pubblicato: mercoledì, 12 Dic, 2018

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Poste Italiane: buoni fruttiferi PFR, rimborso senza eredi ammesso. La sentenza

Poste Italiane: buoni fruttiferi pfr

Poste Italiane: buoni fruttiferi PFR, rimborso senza eredi ammesso. La sentenza

Rimborso buoni fruttiferi, non servono gli eredi


Poste Italiane: buoni fruttiferi PFR, rimborso senza eredi è ammesso.
L’annoso contenzioso tra titolari di buoni fruttiferi e Poste Italiane si arricchisce di nuove sentenze e decisioni. Molte di queste riguardano i buoni fruttiferi con clausola PFR, acronimo che sta per Pari Facoltà di Rimborso. Come scritto sulla guida ai buoni fruttiferi disponibile sul sito della Cassa Depositi e Prestiti, la clausola PFR (o CPFR) indica che ciascuno degli intestatari può richiedere autonomamente il rimborso del buono, presentando il titolo cartaceo all’atto della richiesta.
La clausola è finalizzata soprattutto a chiarire le eventualità in cui, in caso di buoni cointestati, uno degli intestatari deceda. Tuttavia, molti eredi dei titolari dei buoni devono spesso far fronte alla reticenza di Poste Italiane. A causa di direttive interne, infatti, Poste spesso non consente di rimborsare il dovuto, devalorizzando la clausola nei casi di decesso di un cointestatario. Ciò però non trova sfogo nelle disposizioni legislative in materia. La giurisprudenza è ricca di sentenze su casi di simile fattura, ma a seconda dei casi, il giudizio varia.

Poste Italiane: buoni fruttiferi con clausola PFR, gli orientamenti

In redazione ci è giunta una e-mail dell’avvocato Fabio Scarmozzino che ci rende nota una decisione del Collegio di Torino dell’Arbitro Bancario Finanziario proprio sulla questione della clausola PFR. La reticenza di Poste Italiane nell’applicare il regolamento deriva dal fatto che, nonostante sui buoni ci sia la suddetta clausola, l’incasso del buono di una persona defunta è possibile solo alla presenza di tutti gli eredi del defunto. “Si tratta di un tema molto dibattuto”, scrive l’avvocato, “tanto che, solo negli ultimi 4/5 mesi, si registrano due sentenze favorevoli ai risparmiatori (della Corte d’Appello di Torino e di Milano) e una favorevole a Poste (della Corte d’Appello di Roma)”. Alla luce dei vari orientamenti, l’orientamento dell’ABF a riguardo risulta particolarmente rilevante.

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Poste Italiane: rimborso buoni fruttiferi PFR, quando è ammesso

“Nel caso oggetto del ricorso, il mio assistito era da circa 7 anni che tentava di incassare i buoni intestati a lui e alla madre. Ma, senza motivo, Poste si è sempre opposta chiedendo che fossero presenti anche gli eredi (due fratelli dell’intestatario) e impedendo così al mio cliente di incassare buoni fruttiferi per circa 90 mila euro”. Prendendo in esame il caso specifico, il Collegio di Torino ha accolto il ricorso dell’erede titolare del buono, perché l’intermediario (Poste Italiane) “non può richiedere la quietanza di tutti gli aventi diritto, in quanto richiesta non fondata su una specifica norma di legge e basata su una illegittima e surrettizia modificazione delle condizioni contrattuali”. Insomma, fa fede la clausola che compare sui buoni e cosa dice la legge in materia. Visto l’elevato numeri di casi similari, questa decisione assume particolare rilevanza giurisprudenziale, andando così ad aggiungere un altro importante tassello nel puzzle di questo contenzioso.

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