pubblicato: mercoledì, 14 novembre, 2018

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Congedo straordinario Legge 104: contributi figurativi vanno richiesti

Legge 104

Congedo straordinario Legge 104: contributi figurativi vanno richiesti

Richiesta contributi figurativi congedo straordinario


Il congedo straordinario retribuito è un beneficio a disposizione dei lavoratori che devono assistere un famigliare disabile. Per quest’ultimo, bisogna intendere: un coniuge o un compagno unito in cerimonia civile; il padre o la madre, in mancanza di uno dei due; un figlio, in mancanza di un genitore; un fratello o una sorella, in mancanza di un figlio. In generale, un lavoratore può richiederlo entro il terzo grado di parentela; fondamentale, però, la coabitazione con il congiunto.

In pratica, il congedo straordinario è un periodo di aspettativa, appunto, retribuita per un massimo di 2 anni nell’intero arco della vita lavorativa. Infatti, per legge, l’agevolazione non può superare tale durata neanche se un lavoratore assiste più famigliari disabili; stessa cosa se lo stesso disabile viene assistito da più famigliari. Da precisare che tale periodo può essere frazionato in mesi o giorni ma non in ore.

Legge 104: la questione dei contributi figurativi

Ora, molti potrebbero chiedersi a quanto ammontano i contributi figurativi relativi al periodo di congedo. Inoltre, devono essere richiesti? Oppure, sono accreditati in automatico? Innanzitutto, per il 2018, il tetto massimo – cioè indennità più accredito dei contributivi figurativi – è di 47.968 euro. Ora, l’indennità non può superare i 36.066 euro per l’anno in corso, pari a 98,54 euro al giorno. La parte restante – 11.901,78 euro (il 33% della cifra massima totale che poi è la stessa percentuale dell’aliquota contributiva) può essere utilizzata dall’Inps per versare i contributi figurativi riguardanti il periodo di congedo.

Detto ciò, i contributi figurativi in caso di congedo vanno richiesti o no? I lavoratori della PA di certo non devo fare alcuna richiesta, ma è diverso il discorso per i lavoratori del settore privato. Ad alcuni lavoratori, d’altra parte, sono accreditati in automatico; in caso di maternità, per esempio. Dunque, per loro è consigliabile al termine del congedo controllare l’estratto conto contributivo; ciò per verificare la presenza o meno dei contributi figurativi e, in assenza di essi, presentare apposita domanda di riconoscimento.

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