pubblicato: sabato, 15 Dicembre, 2018

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Flat tax 2019: lavoro dipendente e regime forfettario cumulabili, i limiti

Flat tax 2019 lavoro dipendente e regime forfettario

Flat tax 2019: lavoro dipendente e regime forfettario cumulabili, i limiti

Regime forfettario e flat tax 2019


Ultimi chiarimenti sulla flat tax 2019 da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio in audizione alle commissioni di Camera e Senato. Nel documento di relazione sulle misure previste dal disegno di legge recante bilancio di previsione per l’anno 2019 e per il triennio 2019-2021, l’Upb si è anche soffermato sulla flat tax. E in particolare sulla possibilità di cumulare i redditi da lavoro dipendente e quelli da lavoro autonomo con partita Iva in regime forfettario.

Flat tax 2019: estensione regime forfettario

Come è ben noto l’introduzione della flat tax nel 2019 avrà ripercussioni importanti sulle partite Iva. Questo perché consentirà l’estensione del regime forfettario, con l’innalzamento della soglia reddituale annua a 65.000 euro per usufruire della tassazione agevolata con aliquota unica al 15% (5% per le nuove attività) ed esenzione Iva. L’unico requisito da rispettare è che l’attività che si svolge in regime forfettario non sia la prosecuzione di un’attività precedente.

Questo meccanismo risulta fondamentale perché di fatto impedisce al datore di lavoro di licenziare il dipendente e poi di riassumerlo sotto partita Iva. Il soggetto che intende aprire partita Iva, dunque, non potrà proseguire l’attività professionale svolta in precedente, magari da dipendente a contratto a termine o a tempo indeterminato. In caso di apertura di nuova attività, inoltre, potrà fruire dell’aliquota Irpef al 5% per i primi 5 anni.

La domanda che ora ci si pone è la seguente: se si è già lavoratori dipendenti, si può comunque aprire una partita Iva in regime forfettario e approfittare del regime agevolato previsto dalla flat tax 2019? In breve, è possibile cumulare i redditi da lavoro dipendente e quelli da lavoratore autonomo con partita Iva?

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Flat tax 2019: soggetti esclusi

Il capitolo 3 della relazione finale a cura dell’Ufficio parlamentare di bilancio racchiude una serie di considerazioni su alcune delle principali misure della nuova Manovra.

Alla voce 3.1.2 ci si occupa delle misure di riduzione della tassazione sul lavoro autonomo e le imprese individuali. Il testo riepiloga inizialmente la misura, prevedendo l’aliquota unica del 15% per chi genera un reddito annuo inferiore a 65.000 euro, citando anche l’aliquota del 20% per i redditi da 65.000 a 100.000 euro (che però entrerà in vigore dal 2020).

Riguardo al regime forfettario, esteso dalla flat tax, sono stati eliminati alcuni vincoli che di fatto limitavano l’accesso al regime stesso. Inoltre “è stata modificata la clausola anti-elusiva che in precedenza impediva l’accesso al regime ai soggetti titolari di reddito da lavoro dipendente e pensione superiore a 30.000 euro”. Come scritto sopra, l’unico limite di esclusione riguarderà quei soggetti “che esercitano attività di impresa nei confronti di datori di lavoro presso i quali hanno svolto nei due anni precedenti lavoro dipendente”. Permane invece la determinazione forfettaria delle spese, considerando un coefficiente di redditività che varia in base al settore professionale di riferimento, nonché la tassazione ad aliquota unica. I soggetti che rientrano nelle nuove disposizioni saranno esclusi dal regime Iva e non saranno dovute addizioni locali all’Irpef e all’Irap.

Flat tax 2019: cumulo redditi lavoro dipendente e partita Iva

Il reddito da lavoro autonomo con partita Iva in regime forfettario è cumulabile con quello da lavoro dipendente. Tuttavia i redditi da lavoro dipendente continuano a permanere nel regime di tassazione che prevede l’imposta progressiva. Inoltre, informa l’Upb, “nel passaggio dall’imposizione progressiva a quella proporzionale, il vantaggio è crescente al crescere del reddito”.

Resta inteso che, nel caso in cui “non sono percepiti altri redditi Irpef non sarà possibile continuare a beneficiare di eventuali detrazioni di imposta”. Solo in alcuni casi risulta possibile “che la riduzione di imposta dovuta alla fuoriuscita del reddito forfettario dal regime Irpef risulti minore dell’imposta sostitutiva corrispondente”. Generalmente, i lavoratori autonomi aderenti “ai regimi sostitutivi e che percepiscono anche altri redditi tendono a beneficiare di risparmi di imposta più elevati”.

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