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pubblicato: domenica, 23 settembre, 2018

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Legge 104: permessi e agevolazioni, i colleghi possono fare la spia

Legge 104: permessi, colleghi spia

Legge 104: permessi e agevolazioni, i colleghi possono fare la spia.

Quando i colleghi sono pericolosi


L’abuso dei permessi e delle agevolazioni garantite dalla Legge 104 è passibile di denuncia, essendo un reato perseguibile dalla legge. I permessi 104 sono infatti assicurati al lavoratore per attività di assistenza al familiare disabile. Chi usufruisce di un permesso 104, in pratica, ha diritto ad assentarsi dal lavoro per accudire il parente disabile. Tale assenza viene retribuita. Andare in vacanza o in gita invece di svolgere quegli adempimenti per i quali si è chiesto il permesso è un reato penale; si tratta a tutti gli effetti di una truffa ai danni del datore di lavoro, che può optare per il licenziamento disciplinare per giusta causa del soggetto; ma anche nei confronti dello Stato.

Legge 104: permessi e agevolazioni, come funzionano

La Corte di Cassazione ha precisato il permesso mensile retribuito è strettamente correlato con la finalità di assistere il familiare portatore di handicap. E che allo stesso tempo possono consentire anche al soggetto “caregiver” di svolgere le proprie esigenze personali, garantendo quell’ottica di flessibilità che resta però ancorata nella finalità di cui sopra. Questo significa che il permesso retribuito 104 viene concesso solo per ragioni correlate all’assistenza del familiare del disabile. E sotto questa luce rientra anche quel tempo che il soggetto si concede per sbrigare delle pratiche o svolgere attività che il tempo prestato ad assistere il familiare gli porta via. Ed è logico che nel novero di tali attività, le gite fuori porta o le vacanze non rientrano e sono piuttosto azioni perseguibili penalmente.

Permessi 104/92 e ferie: decurtazione illegittima. La sentenza.

Abusi Legge 104: il collega di lavoro può fare la spia

Chi effettua i controlli sui soggetti che abusano dei diritti e dei permessi Legge 104? La decisione finale sul comportamento del lavoratore spetta sempre al giudice. È quest’ultimo la figura chiamata ad accertarsi del comportamento regolare o della condotta truffaldina del soggetto. Al tempo stesso i controlli su questi lavoratori possono essere effettuate da diversi profili. E in particolare dal datore di lavoro, magari insospettito da comportamenti scorretti reiterati del lavoratore; il datore di lavoro può ingaggiare anche un investigatore privato, che faccia le ricerche e i controlli per conto suo; anche l’Inps, ovviamente, può effettuare delle verifiche sul soggetto; e così il collega di lavoro. Pertanto quest’ultimo può inoltrare la segnalazione alle Forze dell’Ordine; segnalazione che di seguito viene reindirizzata alla Procura della Repubblica al fine di avviare le indagini sul caso specifico.

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