pubblicato: sabato, 17 novembre, 2018

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Reddito di cittadinanza 2019: quando parte, ecco l’iter reale

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Reddito di cittadinanza 2019: quando parte, ecco l’iter reale

Iter reddito di cittadinanza 2019, come si configura


Quando parte il reddito di cittadinanza 2019

Il reddito di cittadinanza pronto a diventare realtà già dal 2019. Sembra di sì, ma quando di preciso? Saranno stanziati, per quello che è dato sapere, almeno 10 miliardi di euro grazie anche all’assorbimento delle risorse indirizzate al Rei, alla Naspi  e ad altri strumenti similari come Garanzia Giovani. Secondo le stime del Movimento 5 Stelle riguarderà una platea di circa 6 milioni e mezzo di italiani.

La misura di sostegno al reddito dovrebbe essere pari a 780 euro al mese per i soli disoccupati che quindi dovranno affrontare in modo obbligatorio uno specifico percorso di reinserimento nel mondo del lavoro. Costituirà, invece, un’integrazione a chi ha un reddito mensile inferiore a tale cifra. Più alto l’importo (a seconda dei componenti, assegno compreso tra i 1.170 e i 1.872 euro al mese) per le famiglie in difficoltà.

Reddito di cittadinanza: tra le misure in Legge di Bilancio

Detto ciò, quando gli italiani avranno la possibilità di recarsi presso i centri per l’impiego per farne richiesta? Il dato che incide di più sulle tempistiche è sempre lo stesso: trovare le risorse senza mettere a repentaglio la tenuta dei conti pubblici. Dunque, nonostante la volontà di partire il prima possibile, magari a gennaio (nonostante il sostanzioso impegno dovuto alla manovra a carico del Parlamento da qui a Natale), dovranno passare diversi mesi. Ritardare l’entrata in vigore di reddito di cittadinanza e Quota 100, le misure più d’impatto ma anche le più costose; questa la proposta che arriva del ministero dell’Economia vista la difficoltà a trovare le necessarie coperture.

Aspettare fino ad aprile, tra l’altro, comporterebbe un risparmio del 25%; secondo le ultime indiscrezioni, è questo che i tecnici del Mef cercano di fare capire ai vertici della maggioranza giallo-verde. Ecco che i 5 stelle sembrano ormai aver accettato, appunto, lo slittamento fino ad aprile; più tentennante l’atteggiamento della Lega riguardo Quota 100 (62+38). L’accordo si troverà con tutta probabilità se da via XX settembre non verranno chieste modifiche alle due misure. Per riepilogare, bisognerà aspettare almeno fino ad aprile ma non oltre; le due anime del governo vogliono presentarsi alle europee di maggio con i propri “simboli” sulla rampa di lancio.

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