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Legge 104: contestazione verbale visita di revisione, i diritti dei disabili

Legge 104 contestazione verbale
Legge 104: contestazione verbale visita di revisione, i diritti dei disabili

Visita di revisione Legge 104


I titolari di Legge 104 sono sottoposti periodicamente a una nuova visita di revisione, che accerti al continuità dello stato o lo neghi. In quest’ultimo caso, qualora il disabile non sia d’accordo, ha il diritto di contestare il verbale secondo una regolare procedura. Si ricorda che i titolari di Legge 104 che fruiscono di agevolazioni, possono beneficiarne sino al termine stabilito dalla nuova revisione. Sarà poi l’esito di quest’ultima a rinnovare i benefici stessi, oppure a negarli, decorrenti dalla data dell’esito del verbale.

Legge 104: assenza alla visita di revisione, cosa fare

In caso di assenza alla visita di revisione, il soggetto dovrà presentare idonea giustificazione entro 60 giorni. Ad esempio, in caso di ricovero ospedaliero, dovrà presentare apposita documentazione attestante che in quel giorno si trovava ricoverato in ospedale. Se la giustificazione non viene inviata o è considerata inadeguata, il titolare di Legge 104 si vedrà tolti tutti i benefici di cui ha avuto diritto. Sostanzialmente, l’assenza alla visita di revisione non idoneamente giustificata sarà punita con la cancellazione dei suoi diritti. E di questo sarà data comunicazione al soggetto con handicap, nonché all’eventuale datore di lavoro.

Legge 104: come contestare il verbale della visita di revisione

Può accadere che un soggetto titolare di Legge 104 si sottoponga alla periodica visita di revisione. E che sul nuovo verbale, in contraddizione con il precedente, compaia la seguente dicitura: “L’interessato non possiede alcun requisito tra quelli di cui all’articolo del DL 9 febbraio 2017 n. 5”. Tale affermazione, infatti, toglie il diritto alla fruizione delle agevolazioni riservate ai soggetti con handicap corrispondenti al profilo descritto nell’art. 3 comma 3 della Legge 104. In disaccordo con il verbale, perché ad esempio si ritiene la propria patologia possa dare diritto a quelle agevolazioni, il soggetto con handicap ha tutto il diritto di contestarlo.

Questi, entro un lasso di tempo di 6 mesi, potrà effettuare un ricorso giurisdizionale, che porterà a una nuova visita fatta dal cosiddetto CTU, acronimo che sta per consulente tecnico d’ufficio, di concerto con un medico legale dell’Inps. Si tratta a tutti gli effetti di una consulenza medico-legale che sarà poi presentata al giudice, il quale ascolterà le parti. In caso di nuovo esito negativo, il soggetto con handicap potrà effettuare un ulteriore ricorso, ma in tempi più ristretti (entro 30 giorni). Per ulteriori dettagli vi rimandiamo a questo articolo.

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ultima modifica: martedì, 19 Febbraio 2019