pubblicato: mercoledì, 14 novembre, 2018

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Bollo auto 2018: evasione pagamento con autotutela. Il modulo da fare

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Bollo auto 2018: evasione pagamento con autotutela. Il modulo da fare

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Il bollo auto si prescrive entro tre anni. Sempre che in questo lasso di tempo non siano state già notificate cartelle di pagamento a riguardo. Altrimenti i termini di prescrizione ricomincerebbero da capo. Tuttavia può capitare che arrivi una cartella di pagamento per il mancato pagamento di un bollo auto fuori tempo massimo, ovvero, già prescritto. E quindi l’imposta – per quello specifico bollo – non è più dovuta. A questo punto il soggetto può agire in due modi:

  • Fare ricorso alla Commissione Tributaria;
  • Presentare richiesta di esercizio dell’autotutela.

Bollo auto 2018: termini prescrizione

Dunque, per chiarire meglio quando un bollo auto è prescritto, facciamo un esempio pratico. Se dovesse arrivare oggi una cartella di notifica del mancato pagamento del bollo auto 2013, l’imposta non sarebbe dovuta. Perché il bollo auto 2013 è caduto in prescrizione il 31 dicembre 2016. Per intenderci, il 1° gennaio 2019 cadrà in prescrizione il bollo non pagato del 2015. Mentre il bollo auto 2018 non pagato cadrà in prescrizione il 1° gennaio 2022. Ovviamente ciò è valido solo se in tutto questo tempo non è stato ricevuto nessun sollecito di pagamento. E se è questo il caso, andiamo a vedere come procedere.

Bollo auto 2018: fare ricorso alla Commissione Tributaria

Come abbiamo visto sopra, la prima soluzione consiste nel fare ricorso presso la Commissione Tributaria. Tuttavia tale operazione dovrà essere compiuta entro i termini di impugnazione della pretesa di pagamento. Il ricorso può essere infatti presentato quando si ritenga illegittimo un atto emesso nei propri riguardi. Ovviamente tale operazione ha generalmente un costo, in quanto si deve presupporre l’assistenza legale.

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Bollo auto 2018: come fare richiesta di esercizio di autotutela

Con la richiesta di esercizio di autotutela il soggetto avrà la possibilità di chiedere all’amministrazione finanziaria l’annullamento della richiesta di pagamento avvenuta nei suoi confronti. A differenza del ricorso alla Commissione Tributaria, l’autotutela potrà essere inoltrata anche dopo i termini di impugnazione. Vanno comunque precisate due cose a riguardo. Prima di tutto l’invio dell’autotutela non interrompe né sospende i termini di impugnazione della pretesa di pagamento; in seguito bisogna considerare che la decisione finale sull’autotutela è a discrezione dell’ufficio competente. Ciò significa che l’istanza potrà anche essere rifiutata.

Di seguito lasciamo il collegamento al modulo della richiesta di esercizio di autotutela in pdf scaricabile e stampabile. Il modello andrà compilato debitamente in ogni sua parte e potrà essere inviato per posta raccomandata A/R all’Agenzia delle Entrate, oppure via PEC.

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