Gli effetti “maggioritari” dei sistemi elettorali

Gli effetti “maggioritari” dei sistemi elettorali La letteratura politologica sul funzionamento dei sistemi elettorali è pressoché sconfinata. E tuttavia, un’analisi compiuta sui cosiddetti effetti «maggioritari» e sulla natura del rapporto che li lega a ciascun sistema elettorale si trova a fatica. Generalmente, quando si parla di sistemi elettorali si usa distinguere due dimensioni simmetriche: l’input, ossia la logica di trasformazione dei voti in seggi che opera in ciascuna circoscrizione; e l’output, e cioè gli effetti che, a partire dalle preferenze elettorali, il sistema produce in termini di composizione dell’organo elettivo. Lo scopo di queste righe è quello di far luce sul controverso rapporto tra a) ciascuna logica di ripartizione dei seggi – proporzionale e maggioritaria – e b) un particolare tipo di effetto che chiameremo «maggioritario». Il mio argomento è che, indipendentemente dal modello di sistema elettorale, l’effetto maggioritario è garantito soltanto da uno strumento convenzionale quale il premio di maggioranza in seggi, da attribuire alla lista o, al limite, alla coalizione di liste che abbia ottenuto la maggioranza relativa dei seggi. E, dunque, che sistema maggioritario ed effetti maggioritari sono due concetti distinti, anche se non incompatibili. Sistemi elettorali: definizione di «effetto maggioritario» Per prima cosa, occorre intendersi sul... View Article