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pubblicato: venerdì, 13 luglio, 2018

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Tfr e Tfs: aumento del 2.5%, sentenza a ottobre. Il comunicato

Tfr e Tfs: trattenuta 2,5%, sentenza a ottobre

Tfr e Tfs: aumento del 2.5%, sentenza a ottobre. Il comunicato.

Tfr potrebbe aumentare del 2.5%, a ottobre la sentenza


Le ultime su Tfr e Tfs riportano un comunicato Anief relativo alla trattenuta dalla liquidazione per i dipendenti pubblici immessi in ruolo dopo il 2000. La disparità tra la liquidazione dovuta ai dipendenti del pubblico impiego e a quelli del settore privato, ha spinto il sindacato Anief a muoversi in questo campo. A breve si saprà qualcosa in merito, perché per il prossimo 10 ottobre la Consulta sarà chiamata a esprimersi a riguardo. Ed è scontro anche con l’Aran, che ha pubblicato sul proprio sito nei mesi scorsi tutte le sentenze negative uscite a riguardo; nel tentativo di scoraggiare i dipendenti pubblici assunti dopo il 2000 a richiedere l’interruzione della trattenuta del Tfr, dopo il modello di diffida messo a disposizione da Anief già dal 2012.

Tfr e Tfs, aumento 2,5%: sentenza a ottobre

Da qui al prossimo 10 ottobre, “Anief presenterà un atto di intervento nella causa promossa dal tribunale di Perugia con ordinanza del 25 aprile 2017 sulla questione della legittimità costituzionale dell’art. 26, c. 19 della legge 448/98; dell’accordo collettivo nazionale quadro firmato dai sindacati confederali del 29 luglio 1999; e del conseguente art. 1, c. 3 del DPCM 20 dicembre 1999 che giustifica tale trattenuta a titolo di rivalsa; con una evidente discriminazione rispetto a quanto prescrive l’art. 2120 del Codice civile per il settore privato”.

Sulla pubblicazione da parte dell’Aran in merito alle sentenze negative, Anief precisa che non sono state pubblicate le sentenze positive. O meglio, per rafforzare lo scoraggiamento non sono state neppure citate le sentenze favorevoli; né quelle negative impugnate in Cassazione. “Ma la cosa più sorprendente è che l’Aran non sa o tace sulla pendenza in Corte costituzionale della legittimità della trattenuta a titolo di rivalsa per garantire la parità retributiva del 2,5% sul Tfr”.

Tfr e Tfs, aumento 2,5%: cosa è successo

Il già citato DPCM del 20 dicembre 1999 prevede che solamente i lavoratori pubblici assunti dopo la pubblicazione in Gazzetta del suddetto DPCM (maggio 2000) “passino dal regime più favorevole di Tfs con aliquota 9.60 con la trattenuta a titolo di rivalsa del 2,5% a regime privatistico di Tfr con aliquota 6.91; regolato dall’art. 2120 del Codice civile; interamente a carico del datore di lavoro, con la cessazione apparente della trattenuta, salvo poi con il ripristino della stessa trattenuta del 2,5%, invece assente nel settore privato”. Ed è proprio su questa disparità di trattamento e liquidazione che Anief si pone a difesa dei lavoratori del pubblico impiego.

Dal 2000 in poi i dipendenti pubblici hanno visto nei propri cedolini la trattenuta del 2,5% relativa al Tfr. E così, anche i lavoratori pubblici assunti in regime di Tfs dal 1° gennaio 2011 passano in regime di Tfr con la stessa trattenuta del 2,5%. Il Tar Calabria (sentenza n. 53/12) e la Consulta (sentenza n. 227/12) dichiarano questa trattenuta del 2,5% illegittima. Successivamente, alcuni lavoratori della PA chiedono alla Corte Costituzionale se la trattenuta a titolo di rivalsa anche sul Tfs sia legittima e la Corte risponde affermativo.

Intanto le cose si muovono e Anief mette a disposizione un modello di diffida finalizzato a ottenere quanto preso dallo Stato. E così, nei cedolini seguenti, al posto della dicitura “Trattenuta 2,5% Tfr”, si legge la seguente intestazione. “Trattenuta art. 1, comma 3, DPCM 20 dicembre 1999”. Si arriva così all’Ordinanza n. 125 del 21 aprile 2017 del tribunale di Perugia, sulla quale la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi il prossimo 10 ottobre con apposita sentenza.

Trattamento di fine rapporto e servizio: liquidazione pubblici e privati in caso di morte. L’importo.

Tfr e Tfs: trattenuta 2,5%, parla Marcello Pacifico (Anief)

Come riferisce il comunicato Anief riportato da Orizzonte Scuola, il presidente del sindacato Marcello Pacifico attende una svolta. “Se il giudice delle leggi ci darà ragione, chi ricorrerà in tribunale otterrà la quota a partire dai 5 anni precedenti la diffida. Pertanto invitiamo tutti i dipendenti pubblici assunti dopo il 2000 a inviare una diffida per interrompere il termine di prescrizione, in attesa della decisione della Consulta”. Quali sono i vantaggi in termini economici? “Su uno stipendio medio di 1.500 euro, la trattenuta per tutta la vita lavorativa del 2,5% è fino a 22 mila euro”.

In conclusione Anief precisa che tutti i dipendenti in regime di Tfs sono chiamati a inviare la diffida entro novembre 2018; un ritardo comporterà il mancato recupero del differenziale del 2,69% mensile per il biennio 2011/12 non versato dallo Stato, a causa della prescrizione “intervenuta a seguito del quinquennio trascorso da quando il Governo avrebbe dovuto disciplinare e finanziare l’ex Tfs tieffirizzato”.

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