Liguria, inchiesta “spese pazze”: 23 ex consiglieri rinviati a giudizio

Liguria, inchiesta “spese pazze”: 23 ex consiglieri rinviati a giudizio Fiori, ostriche, caffè, birre a Pontida, viaggi, cene. Perfino un gratta e vinci. Tutte spese rimborsate con soldi pubblici perché spacciate come attività istituzionali. Questa l’accusa che ha causato il rinvio a giudizio di 23 tra attuali ed ex consiglieri della Regione Liguria nell’ambito del processo “spese pazze” relativo al periodo 2010-2012. Tra i nomi dei rinviati a giudizio spicca quello di Edoardo Rixi, vicesegretario della Lega Nord e assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Bruzzone (Lega Nord), presidente del Consiglio regionale, e Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia. Questi 3 sono gli unici esponenti attuali del Consiglio regionale. I restanti 20 sono ex consiglieri. Per effetto della Legge Severino, quindi, se Rixi, Bruzzone e Rosso venissero condannati anche in primo grado scatterebbe automaticamente la decadenza. L’inchiesta “spese pazze” L’inchiesta della procura di Genova riguarda le cosiddette “spese pazze” sostenute con i soldi dei gruppi consiliari. Il giudice per l’udienza preliminare (Gup) Roberta Bossi – la stessa che si oppose nel luglio scorso alla richiesta di archiviazione per bancarotta nei confronti di Tiziano Renzi – ha accolto l’accusa del pm Francesco Pinto, secondo cui i 23 consiglieri si sarebbero fatti rimborsare spese private giustificandole... View Article