pubblicato: martedì, 18 ottobre, 2016

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Spese Di Maio, il senatore Morra rimprovera il vicepresidente della Camera

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Spese Di Maio, il senatore Morra rimprovera il vicepresidente della Camera

Il caso delle note spese fatte da Luigi Di Maio sta creando più di un imbarazzo in casa Cinque Stelle. Il vicepresidente della Camera è nell’occhio del ciclone soprattutto dopo la ricostruzione apparsa nel libro Supernova che parla di un tentato blitz ai suoi danni condotto dall’ala ortodossa del Movimento. Rivolta sedata in seguito dal duo Grillo e Casaleggio.

Spese Di Maio, Morra tira le orecchia al vicepresidente della Camera

A Di Maio viene contestata la gestione dei rimborsi per l’attività legata a eventi sul territorio. Attività che gli è costata ben 100 mila euro in tre anni. Non noccioline se consideriamo la rendicontazione ai limiti dell’austerità imposta dai vertici del Movimento ai suoi parlamentari.

Il vicepresidente della Camera si è difeso affermando che le spese sono “trasparenti” e riportate nella rendicontazione. La difesa del membro del direttorio non ha però convinto il senatore del Movimento 5 Stelle, Nicola Morra che in un’intervista a Radio Cusano Campus ha lanciato più di una frecciatina all’indirizzo di Di Maio.

“Tutti quanti abbiamo spese per sostenere sul territorio eventi che riteniamo necessari per veicolare i contenuti di cui ci facciamo alfieri, però tutti quanti siamo chiamati a farlo con la dovuta sobrietà. Io ricordo sempre a me stesso che il 4 ottobre è nato il Movimento Cinque Stelle, sotto l’auspicio della sobrietà e povertà, come stile di vita francescano. Tutti quanti ce lo dobbiamo ricordare. Se questa è una tiratina d’orecchie a Di Maio? Se volete definirla così, noi abbiamo i capelli bianchi, quindi ci possiamo permettere, paternamente, questa cura e questa cautela. Dobbiamo sollecitare i giovani a non fare errori, perché noi dobbiamo per prima cosa dar conto di quello che si fa a tutti quanti. Di Maio non ha fatto nulla di illegale, comunque. Anzi, questi dati li forniamo noi stessi. E’ giusto che il politico venga controllato, per questo noi faremo poi le nostre valutazioni da cittadini italiani prima ancora che da attivisti del Movimento Cinque Stelle. Auspichiamo che tutti quanti abbiano la stessa attenzione e la stessa responsabilità quando si gestisce il soldo pubblico”.

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