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Pensione di cittadinanza e domanda con indennità accompagnamento

Pensione di cittadinanza domanda indennità di accompagnamento
Pensione di cittadinanza e domanda con indennità accompagnamento

Domanda indennità accompagnamento con penisone di cittadinanza


Nella riforma pensioni attuata dal governo Lega-M5S di cui si attende ancora il decreto ufficiale per conoscere i dettagli sulle misure, non c’è solo Quota 100 come misura principale. Anche la pensione di cittadinanza, alla pari del reddito, è infatti tra le misure più attese. Soprattutto da quelli il cui assegno pensionistico è molto basso e che con l’aumento della minima sperano quindi di percepire di più, al fine di migliorare la propria qualità della vita.

La pensione di cittadinanza è di fatto un’integrazione che alza le minime a 780 euro mensili. Questo significa che se un soggetto, ad esempio percepisce un assegno sociale di 457,99 euro, percepirà ulteriori 322,01 euro per arrivare al minimo di 780 euro mensili. Detto questo, si deve fare domanda per avere la pensione di cittadinanza? E questa risulta compatibile con l’indennità di accompagnamento? Cerchiamo di rispondere.

Pensione di cittadinanza: domanda e indennità di accompagnamento, la questione

Un nostro lettore ci scrive in merito alla pensione di cittadinanza.

“Salve, vi chiedo cortesemente di potermi dare delle delucidazioni riguardo alla pensione di cittadinanza. In particolare volevo sapere: quando è consigliabile inoltrare la domanda tramite patronato; e se va in conflitto con la domanda di pensione di accompagnamento (inoltrata nel 2018, ma non ancora riconosciuta). Vi ringrazio anticipatamente e inoltro i migliori auguri di Buon Natale e Felice 2019”.

Pensione di cittadinanza: cos’è e come funziona

Innanzitutto dobbiamo precisare che siamo ancora in attesa del decreto, in arrivo a metà gennaio, che farà luce su tutti i dettagli legati alle misure previste sul fronte previdenziale, pensione di cittadinanza compresa. Al momento, stando alle ultime notizie, la pensione di cittadinanza dovrebbe partire a febbraio 2019. Contrariamente al reddito di cittadinanza che invece slitterà ad aprile. A differenza del reddito, attorno al quale ruota l’attesa riforma dei centri per l’impiego nonché un obiettivo di (re)inserimento occupazionale di chi non ha lavoro anche attraverso percorsi formativi, la pensione di cittadinanza è rivolta a tutti quei pensionati i cui assegni sono bassi e comunque inferiori a 780 euro. Per ottenere l’integrazione della pensione di cittadinanza si può essere soli o coniugati. Ma si devono anche possedere determinati requisiti Isee.

Pensione di cittadinanza: domanda e indennità di accompagnamento, TP risponde

In quanto alla domanda per la pensione di cittadinanza non possiamo ancora rispondere con certezza. Perché si è ancora in attesa del decreto che dovrebbe illustrarne meglio il funzionamento e le eventuali modalità di richiesta.

In merito alla compatibilità con la domanda per l’indennità di accompagnamento, possiamo invece rispondere affermativamente. Se lei è in possesso dei requisiti previsti – e che saranno ufficiali all’uscita del decreto – potrà percepire l’integrazione fino a 780 euro mensili (se solo) o a 1.170 euro (se coniugato). Pertanto, se le verrà riconosciuta l’indennità di accompagnamento, il cui importo per il 2019 ammonta a 522,03 euro, potrà percepire l’integrazione della pensione di cittadinanza, ovvero quei 257,97 euro in più che serviranno a raggiungere la soglia minima di 780 euro mensili.

Pensione di cittadinanza 2019: requisiti

Quali sono i requisiti da soddisfare per ottenere la pensione di cittadinanza? Innanzitutto percepire una pensione al di sotto dei 780 euro mensili. Inoltre avere un reddito Isee inferiore a 9.360 euro annui (se solo) o a 7.560 euro (se vive in famiglia). Come riporta GuidaFisco, infine, un altro requisito per ottenere la pensione di cittadinanza consiste nel vivere in un nucleo familiare che sia composto da soli over 65. Soddisfatti tali requisiti, la pensione di cittadinanza spetterà a tutti quelli che percepiscono assegni pensionistici non superiori a 780 euro netti mensili.

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ultima modifica: mercoledì, 17 Aprile 2019