Pubblicato il 10/03/2017

Sondaggi elettorali Index: il PD crolla, M5S avanti di quasi 5 punti

autore: Emanuele Vena
sondaggi elettorali - index intenzioni di voto 9 marzo

Sondaggi elettorali Index: il PD crolla, M5S avanti di 5 punti

Emorragia di voti per il PD. E nel frattempo il M5S coglie la palla al balzo e scappa via. E’ questo lo scenario che emerge dall’ultimo dei sondaggi elettorali condotti da Index Research per Piazzapulita, che esamina le intenzioni di voto degli italiani.

Secondo l’istituto diretto da Natascia Turato, i grillini raggiungono quota 30%. Un dato del tutto analogo a quello registrato da IPR in un sondaggio condotto negli ultimi giorni. Ed anche per Index, come per IPR, il M5S è considerato in crescita: +1% rispetto alla settimana precedente.

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Sondaggi elettorali Index: il M5S allunga sul PD

Chi non se la passa affatto bene è invece il PD. Secondo Index i dem perdono quasi 2 punti, scendendo al 25.2%. Ed ora il distacco dal M5S – che si conferma il partito di maggioranza relativa – è di quasi 5 punti.

Luci ed ombre invece per l’area a sinistra del PD. Sinistra Italiana perde 3 decimi e scende sotto al 3%. Discorso diverso invece per Democratici e Progressisti. Il partito di Speranza e Rossi guadagna un punto e sale al 4.5%.

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Sondaggi elettorali Index: frammentazione ed instabilità

Decisamente stabile è invece l’area di centrodestra. Il terzetto formato da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia perde complessivamente appena un decimo rispetto alla settimana scorsa. Ora il blocco conservatore è al 30.9%, trainato dalla Lega di Salvini (13.9%), che precede di quasi 2 punti Forza Italia (12%), con FDI ferma al 5%. Stabile al 2.7% è invece Area Popolare NCD-UDC.

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Lo scenario che emerge dall’analisi delle intenzioni di voto è dunque di assoluta instabilità. Con un quadro politico spaccato in 3 tronconi di peso elettorale simile, oscillante tra il 30 ed il 35%. Guidato da un centrosinistra tutt’altro che coeso, che stacca di poco più di 4 punti un centrodestra altrettanto frammentato. Un quadro sfilacciato a cui si aggiunge il fattore legge elettorale, che – nella versione vigente – non permetterà certo la formazione di maggioranze ampie e coese.

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(Nota metodologica – in attesa di diffusione)

 

 

 

Autore: Emanuele Vena

Lucano, classe ’84, laureato in Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e specializzato in Politica Internazionale e Diplomazia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. Appassionato di storia, politica e giornalismo, trascorre il tempo libero percuotendo amabilmente la sua batteria. Collabora con il Termometro Politico dal 2013. Durante il 2015 è stato anche redattore di politica estera presso IBTimes Italia. Su Twitter è @EmanueleVena
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