15/09/2018

Bonus 80 euro 2019: sconto fiscale in arrivo, cosa cambia rispetto al 2018

autore: Guglielmo Sano
Bonus 80 Euro

Bonus 80 euro 2019: sconto fiscale in arrivo, cosa cambia rispetto al 2018

Sconto fiscale bonus 80 euro?


Il governo al lavoro per trovare le risorse necessarie a finanziare il proprio ambizioso programma. In tal senso sta prendendo quota l’ipotesi di eliminare molte agevolazioni e detrazioni; allo studio un taglio verticale che dal 19% le porterebbe al 15%. Invece, resta sospeso tra dichiarazioni e smentite il destino del bonus renziano di 80 euro. I vertici dell’esecutivo, in primis Di Maio, hanno smentito le voci che parlavano della sua cancellazione; tuttavia, ormai sembra certo che il bonus voluto da Renzi subirà un’importante modifica.

Bonus 80 euro 2019: sconto fiscale in arrivo, cosa cambia rispetto al 2018

In pratica, da “esborso” dovrebbe trasformarsi in una riduzione fiscale. Almeno così ha detto il ministro Tria; intervistato dal Sole24Ore, ha affermato la necessità di rimodularlo per ragioni di “riordino tecnico”. Poi è intervenuto sulla questione anche il viceministro dell’Economia Garavaglia che ha voluto sottolineare a proposito della suddetta eventualità: “molto meglio avere una riduzione strutturale delle tasse piuttosto che un bonus che resta sempre appeso”. Insomma, nel passaggio dal vecchio al nuovo non dovrebbero esserci degli svantaggi per i lavoratori.

Cos’è il Bonus 80 euro?

Un bonus di, appunto, 80 euro che viene percepito in busta paga dai lavoratori dipendenti dal primo gennaio 2018 a condizione che abbiano un reddito compreso tra gli 8.174 e i 24.600 euro. L’importo si riduce in modo progressivo per chi ha un reddito oltre quest’ultima soglia ma che non supera i 26.000.

Come cambierà?

Per quello che riferiscono le voci, il governo avrebbe intenzione di ridurre il numero di fasce per il calcolo dell’aliquota Irpef. Quindi, dalla 5 attuali scalerebbe a 3. Per i redditi superiori a 75mila euro resterebbe al 43%, come oggi, mentre per quelli tra 28mila e 75mila dovrebbe essere compresa tra il 26% e il 35% e per quelli fino a 28mila euro tra il 15% e il 25%. Detto ciò, considerate le soglie previste per farlo scattare, i lavoratori dipendenti non avrebbero più 960 euro liquidi all’anno ma un acconto della stessa consistenza sulle imposte dovute.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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