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pubblicato: domenica, 26 aprile, 2015

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Italicum, tutto ruota intorno alla fiducia

L’ultima battaglia sull’Italicum sta per iniziare. Tutto ruota intorno ad una parolina magica che si chiama fiducia. Secondo Repubblica, il premier Matteo Renzi sarebbe pronto ad usarla per chiudere definitivamente i giochi. Anzi, starebbe pensando anche “a far slittare tutto lo scontro sulla legge elettorale alla prossima settimana, saltando aprile. Il motivo è semplice: a maggio scatterà il contingentamento dei tempi, con una drastica tagliola sulla possibilità di fare ostruzionismo, mentre ad aprile ogni deputato potrebbe in teoria parlare per venti minuti su ciascun emendamento”.

Debora Serracchiani, che col premier si sente spesso, assicura ad Avvenire che il governo “onestamente sta facendo di tutto e di più per evitare di arrivare alla fiducia” e si augura “che chi fa parte della storia di questo Paese e di questo partito comprenda che è responsabilità di tutti evitare di fallire questo momento storico, in cui ci si chiede di andare avanti con le riforme”. Di diverso avviso è il suo collega del Pd Roberto Giachetti. “Visto il clima che c’è nel Pd credo che la fiducia sarà inevitabile – afferma il vicepresidente della Camera a QN – se Renzi cadesse e andasse al voto vincerebbe con un plebiscito. Ma lui non ci vuole andare e, infatti, mette la fiducia”. I ribelli? “Fuori dal Pd non sarebbero nessuno – attacca -. La loro popolarità dipende dal fatto di contrastare Renzi e devono essere leali come noi quand’eravamo minoranza”.

Intanto ieri l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha attaccato il premier duramente: “Quella di Renzi –che dice che se la legge non passa cade il governo – è una pressione sul Parlamento indebita. Dopodiché io sono affezionato alla mia ‘ditta’, il Pd, che però ha una regola: davanti a temi costituzionali ogni singolo parlamentare si assume liberamente le sue responsabilità”. Per Stefano Fassina, altro ribelle dem, al voto si andrà nel caso in cui passasse l’Italicum. Dal canto loro, assicura Fassina al Corriere della Sera, i ribelli non chiederanno voti segreti: “Faremo una battaglia a viso aperto”.

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Italicum, Toti: “Tornare al voto? Non decide Renzi, ma il Colle”

Dall’opposizione piovono attacchi contro il premier. “Renzi la smetta di minacciare lo scioglimento del Parlamento se non dovesse passare l’Italicum. Non ci spaventa. Chi si crede di essere, il presidente della Repubblica?” dice Giovanni Toti, di Forza Italia, in una intervista a La Stampa. “Non è il premier – afferma – che decide quando andare a votare. C’è un presidente della Repubblica in carica che si chiama Sergio Mattarella: non mi sembra una persona che possa essere condizionata e non scioglierebbe il Parlamento perchè glielo chiede Renzi; dovrebbe verificare se in Parlamento ci sono le condizioni per fare un altro governo”. “Forza Italia – dice Toti – è disponibile a discutere con quella parte del Pd e con chi vuole una legge elettorale diversa, perchè questa fretta, perchè non aprire la discussione e approvare l’Italicum con una maggioranza più vasta?”. Ci sono deputati di FI pronti a votare per evitare che il Parlamento venga sciolto? “Il governo – risponde – provi a mettere la fiducia e vedremo cosa succede nelle votazioni a scrutinio segreto. Vedremo se i dissidenti del Pd abbaiano e non mordono e quanti sono nel mio partito a votare l’Italicum. Poi quelli del cosiddetto ‘Comitato 2018’ chi li candida, Renzi?”.

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