pubblicato: martedì, 13 novembre, 2018

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Pace fiscale 2019: rate, importo massimo e quanto dura. Ecco come funziona

Pace fiscale 2019 rate importo massimo e quanto dura. Ecco come funziona

Pace fiscale 2019: rate, importo massimo e quanto dura. Ecco come funziona

Come funziona la pace fiscale 2019: durata e beneficiari


In arrivo il decreto con cui si inaugurerà la “pace fiscale”. Per chiudere i debiti con ciò che resta di Equitalia basterà pagare 10 rate in 5 anni. Allo Stato finiranno poco più di 11 miliardi in un quinquennio; cioè, oltre 2 miliardi ogni anno per i prossimi 5 anni. Detto ciò, considerando l’abbassamento del gettito fiscale dovuto proprio al provvedimento, nel 2019, saranno 255 milioni i milioni aggiuntivi nella casse dell’erario nel 2019. La cifra salirà a 1,2 miliardi nel 2020. E poi crescerà fino a toccare quota 1,7 miliardi nel 2021.

I condonati dovranno corrispondere l’intero importo del debito col fisco senza sanzioni e con pochissimi interessi. Se in regola con le scadenze, i contribuenti potranno versare la somma restante, appunto, in 10 rate. Una a luglio e un’altra a novembre avendo fissato un interesse – contenuto rispetto a misure analoghe che prevedevano percentuali 4,5% – allo 0,3% annuo. Tali modalità di riscossione riguarderanno i carichi affidati a Equitalia tra il 2000 e il 2017. Dati tutti questi fattori, molti hanno soprannominato il provvedimento “rottamazione ter”.

Pace fiscale: «pace» anche con le “liti pendenti”

Tra le novità stabilite dal decreto anche una nuova versione del regolamento riguardante le “liti pendenti”. Ovvero le cause davanti alle commissioni tributarie tra contribuenti e Agenzia delle Entrate. Se quest’ultima perde in primo grado, il contribuente potrà mettere fine al contenzioso pagando il 50% di quanto dovuto. Invece, se l’Agenzia perde anche in secondo grado, il contribuente chiuderà la causa pagando il 33%.

Già nel 2019, la modifica dovrebbe permettere di recuperare altri 300 milioni di euro. Inoltre, in ottica anti-evasione, arriva insieme all’obbligo di e-fattura, anche quello di scontrino elettronico per chi guadagna più di 400 mila euro nel 2019. A partire dal 2020, la condizione varrà anche per tutti gli altri. Poi nel decreto non c’è traccia di aumento delle accise su benzine e carburanti che sarebbe dovuto scattare a partire dal primo gennaio.

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