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pubblicato: mercoledì, 14 maggio, 2014

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Chiara Rizzo torna in Italia, estradizione forse venerdì

Si aprono le porte del carcere italiano per Chiara Rizzo, moglie dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, fermata nei giorni scorsi a Nizza con l’accusa di aver collaborato al progetto di fuga dall’Italia del marito (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) per il quale giovedì mattina è stato arrestato – insieme ad altre sette persone – l’ex ministro Claudio Scajola. Secondo Repubblica, infatti, a seguito della decisione della Corte d’Appello del Parquet Général di Aix en Provence, la Rizzo potrebbe essere affidata già venerdì alla Direzione Investigativa Antimafia, che la condurrà poi presso un penitenziario ligure ancora da definire.

Stando agli organi di stampa, “lady Matacena” – attualmente detenuta presso la prigione di Les Baumettes – avrebbe già lamentato le scarse condizioni igieniche in cui è stata lasciata e rifiutato il cibo perché disgustata. Tuttavia, il procuratore aggiunto della Corte d’Appello di competenza, Solange Legras, si è affrettata a precisare che la signora Rizzo è stata trattata con la stessa attenzione che viene riservato a tutti gli altri detenuti. Ha avuto infatti anche la possibilità di incontrare la figlia Francesca.

Per Chiara Rizzo era stato emesso un mandato di arresto europeo da parte del giudice di Reggio Calabria, e la sua cattura è avvenuta direttamente in aeroporto a Nizza, al ritorno da Dubai, dove si trova ancora Amedeo Matacena, considerato latitante. Quest’ultimo, in un’intervista rilasciata qualche giorno fa all’Agi, ha affermato che per sua moglie il sostegno di Scajola non è mai mancato, tanto che lo considera “come un padre”. Certo, dalle intercettazioni tra la Rizzo e l’ex ministro dello Sviluppo Economico – sempre pubblicate da Repubblica – emergono dialoghi caratterizzati da toni particolarmente confidenziali, anche se dal contenuto pressoché inesistente. Ovviamente, Scajola era ben attento a non dire nulla di compromettente via telefono, conscio della possibilità che i dispositivi in suo possesso fossero stati posti sotto controllo.

Intanto, l’ex coordinatore di Forza Italia (a un passo dalla candidatura nelle liste per le Europee, poi sfumata all’ultimo) dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, sarà ascoltato venerdì nel carcere romano di Regina Coeli, dove ha trascorso ormai la sua prima settimana in stato di arresto.

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