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Elezioni Csm 2018: risultati spoglio e candidati eletti. Davigo primo

Elezioni Csm 2018 risultati spoglio e candidati eletti

Elezioni Csm 2018: risultati spoglio e candidati eletti. Davigo primo

Le previsioni sono state confermate: Piercamillo Davigo eletto consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura. Al termine dello spoglio per l’elezione della componente togata l’ex esponente di Magistratura Democratica e fondatore di Autonomia e indipendenza risulta il più votato con 2522 consensi. Lo scrutinio è partito dalla Cassazione: disponibili due posti. Dietro Davigo, quindi al secondo posto, c’è l’esponente della corrente di destra Magistratura Indipendente. Si tratta di Loredana Micciché, eletta con 1760 preferenze.

Elezioni Csm 2018: terzo e quarto posto

Dietro Davigo e Micciché. Terzo e quindi non eletto è Carmelo Celentano. Il candidato della corrente centrista Unicost raccoglie 1714 voti. Mentre è quarta nonché ultima Rita Sanlorenzo con 1528 voti. Quest’ultima è astigiana; entrata in magistratura nel giugno 1986 è da oltre vent’anni è giudice del lavoro. Con la sua candidatura ha rappresentato la corrente di sinistra Area. Oltre ai voti elencati ci sono anche 328 bianche e 156 schede nulle. Seguirà lo spoglio relativo ai pubblici ministeri dove sono quattro i consiglieri da eleggere.

Elezioni Csm 2018: scadenza mandato 2022

Il mandato scadrà nel 2022. Complessivamente saranno eletti 16 alti togati: 2 rappresenteranno i magistrati di legittimità (in pratica, i giudici della Cassazione); 4 i pubblici ministeri; infine, 10 la magistratura giudicante. Nel calendario degli appuntamenti c’è da segnare la data del 19 luglio. Cioè il giorno in cui le Camere si riuniranno per nominare i restanti 8 consiglieri ‘laici’ che entreranno a far parte di diritto dell’organo presieduto dal Capo dello Stato il primo giudice e il procuratore generale di Cassazione.

Elezioni Csm 2018: dichiarazione ministro Giustizia Bonafede

Da annotare la dichiarazione, prima dell’esito dello scrutinio, del ministro Alfonso Bonafede. Ecco le parole del ministro della Giustizia: ‘Nella scorsa legislatura persone degnissime hanno fatto un salto dal governo in carica direttamente al Csm, non si era mai visto. E anche su questo ci sarà ora discontinuità’. Il riferimento è al caso di Giovanni Legnini. ‘Una discontinuità – ha aggiunto Bonafede – da marcare anche rispetto a ‘sottosegretari del governo nella scorsa legislatura per caso intercettati mentre mandavano messaggi ai magistrati su cosa votare al Csm’.

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ultima modifica: mercoledì, 11 Luglio 2018

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