pubblicato: giovedì, 12 luglio, 2018

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Governo ultime notizie: Flat tax Lega-M5S, doppia aliquota in arrivo

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Governo ultime notizie: Flat tax Lega-M5S, doppia aliquota in arrivo

Dopo il Decreto Dignità, destinato a un percorso più tribolato del previsto, è arrivato il turno di un altro cavallo di battaglia elettorale del governo del cambiamento: la Flat Tax. Ieri, il Carroccio ha fatto il primo passo della “rivoluzione fiscale” presentando una proposta di legge che andrebbe a estendere il regime forfettario per tutte le partite Iva fino ad un volume d’affari di 100mila euro. Quindi, viene prevista l’estensione del regime agevolato al 15% per tutte le partite Iva; ad oggi, per semplificare, si applica a esercenti e professionisti che abbiano ricavi o guadagni compresi tra 30mila e 50mila euro.

Governo ultime notizie: Flat tax Lega-M5S, doppia aliquota in arrivo

Ora, almeno a una prima impressione, più che di Flat Tax in senso stretto si tratta più di un’estensione del regime fiscale vigente; poi si parla ancora di partite Iva in generale senza specificare i requisiti che saranno necessari per accedere alla nuova tassazione. D’altra parte, si resta in attesa di leggere il testo della proposta.

Tuttavia, per come è stata annunciata (innalzamento a 100mila euro), la riforma dovrebbe riguardare 600-800 mila partite Iva a regime forfettario. Sommati ai 930mila italiani che hanno già accesso a tale regime, il disegno di legge riguarderebbe solo l’1,5% dei contribuenti. Inoltre, bisogna considerare che la proposta dovrà incassare il via libera di Bruxelles. L’Ue ha fissato a 65mila euro il tetto per chiedere l’accesso al regime forfettario; per alzarlo fino a 100mila serve una deroga della Commissione Europea (che non è detto che arrivi).

Governo ultime notizie: due ipotesi allo studio del Mef

Invece, sulla versione della Flat Tax promessa in campagna elettorale, ben più profonda di quella appena presentata, sarebbe al lavoro il ministro Tria. Prevista l’istituzione di una doppia aliquota “piatta”, “flat” per l’appunto; 15% e 20% sotto e sopra gli 80mila euro. Costerebbe 50 miliardi secondo i calcoli del Mef, Tria non ne vorrebbe spendere più di 3. Allora, ecco che si andrebbe a diminuire l’aliquota per chi incassa tra i 28mila e i 55mila euro lordi l’anno – oltre 8 milioni di contribuenti – dal 38% al 35%. Altra ipotesi, ridurre le fasce di contribuzione – da 5 a 4 – accorpando quella di 28-55mila con quella di 55-75mila; a quest’ultima sarebbe applicata un’aliquota del 36%.

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