pubblicato: sabato, 17 novembre, 2018

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TFR e TFS: penalizzazione con Quota 100, importo liquidazione dipendenti

Tfr e Tfs: Quota 100 penalizzazione importo

TFR e TFS: penalizzazione con Quota 100, importo liquidazione dipendenti

Liquidazione dipendenti con penalizzazioni Quota 100


Cifra liquidazione con Quota 100 e differenza TFR-TFS

Il TFR e il TFS potrebbero rientrare nella sfera di penalizzazioni previste da Quota 100. La misura sulle pensioni voluta dal Governo potrebbe abbassare gli assegni per diversi lavoratori e non risultare conveniente per tutti. Ma il problema si sposta anche sui dipendenti pubblici, ai quali lo Stato dovrà versare la liquidazione. Tutti soggetti che, se Quota 100 non dovesse entrare in vigore, continuerebbero a lavorare. Ma che invece a partire dal prossimo anno potrebbero andare in pensione. E quindi ricevere il TFR, che per gli statali prevede tempistiche precise, che sono le seguenti.

  • 105 giorni: se l’uscita dal lavoro dipende dal decesso o dall’inabilità del dipendente pubblico;
  • 12 mesi: raggiungimento limite anagrafico o di servizio;
  • 24 mesi: dimissioni volontarie o opzione pensione anticipata.

Tuttavia questi tempi potrebbero subire un ulteriore prolungamento. E sulla questione i sindacati stanno in allerta.

TFR e TFS: con Quota 100 liquidazione arriva più tardi?

Le ipotesi allo studio sono alcune. Dilazionare i tempi della corresponsione del TFR (ma soprattutto del TFS), da versare al raggiungimento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia. Oppure versarlo in tempo, ma sfruttando un anticipo bancario, che sarà poi restituito dal Tesoro tramite un piano rateale di 5 anni. Un modo per abbattere i costi annuali, ma soprattutto per affrontare una spesa forse non prevista, ma che di certo pesa ulteriormente sulle casse dello Stato. Sull’ipotesi di un allungamento dei tempi, ha fatto sentire la propria voce Maurizio Petriccioli (Cisl FP), intervistato da Repubblica.

TFR e TFS a 67 anni con Quota 100: parla Petriccioli (Cisl FP)

Per Petriccioli allungare ulteriormente i tempi di corresponsione del trattamento di fine rapporto rappresenta un’ipotesi “inaccettabile”. Anche perché un problema già esiste ed è rappresentato dalla disparità di trattamento tra i dipendenti pubblici e privati. Con i lavoratori del settore pubblico che possono aspettare fino a 3 anni per incassare la liquidazione per importi superiori a 100 mila euro. Il segretario generale della Cisl FP sarebbe più favorevole all’ipotesi del prestito, a patto che non ci siano costi per il dipendente pubblico. “L’eventuale remunerazione delle banche deve ricadere su chi si fa anticipare i soldi da versare al dipendente: il suo Ministero o l’ente che sia”.

Quota 100 con 25% di pensione in meno: i paletti

TFR e TFS: Quota 100 penalizza le donne?

Quota 100 potrebbe penalizzare le donne e in generale chi ha avuto carriere discontinue. Ne è ben consapevole anche lo stesso Petriccioli. Il quale, pur apprezzando i lati positivi di Quota 100, confessa che ci saranno “problemi a mettere insieme i 38 anni di contributi” per le donne con il nuovo meccanismo. La causa? Carriere frammentate, come scritto sopra, ma anche i periodi di maternità. La soluzione paventata dal sindacalista potrebbe così corrispondere a un meccanismo che riconosca un anno di contributi figurativi per le donne che hanno avuto una maternità. Petriccioli ribadisce l’importanza dell’equità, principio per il quale non possono sussistere questioni di spesa. Si tratta sempre di parità e uguaglianza, che sia tra dipendenti pubblici e privati per la questione del TFR/TFS; o del poter andare in pensione a un’età accettabile, per uomini e donne.

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