un cambiamento. Negli anni successivi, i protagonisti si rinnoveranno ed una nuova generazione, con diverse aggregazioni, farà ingresso nella scena politica. L’opinione pubblica – memore delle troppe ideologie tradite – si aggrappa sempre più saldamente al culto del leaderismo personalistico, spostando così la dimensione del confronto politico dalla necessaria ed improcrastinabile cura sistemica allo scontro frontale tra opposte fazioni. La seconda repubblica brucerà così le tensioni politiche, trasferendo su nuovi terreni il dibattito pubblico. Ma il cambiamento, la rivoluzione che ci si aspettava – forse confondendo le prerogative della magistratura &#8211; era un’altra probabilmente. Non solo nomi nuovi o seminuovi, non di certo un <strong>“bisogna che tutto cambi perché nulla cambi”</strong> ma una radicale trasformazione della classe politica: da carnefici del sistema democratico a responsabili medici in grado di estirpare, da quel corpo ferito, ogni germe in grado di minare il corretto funzionamento del sistema.</p>
<p style="text-align: right;">
<em>di <a href="https://twitter.com/#!/ilcorbo">Andrea Corbo</a></em></p>
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