pubblicato: lunedì, 10 Dic, 2018

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Gianluca Vialli: malattia e moglie, come sta col tumore. I problemi

Gianluca Vialli malattia

Gianluca Vialli: malattia e moglie, come sta col tumore. I problemi


Dal calcio alla vita vera, con tutte le sue sfide da affrontare: Gianluca Vialli le racconta nel libro “Goals: 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili”. Ed è proprio la 99° storia che racconta (e rivela) la malattia da cui è stato colpito, un tumore contro il quale ha combattuto passando per 4 mesi tra interventi, chemioterapia e radioterapia. Adesso sta meglio, ma le sfide sono sempre dietro l’angolo. La malattia lo ha certamente costretto ad affrontare una sfida ben più complicata che partite di campionato o di Champions League, ma gli ha anche dato la possibilità di tornare indietro nel tempo, rivivere ricordi di stadi pieni e partite all’ultimo respiro, per immortalarli nelle pagine del suo libro autobiografico.

Gianluca Vialli racconta la malattia in un libro

Tra reti violate, rapporti con allenatori (Boskov e Lippi in primis), amicizie fraterne (Roberto Mancini) c’è spazio anche per l’ultimo capitolo, che con i campi da calcio non ha nulla a che fare, ma con le battaglie sì. Una malattia tenuta sapientemente nascosta, le terapie da affrontare, i periodi di convalescenza. Vialli si è raccontato in un lunga intervista al Corriere della Sera, rivelando quanto possa essere difficile avere un tumore e al tempo stesso avere paura di raccontarlo, per non arrecare dolore alla sua famiglia, provando quasi un senso di vergogna per quanto stava vivendo.

Vialli racconta che avrebbe fatto volentieri a meno dell’esperienza della malattia, ma ovviamente questo era impossibile. “E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa”. La parte più dura e difficile? “Doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia”.

Perché il male oscuro è una cupola nera che avvolge e avvinghia tutti, chi colpisce direttamente ma anche indirettamente. E i suoi attacchi, a volte, appaiono quasi sorprendenti nel generare reazioni. “Ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua”. Una malattia tenuta nascosta, affinché nessuno si accorgesse di nulla, perché la malattia cambia la persona, ma anche chi ha di fronte. “Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri pensassero di avere davanti ancora il Vialli che conoscevano”. Quindi alla fine si è deciso di raccontare la storia e metterla nel libro.

Gianluca Vialli e il tumore: come sta adesso

Dopo l’intervento otto mesi di chemioterapia e sei settimane di radioterapia, come informa Aldo Cazzullo che lo ha intervistato, la domanda è legittima: come sta adesso? “Bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale”. La partita però è ancora dall’esito incerto. “Spero che la mia storia possa servire a ispirare le persone che si trovano all’incrocio determinante della mia vita”. Un libro che possa aiutare gli altri a non mollare, come non ha mollato lui. “La vita è fatta per il 10% di quel che ci succede e per il 90% di come lo affrontiamo”.

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