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pubblicato: mercoledì, 17 ottobre, 2018

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Visita fiscale Inps: esonero orario per emicrania, chi ne ha diritto

Visita fiscale Inps: esonero orario per emicrania

Visita fiscale Inps: esonero orario per emicrania, chi ne ha diritto

Esonero orario per emicrania, la visita fiscale INPS


La cefalea o l’emicrania, risultando anche patologie autonomie e dunque non correlate ad altre malattie, possono ridurre la capacità di concentrazione. E determinare così un’assenza dal lavoro per malattia. Ciò porta inevitabilmente a essere possibili destinatari di una visita fiscale Inps. Ma esistono casi in cui si è esenti dalla visita di controllo; e quindi non si è tenuti a rispettare l’obbligo di reperibilità oraria. Andiamo a rivelare le principali informazioni utili a riguardo.

Visita fiscale Inps: quando l’emicrania è una malattia

L’emicrania non solo può essere la conseguenza di una patologia più grande, ma può essere anche una malattia autonoma. E in casi di emicrania o cefalea acuta e insistente, il lavoratore che ne soffre ha tutto il diritto ad assentarsi dal lavoro causa malattia. La prima cosa fare quando si è colpiti da questi forti mal di testa è recarsi dal proprio medico curante; spetterà infatti a lui determinare se l’emicrania sia così forte da essere considerata malattia a sé; e che dunque rendi impossibile la prosecuzione dell’attività lavorativa, determinando così la possibile assenza da lavoro; o, in ultimo, la possibilità di iniziare la procedura di riconoscimento della invalidità.

C’è da precisare però che quest’ultimo è possibile attualmente solo in Lombardia, che ha fatto dei passi in avanti nel riconoscere la cefalea/emicrania come patologia invalidante. In caso di malattia, il medico dovrà redigere il certificato e trasmetterlo all’Inps, per poi fornire il numero di protocollo che il soggetto dovrà inviare al proprio datore di lavoro.

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Visita fiscale Inps: esonero orario per emicrania, è possibile?

L’emicrania può comportare l’esonero dalle fasce orarie di reperibilità? Procediamo con ordine. Partendo dalle conseguenze dell’emicrania che potrebbe richiedere cicli di cura e percorsi terapeutici periodici. Per questi ultimi è possibile assentarsi dal lavoro causa malattia (e sue conseguenze). Il medico curante potrà certificare ogni terapia o cura singolarmente, oppure riunirle in un unico documento in cui si evidenzino anche le date. Anche il centro medico, una volta effettuata la cura, dovrà darne comunicazione ufficiale ai fini dell’indennizzo.

Diverso il discorso per le analisi e per gli esami, che invece non rientrano nei casi di assenza dal lavoro per malattia. A questo punto bisognerà guardare al proprio contratto collettivo, se sia consentito prendere permessi per visita medica, quindi retribuiti.

In quanto all’esonero dalle fasce orarie di reperibilità il discorso è più complesso. È infatti possibile che per accelerare il processo di guarigione, risulti necessario evadere dalle quattro mura domestiche e prendere un po’ d’aria. Potrebbe far bene alla testa, riducendo il dolore. E non aggraverebbe il percorso di guarigione. Il medico stesso potrebbe consigliare di uscire spesso all’aria aperto per curare l’emicrania. Da qui si pensa logicamente come si possa essere esonerati dall’obbligo di restare al proprio domicilio durante l’orario della visita fiscale. Una recente sentenza della Cassazione espressasi sul merito non è mai stata recepita ufficialmente dall’Inps; pertanto l’esonero orario in caso di emicrania non è ancora stato ufficialmente accertato.

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