pubblicato: sabato, 15 Dicembre, 2018

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Patrimoniale Italia 2019: conto corrente e immobili, chi rischia il prelievo

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Patrimoniale Italia 2019: conto corrente e immobili, chi rischia il prelievo

Conto corrente e rischio patrimoniale Italia


Quando si parla di patrimoniale Italia nel 2019 si apre uno scenario che a intervalli regolari viene riproposto in base alle situazioni finanziarie attuali. Con lo spread sulle montagne russe e una lente d’ingrandimento posata su di noi da parte delle agenzie di rating, il rischio torna a essere protagonista degli incubi dei risparmiatori italiani. Dai titolari dei conti correnti ai proprietari di immobili, l’imposta patrimoniale non piace (ovviamente) a nessuno; anche perché, come ha riferito la Cgia di Mestre qualche mese fa, gli italiani già pagano ogni anno 45,5 miliardi di patrimoniali tra Imu, Tasi, imposte di bollo e di registro, tasse di successione e via dicendo.

Patrimoniale Italia 2019: Conte rassicura

Di patrimoniale ha parlato il premier Giuseppe Conte, escludendola di fatto tra le possibilità. “Se dovessimo andare in difficoltà è esclusa la patrimoniale”, ha dichiarato il premier parlando alla stampa estera. “Adotteremo dei tagli di spesa per rientrare negli obiettivi prestabiliti”. Tra gli altri scenari di cui si parla ma che Conte ha esplicitamente negato anche l’ipotesi di una Italexit. “Non c’è possibilità che l’Italia esca dall’euro e dall’Eurozona”. Rassicurazioni che fanno rima con quelle ribadite dai due leader di Lega e Movimento 5 Stelle, Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Patrimoniale Italia 2019: perché se ne parla

Le agenzie di rating e Bruxelles contro l’Italia. Questo il quadro fornito dalle recenti dichiarazioni del governo. La Manovra non piace ai mercati, né all’Europa. Sotto accusa principalmente ci vanno la riforma delle pensioni (con Quota 100 e superamento Fornero) e il reddito di cittadinanza. Misure evitabili che invece saranno finanziate in deficit e quindi aumentando il debito pubblico. Una soluzione giudicata non praticabile da un Paese il cui debito è già molto elevato. Dall’altra parte, l’unica soluzione possibile per far ripartire la crescita, dopo anni (inutili) di sacrifici e tagli. In medio stat virtus? Il braccio di ferro è iniziato e gli scenari rischiano di diventare cupi. Oppure no. Il motivo? Gli italiani sono dei grandi risparmiatori.
O almeno questo si evince dal report di Moody’ s, che pur riducendo il rating sull’Italia a Baa3 da Baa2, ha mantenuto l’outlook “stabile”. La causa è da addursi alle famiglie italiane e al loro “elevato patrimonio”, che farà da parafulmine contro eventuali shock futuri, rappresentando, in una prospettiva di necessità, “anche una fonte fondamentale di finanziamento per lo Stato”.

Patrimoniale Italia 2019: gli italiani salveranno l’Italia?

Come riferisce Il Giornale, che fa riferimento al report sui Conti finanziari della Banca d’Italia relativamente al secondo trimestre 2018, sarebbero ben 4.300 miliardi gli asset in possesso degli italiani, ovvero oltre il doppio del Pil. A tutto questo vanno poi ad aggiungersi 6.200 miliardi di asset immobiliari (dati 2014). Resta comunque una sostanziale differenza tra la percentuale più ricca e quella più povera e la media potrebbe non essere virtuosa in tal senso.
Tuttavia, il quadro generale, sinteticamente parlando, è questo. Mentre lo Stato spende, gli italiani risparmiano; mentre lo Stato è fortemente indebitato, gli italiani hanno delle ricchezze su cui poter puntare in caso di necessità. Da qui il rischio di una patrimoniale che colpisca i contribuenti. E il (terribile) ricordo va subito all’improvviso prelievo forzoso sui conti correnti avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1992 praticato dall’allora governo Amato, sempre per ragioni di necessità. Prelievo inaspettato che tra l’altro non portò a migliorare una situazione forse insalvabile, con la conseguenza che nella primavera successiva si insediò il governo tecnico guidato da Carlo Azeglio Ciampi che riuscì a portare l’Italia fuori dalla crisi.

Patrimoniale Italia 2019: gli scenari

Il prelievo forzoso riguarda però solo la liquidità presente sul conto corrente, e non il patrimonio. La patrimoniale, come si può intuire dal nome stesso, va infatti a colpire il patrimonio dei contribuenti, considerato nei suoi risparmi e nelle proprietà immobiliari, indipendentemente dal reddito da lavoro percepito mensilmente. L’andamento dello spread, le paure dei mercati e i voti delle agenzie di rating potrebbero provocare uno scenario inquietante sotto l’aspetto finanziario. Il downgrade a “junk” va evitato: la patrimoniale potrebbe essere l’unica arma a disposizione. Arma che il governo smentisce di usare. Sperando in un “piano B” funzionale.

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