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Libretto postale cointestato e successione: quando ritirare la propria parte

Libretto postale cointestato e successione: quando ritirare la propria parte
Libretto postale cointestato e successione: quando ritirare la propria parte

Libretto cointestato e successione


Il libretto postale è ancora oggi uno dei prodotti finanziari preferiti dai risparmiatori italiani. Nonostante il passare del tempo, continua ad essere molto apprezzato perché anche a fronte di un piccolo investimento, garantito dallo Stato, permette di ottenere degli interessi.

Libretto postale: un prodotto a costo zero

Per aprire un libretto postale basta recarsi presso un qualsiasi ufficio postale muniti della propria carta d’identità e del codice fiscale. Quindi, si potrà versare una somma sul libretto. Non sono previsti costi di apertura e chiusura, così come non sono previsti costi di gestione. Non si pagano neanche commissioni o imposte sulle operazioni, in pratica, prelievi e depositi sono del tutto gratuiti.

Solo la duplicazione del libretto postale ha un costo pari a 1,55 euro. Da considerare, però, che – dal 2012 – ogni 31 dicembre Poste applica l’imposta di bollo ai libretti. D’altra parte, ciò non accade – in sostanza, l’imposta di bollo non è dovuta – per i libretti postali intestati a una persona fisica la cui giacenza media non supera i 5 mila euro. Dunque, solo se si supera tale cifra, bisogna corrispondere 34,20 euro se l’intestatario è una persona fisica, invece, l’imposta di bollo è pari a 100 euro se l’intestatario è una persona giuridica.

Anche gli interessi maturati sulla somma versata vengono versati ogni anno alla fine dell’anno. Perché gli interessi maturati possano essere liquidati è necessario aver svolto almeno un’operazione sul libretto nell’anno.

Libretto postale: la cointestazione

Il libretto postale può essere cointestato. Esso rimarrà comunque sempre unico. È anche possibile aprire un libretto postale con un solo intestatario e cointestarlo successivamente. Quando si depositano delle somme su un libretto postale cointestato, esse sono da considerarsi a disposizione di tutti gli intestatari senza distinzioni. Insomma, la cifra versata può essere prelevata anche da un solo intestatario in base alla clausola della firma disgiunta (le operazioni di un intestatario non necessitano dell’approvazione preventiva degli altri).

Tuttavia, se uno degli intestatari effettua un prelievo – o decida, per esempio, di estinguere il libretto – è tenuto ad avvisare gli altri titolari. Se gli altri intestatari non vengono da questo informati sulle operazioni effettuate sul libretto non potranno in nessun caso contestare l’operato di Poste.

Cosa succede in caso di morte di uno degli intestatari? In tal evenienza, gli eredi subentrano all’intestatario originale (se sono più di 4, il libretto viene chiuso e l’importo diviso in parti uguali). Se il libretto era cointestato, gli eredi di un cointestatario – anche più di 4 – avranno diritto alla sua parte.

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ultima modifica: mercoledì, 17 Aprile 2019