Referendum: oltre il legittimo impedimento

Quando Berlusconi ammette, all’indomani del voto referendario, che gli italiani si sono espressi in modo netto “su tutti i temi della consultazione”, probabilmente il pensiero va soprattutto al quesito sul legittimo impedimento e meno su quello relativo al nucleare. Quello sul legittimo impedimento, infatti, si palesa come un voto dal carattere eminentemente politico, il cui significato è probabilmente più importante di quello tecnico-giuridico e costituisce pertanto un chiaro segnale di contrarietà alle cosiddette leggi ad personam. Si noti che in vita rimaneva soltanto la possibilità di far valere, tra i vari motivi “d’impedimento”, quelli previsti dal comma 1 della legge, ovvero “il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi e dai regolamenti” nonché le funzioni “coessenziali” dei vari impegni di un Presidente del Consiglio. A fronte del risultato referendario questo non sarà più possibile. [ad]Avevamo già notato che con una maggioranza di Sì in risposta al quesito relativo al legittimo impedimento, questo avrebbe modificato solo lievemente il contenuto della norma di cui si chiedeva l’abrogazione, dopo l’intervento della Consulta. Dunque, l’esito referendario si è configurato, nella sostanza, come un chiaro messaggio popolare contro ogni tentativo di strumentalizzazione dei problemi della giustizia. Sicuramente su questo versante l’Italia... View Article