pubblicato: martedì, 13 febbraio, 2018

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Elezioni regionali Lombardia 2018: ultimi sondaggi, scontro Gori-Fontana

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Elezioni regionali Lombardia 2018: ultimi sondaggi, scontro Gori-Fontana

Tra le tante polemiche e battibecchi consoni ad una campagna elettorale, la scorsa settimana insorgeva il dibattito attorno ad un sondaggio mostrato durante la trasmissione Carta Bianca, in onda il martedì sera su Rai 3 e condotta da Bianca Berlinguer. Il sondaggio, riguardante le elezioni regionali in Lombardia, vedeva il candidato del centrodestra, Attilio Fontana, staccare di 12 punti percentuali (45,6% vs 33,2%) Giorgio Gori (Pd). Il giorno seguente, sulla pagina Facebook di Attilio Fontana Presidente, veniva pubblicato un post in merito ai risultati del sondaggio in questione, con tanto di #Goristaisereno.

“Non solo Attilio Fontana, il candidato fantasma della Lega Nord, fugge dai confronti. Ma pubblica anche sondaggi falsi sul suo profilo Facebook per mascherare la paura e il vuoto della loro proposta politica”. Tuona, in una nota, il segretario metropolitano milanese del Pd, Pietro Bussolati. L’accusa nei confronti di Fontana da parte del dem sta nel non aver riportato nel post il dato ‘essenza’ del sondaggio: la domanda posta al campione. Questa, infatti, non riguardava le intenzioni di voto degli intervistati, ma le previsioni di vittoria. Detto in altri termini, al campione si chiedeva “Secondo lei chi vincerà le elezioni regionali in Lombardia?”, no “per chi voterà alle elezioni regionali?”.

“Gori ormai è oltre il ridicolo. E’ persino oltre il patetico” controbatte il segretario della Lega lombarda, Paolo Grimoldi. “Adesso arriva ad accusare Fontana di pubblicare sondaggi falsi che danno Fontana avanti 45-33?! – continua il leghista – Visto che ha lavorato in tv, ogni tanto la guardi, o almeno si informi! Così almeno saprebbe che a snocciolare questi numeri è stata Bianca Berlinguer durante Carta Bianca. Che pena – prosegue Grimoldi, senza però entrare nel merito del sondaggio – che il centrosinistra si debba ad un candidato di così bassa statura politica. E che pena che abbiano un segretario metropolitano come Bussolati che va dietro a queste. Ma il Pd in Lombardia come ha fatto a cadere così in basso?”.

Elezioni regionali Lombardia 2018: ultimi sondaggi, scontro Gori-Fontana

Il governo della Lombardia è da oltre un ventennio, precisamente dal 1995, roccaforte del centrodestra. Ma l’improvvisa rinuncia di Roberto Maroni, esponente politico caratterizzato da un buon livello di apprezzamento tra i lombardi, ha dato maggiore speranza agli avversari. Primo su tutti, il centrosinistra. “Grimoldi fa finta di non capire” punta il dito il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri. “La verità è che si trovano orfani di Maroni, con un candidato riluttante, catapultato su una scena che non aveva cercato, ormai al tramonto di una vicenda politica ventennale. Lo sanno anche i leghisti – continua Alfieri – che infatti si guardano bene dall’esporlo ai confronti diretti con Gori, che è un candidato davvero determinato, capace e preparato. L’uomo giusto per guidare la Regione”.

Il segretario regionale dem non è l’unico a notare la ‘riluttanza’ al confronto pubblico con gli altri candidati di Attilio Fontana. “Probabilmente la Lega, dopo aver tolto dalla naftalina Fontana, l’avrà chiuso in uno scantinato” attacca il candidato cinquestelle Dario Violi a termine di un confronto pubblico tra gli aspiranti governatori, tenutosi mercoledì scorso presso l’auditorium di via Valvassori Peroni. Unico grande assente, il candidato del centrodestra. “Ci auguriamo che Chi l’ha visto lo ritrovi e lo convinca ad affrontarci in un dibattito pubblico” conclude il candidato pentastellato.

Elezioni regionali Lombardia 2018: ultimi sondaggi, Ipsos per il Corriere

Al di la delle polemiche sul sondaggio della scorsa settimana, oggi il Corriere della Sera ne pubblica uno condotto da Ipsos PA. L’esito vuole, anche in questo caso, Fontana vincitore (41%), seguito, a 6 punti percentuali di distanza, da Gori (35%). Violi, invece, è accreditato al 15%, staccando di 11 punti il candidato LeU Rosati (4%).

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La nota interessante del sondaggio Ipsos è la discrepanza che intercorre tra livello di notorietà e di gradimento dei candidati da una parte, e le intenzioni di voto dei lombardi dall’altra. Per quanto riguarda la prima variabile (notorietà), Gori si colloca al primo posto, conosciuto da quasi l’80% dei lombardi. Fontana, invece, ha una notorietà del 60%. Molto distanti gli altri due principali candidati: Violi al 23%, Rosati al 20%. Dal punto di vista del gradimento, ancora una volta troviamo in testa Giorgio Gori, gradito dal 44% degli intervistati contro il 24% di Fontana. Gli altri due candidati, Violi e Rosati, molto poco conosciuti, hanno indici sostanzialmente neutri, in cui estimatori e detrattori sono sostanzialmente uguali.

L’impressione è che, nelle elezioni regionali della Lombardia, il voto sarà fortemente influenzato dalle appartenenze politiche. Impressione avallata anche dalle dichiarazioni di voto degli intervistati nei confronti delle liste in lizza per il Consiglio regionale. L’esito del sondaggio sottolinea una prevalenza del ‘voto di appartenenza’ nella parte proporzionale, quella per l’elezione dei consiglieri, che riduce il cosiddetto ‘effetto candidato’. Detto diversamente, il sondaggio Ipsos mostra che, nella maggioranza dei casi, è la scelta della lista per l’elezione del Consiglio a influenzare la scelta del presidente da parte degli elettori. Elemento non scontato in caso di elezione diretta di una carica monocratica.

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