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pubblicato: sabato, 13 ottobre, 2018

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Pensione anticipata 2019 con 10 anni di contributi, chi può richiederla

Pensione anticipata 2019: 10 anni di contributi

Pensione anticipata 2019 con 10 anni di contributi, chi può richiederla

Pensione con 10 anni di contributi Inps anticipata, come si richiede


Pensione anticipata e pensione di vecchiaia, quali sono le opzioni a disposizione dei soggetti vicino alla maturazione dei requisiti anagrafici? E come cambia l’età contributiva richiesta a seconda delle soluzioni a disposizione? La buona notizia è che in pensione ci si può andare anche con 10 anni di contributi, che possono essere stati versati all’Inps o in un’altra gestione previdenziale. In pensione ci si può accedere addirittura con 5 anni di contributi, ma con un requisito anagrafico più avanzato; mentre con 10 anni di versamenti è possibile comunque accedere alla pensione, previo il possesso di determinati requisiti.

Pensione anticipata e di vecchiaia 2019: cosa succede con 10 anni di contributi

Il soggetto che dispone di 10 anni di contributi può usufruire della cosiddetta pensione di vecchiaia contributiva, per la quale bastano solo 5 anni di versamenti contributivi. Tuttavia per avere diritto a tale pensione bisognerà possedere un requisito anagrafico diverso e più avanzato rispetto a quello per la pensione ordinaria. Vale a dire 70 anni e 7 mesi nel solo 2018. Infatti, anche questo requisito anagrafico subirà dei cambiamenti alla pari di quello ordinario nei prossimi anni. E nel 2019 corrisponderà a 71 anni. Nel 2021 il requisito avanzerà ancora, portandosi a 71 anni e 3 mesi, mentre nel 2023 ci vorranno ulteriori 3 mesi, e così via.

Chi può richiedere la pensione di vecchiaia contributiva? Solamente i soggetti su cui vige esclusivamente il calcolo contributivo. Per essi, infatti, si contano solo i contributi versati, oltre all’età minima richiesta, variabile in base all’adeguamento dell’età pensionabile rispetto all’aspettativa di vita. Sostanzialmente la pensione di vecchiaia contributiva si rivolge solo ai soggetti che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996. Chi ha iniziato prima, invece, può affidarsi alle deleghe alla Fornero, e in particolare all’opzione contributiva Dini, che richiede però almeno 15 anni di contributi.

C’è poi l’opzione del computo dei contributi, ma la questione è abbastanza complessa. Come riferisce La Legge Per Tutti, è possibile “far confluire tutti i contributi posseduti nelle varie casse all’interno della gestione separata Inps”. Il fine è quello di assoggettare al calcolo contributivo tutti i contributi versati nella Gestione Separata. Tale criterio vale solo per chi possiede i contributi versati prima del 1996. Va tuttavia specificata una cosa. “Non è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con almeno 5 anni di contributi, quindi anche con 10 anni di versamenti, utilizzando il nuovo cumulo della contribuzione presente in gestioni diverse”. Il nuovo cumulo riguarda infatti solamente la pensione di vecchiaia e anticipata ordinarie, nonché la pensione di inabilità e ai superstiti.

Pensione anticipata e di vecchiaia: invalidità e inabilità, come funziona

Altre soluzioni che consentono l’accesso alla pensione con 10 anni di contributi riguardano i soggetti invalidi e quelli inabili. Ai primi, caratterizzati da una riduzione della capacità lavorativa superiore al 67%, spetterà l’assegno di invalidità. A loro sono richiesti almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati negli ultimi 5 anni. Ai secondi, caratterizzati dall’incapacità di lavorare al 100%, spetta invece la pensione di inabilità, con le stesse richieste sopra riportate valide per l’assegno di invalidità.

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Pensione con 10 anni di contributi: gli altri casi

Anche facendo riferimento alle altre Casse è possibile andare in pensione con 5 anni di contributi, sempre basandosi sul metodo di calcolo contributivo. Tuttavia, per ogni Cassa, sono presenti dei requisiti supplementari (generalmente anagrafici) da rispettare. Anche in questi casi l’età pensionabile varia con gli anni in base al meccanismo dell’aspettativa di vita.

Ad esempio, nel biennio 2019-2020 gli avvocati potranno andare in pensione a 69 anni di età con almeno 5 anni di contributi (e non più di 33). Diverso il discorso per i medici, che possono andare in pensione a 68 anni nel 2018 con minimo 5 anni di contributi.

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