pubblicato: sabato, 10 novembre, 2018

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Conto corrente: versamenti sotto controllo tra coniugi? Come funziona

Conto corrente: controlli versamento tra coniugi

Conto corrente: versamenti sotto controllo tra coniugi? Come funziona

Versamenti tra coniugi sul conto corrente, le fasi del controllo


I controlli del fisco sui versamenti sul conto corrente hanno destato più di qualche dubbio e perplessità nei correntisti. In particolar modo in quelli onesti, che ora temono di subire controlli e accertamenti, magari per aver agito in buona fede. Da qui la domanda di un nostro lettore, che riguarda un caso piuttosto particolare. Un versamento di contanti sul conto corrente, con la provenienza dei soldi dal conto del coniuge. Come funziona in questi casi?

Conto corrente: versamenti tra coniugi, che succede?

Sui controlli del fisco sui versamenti sul conto corrente ho un dubbio. Mia moglie aveva prelevato dei soldi dal suo conto un mese fa per acquistare un viaggio tramite agenzia. Tuttavia il progetto è saltato e il viaggio è stato organizzato autonomamente, prenotando le strutture alberghiere tramite la mia carta di credito. Pertanto ho bisogno di versare quei soldi sul mio conto corrente (stiamo parlando di 1.000 euro). Quindi volevo domandare: cosa succede in questi casi? I controlli avvengono anche in questo caso, ovvero di “giro di soldi” tra coniugi? Una tale operazione potrebbe essere oggetto di accertamento fiscale?

La situazione sopra descritta può essere comune ed estesa a un numero maggiore di casistiche. Che magari si differenziano per soggetti e motivazioni. Prendiamo ad esempio la donazione di un padre al proprio figlio che studia fuori sede per aiutarlo con le spese dell’affitto. Facendo delle ricerche sul web, si legge spesso che è necessario fornire delle prove documentali di tali versamenti. Che si traducono spesso in prove scritte.

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Conto corrente: versamenti tra coniugi, dubbi e chiarimenti

Naturalmente il caso sopra descritto è differente da versamenti più ingenti. Come ad esempio un lavoratore che prende uno stipendio mensile di 1.200 euro e un giorno decide di versare 5.000 o 10.000 euro sul proprio conto. Il versamento finisce nel database dell’Agenzia delle Entrate (come tutti i movimenti bancari operati su conto). E da qui potrebbe nascere qualche sospetto. Da dove provengono quei soldi? Il sospetto principale è quello riguardante un possibile guadagno da lavoro in nero. Per combattere l’evasione fiscale, allora, potrebbe partire l’accertamento fiscale.

Restano comunque dei dubbi su quanto riportato dal nostro lettore. Il versamento è avvenuto tra coniugi. Le prove, volendo, esistono già. Potrebbe risultare sufficiente conservare la ricevuta del prelievo e al tempo stessa quella del versamento. Come scritto da più parti, la causale scritta in digitale sul versamento non è valida come prova. Ma i due soggetti, essendo coniugi, hanno legittimamente il diritto di trasferire i soldi da un conto all’altro per esigenze familiari, di qualsiasi tipo esse siano?

Abbiamo sentito il parere di alcuni esperti contabili a tal proposito, che ci hanno riferito come non dovrebbero esserci problemi in casi di questo tipo, soprattutto per somme di bassa entità (inferiori a 3.000 euro). La certificazione potrebbe avvenire semplicemente conservando la documentazione bancaria relativa al prelievo e al versamento, che ovviamente deve essere più o meno della stessa cifra. Se nell’esempio sopraccitato la moglie preleva 1.000 euro e il marito ne versa 5.000 allora potrebbe esserci un problema.

Resta comunque un dubbio interpretativo sulla questione, visto che da più parti si parla di prove documentali e scritture private, anche tra familiari. Ed è sempre consigliabile in questi casi operare tramite bonifico bancario per il trasferimento di somme denaro da un soggetto all’altro, anche in caso di coniugi. La segnalazione riportataci riferisce comunque di un caso che potrebbe avvenire, pertanto il dubbio risulta e resta più che legittimo. Resta comunque in piedi la tesi che una tale operazione (prelievo + versamento tra coniugi) sia fatta in buona fede e risulti dunque un movimento legittimo. Per precauzione, meglio conservare tutta la documentazione inerente ai movimenti relativi a quelle somme di denaro. In caso di future novità a riguardo, non esiteremo a pubblicare ulteriori chiarimenti e aggiornamenti sulla questione.

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