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Bollo auto 2018: esenzione pagamento è illegale col fermo amministrativo

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Bollo auto 2018: esenzione pagamento è illegale col fermo amministrativo

Fermo amministrativo: pagamento bollo auto richiesto?


Mentre ormai sta volgendo al termine l’anno di pagamento del bollo auto 2018, una domanda che spesso si pongono gli automobilisti riguarda il pagamento dell’imposta in casi particolari. Come ad esempio nella eventualità in cui il veicolo sia in stato di fermo amministrativo. Quest’ultimo, come spiega ACI, è un atto tramite il quale gli enti competenti, come può essere la Regione, per mezzo dei concessionari della riscossione, bloccano un bene mobile del debitore che è iscritto nei pubblici registri.

Lo scopo è quello di riscuotere i crediti dovuti dal debitore ma non ancora pagati, come ad esempio il bollo auto. Ma su un veicolo che si trova in stato di fermo amministrativo l’imposta è dovuta? Sulla questione si è pronunciata la Corte Costituzionale con una recente sentenza. Ecco cosa è stato stabilito.

Bollo auto 2018: si deve pagare se il veicolo è in fermo amministrativo?

Con l’ordinanza n. 192/2018 depositata lo scorso 5 novembre, la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’obbligo del pagamento del bollo auto in caso di fermo amministrativo. Decretando che l’imposta si deve comunque pagare, poiché il fermo amministrativo blocca di fatto la circolazione del veicolo. Ma il bollo auto è una tassa di proprietà relativa al veicolo. Pertanto, se l’auto circoli o meno risulta irrilevante ai fini dell’obbligo di pagamento della tassa.

La Corte ha trattato il caso di annullamento di una cartella esattoriale che era stata emessa proprio per il mancato pagamento del bollo auto. Il giudizio di fondo consisteva nella illegittimità della richiesta perché nel periodo in cui si veniva richiesto il pagamento, l’autoveicolo era in condizione di fermo amministrativo.

“L’esclusione della sospensione dell’obbligo di pagamento della tassa automobilistica nel periodo di fermo della vettura disposto dall’ agente della riscossione”, scrive la Consulta, “non si pone, dunque, in contrasto con l’esenzione del tributo (nella diversa ipotesi di fermo disposto dall’ autorità amministrativa o da quella giudiziaria) […] e rientra, invece, nella regola […] che vuole quel tributo correlato non più alla circolazione, ma alla proprietà del mezzo”.

I riferimenti sono al Decreto Legge n. 953/1982 e a un’altra recente sentenza della Corte (n. 47/2017) in cui si esprimevano gli stessi concetti, precisando la differenza tra proprietà e circolazione, con il primo parametro che di fatto legittima la richiesta di pagamento del bollo auto.

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Bollo auto 2018: come cancellare il fermo amministrativo

Naturalmente la condizione di fermo amministrativo può essere cancellata seguendo una precisa procedura. Presso l’ufficio provinciale del PRA bisognerà dunque presentare il provvedimento di revoca in originale che viene rilasciato dal concessionario della riscossione una volta che è saldato il debito che ha portato al fermo amministrativo. Inoltre bisognerà presentare il Certificato di Proprietà o il Certificato di Proprietà Digitale, o in alternativa il modello NP-3. Nel primo caso bisognerà versare al PRA un’imposta di bollo pari a 32 euro. Nel secondo caso (presentazione del modello NP-3) l’imposta di bollo ammonterà a 48 euro. In caso di esito positivo della richiesta, sarà rilasciato il nuovo Certificato di Proprietà Digitale.

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ultima modifica: mercoledì, 20 Marzo 2019