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pubblicato: mercoledì, 6 giugno, 2018

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Alberto Bonisoli annuncia più risorse per la cultura, il profilo

sondaggi politici, Governo, boom di richieste di mutui casa alla banca del Parlamento, Alberto Bonisoli

Alberto Bonisoli annuncia più risorse per la cultura, il profilo

Ieri si è tenuta la votazione per la fiducia del “governo del cambiamento” al Senato. Con 171 voti favorevoli, e 117 contrari, la squadra di Conte ha ottenuto la fiducia. Nel lungo e accorato discorso del nuovo Presidente del Consiglio, durato il record di un’ora e 15 minuti, sono stati toccati i punti principali del Contratto tra Lega e M5S: giustizia, lavoro, immigrazione clandestina, lotta ai privilegi politici.

(Qui potete trovare il discorso integrale di Conte)

Tuttavia non è passato inosservato il silenzio riguardo i capitoli scuola e cultura. Conte ha solo accennato alle eccellenze italiane in campo di ricerca scientifica e sulla cosiddetta “fuga di cervelli”.

Alberto Bonisoli annuncia più risorse per la cultura

Ad annunciare invece più risorse per la cultura è stato il nuovo ministro dei Beni, delle attività culturali e del turismo, Alberto Bonisoli. Durante un intervento tenuto il  2 giugno alla festa del Movimento 5 stelle, l’ultimo inquilino del Collegio Romano, ha annunciato:

“Abbiamo un patrimonio artistico e culturale che tutto il mondo ci invidia. Bisogna investire di più, controllare il modo in cui i soldi vengono spesi e dare ascolto alle esigenze di chi lavora nel settore. Basta riforme calate dall’alto. Questi sono solo alcuni dei punti cardine sui quali porró maggiore attenzione nel mio lavoro e che ho illustrato durante la bellissima manifestazione di ieri, davanti ad una piazza gremita e festante. È stata una grande emozione.” (fonte Mibact)

Le tre priorità di Alberto Bonisoli per la cultura

Innanzitutto il ministro auspica più risorse da investire, anche per creare nuovi posti di lavoro qualificati nel settore dei beni culturali ed evitare il precariato. Bonisoli vorrebbe “portare gli investimenti per il patrimonio culturale almeno all’1% del Pil, se non oltre”.

“Voglio capire, valutare ed eventualmente cambiare il modo in cui i soldi vengono spesi, pianificando e magari controllando come vengono spesi, sembra una cosa banale ma non lo è e probabilmente in alcuni aspetti sarà anche qualcosa di rivoluzionario”- ecco la seconda necessità: revisione della spesa.

Infine Bonisoli intende ascoltare le istanze promosse dai lavoratori del settore, far partecipare i dipendenti alle decisioni e non calare riforme dall’alto.

Il profilo di Alberto Bonisoli

Il curriculum del neo-ministro 56enne non è vicino al settore dei beni culturali, nel senso più tradizionale del termine. Attualmente egli ricopre il ruolo di direttore della Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano ed è anche il presidente dell’associazione “coordinamento istituzioni AFAM non statali”, che riunisce le principali scuole private di arte, moda e design. Precedentemente Bonisoli ha insegnato a lungo Innovation Management alla Bocconi.

Si tratta quindi di una figura manageriale che ha rivolto il suo impegno soprattutto negli ambiti di moda, design e anche formazione. Infatti è stato Senior Consultant del Ministero dell’Istruzione e ha portato avanti l’integrazione di progetti italiani nell’ambito del contesto europeo.

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