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Reddito di cittadinanza: analisi costi benefici con Isee, come si fa

Reddito di cittadinanza: analisi costi benefici con Isee, come si fa
Reddito di cittadinanza: analisi costi benefici con Isee, come si fa

Analisi costi benefici reddito di cittadinanza 2019


Il reddito di cittadinanza è una delle principali misure attuate dal governo Lega-M5S. Tuttavia, con la possibilità che possano esserci dei “furbetti” che richiedano il beneficio e al tempo stesso lavorino in nero per accumulare entrate, sarà messo in atto anche un importante sistema di verifica. Con sanzioni previste per chi sgarra di entità piuttosto pesante. Non c’è stato un boom di richieste per il reddito di cittadinanza (poco più di 120 mila domande nei primi 2 giorni). E il timore da parte dei soggetti potenziali beneficiari potrebbe derivare proprio da un meccanismo di tracciabilità e controlli da cui potrebbero scaturire le sanzioni. Alla fine, conviene davvero il reddito di cittadinanza? È questa la domanda che si pongono, il che li porta a fare una “analisi costi-benefici“.

Reddito di cittadinanza: come avvengono i controlli

Come scrive Il Sole 24 Ore il sistema anti-furbetti relativo al reddito di cittadinanza “è definito”, anche se “mancano ancora alcuni tasselli attuativi” improntati sulle modalità di svolgimento dei diversi piani di verifica. Inoltre, “anche chi non ha fatto domanda pur avendo l’Isee sotto la soglia di 9.360 euro potrebbe non sfuggire ai controlli”, con comunicazioni Inps che potrebbero arrivare ai soggetti in possesso dei requisiti ma che non hanno fatto richiesta.

Naturalmente lo scopo è quello di dare una stretta all’evasione fiscale, coprendo ad ampio raggio i potenziali lavoratori in nero ed evasori. E forse è proprio il timore delle sanzioni (prevista anche la reclusione fino a massimo 6 anni) a scoraggiare alcuni soggetti dal richiedere il reddito. Il sistema sanzionatorio, inoltre, andrebbe a colpire anche i datori di lavoro (in nero) dei soggetti che percepiscono il reddito.

Reddito di cittadinanza: monitoraggio, lavori in corso

A livello di controlli incrociati e della gestione degli stessi, il quotidiano economico fa sapere che i tecnici sono ancora coinvolti nella struttura del meccanismo. E si attende ancora la stipula di alcune convenzioni che coinvolgeranno la Guardia di Finanza sul monitoraggio del reddito di cittadinanza e in particolare sull’utilizzo della Carta Reddito di Cittadinanza, con il controllo sulle spese sostenute tramite questo strumento. Altra mancanza per il momento riguarda la piattaforma informatica tramite la quale anche i centri per l’impiego e i comuni potranno condividere informazioni sospette sui beneficiari.

Reddito di cittadinanza: le sanzioni per i “furbetti”

Entrando più nel dettaglio ci saranno controlli serrati sui percettori del reddito di cittadinanza che lavorano anche in nero. Se beccati, si rischia fino a 6 anni di carcere, più naturalmente la restituzione degli importi percepiti indebitamente. Il reddito di cittadinanza ha come finalità non solo quella di sostenere economicamente la persona bisognosa, ma anche aiutarla a (re)inserirsi nella sfera occupazionale. Chi rifiuta un’offerta di lavoro definita congrua dovrebbe pertanto essere segnalato alla Guardia di Finanza, che effettuerà controlli su un eventuale lavoro in nero da parte del percettore che ha rifiutato il lavoro.

Un aspetto fondamentale per continuare a essere beneficiari della misura è il reddito. Il limite Isee è fissato a 9.360 euro annui. Se questa soglia viene oltrepassata o, in ogni caso, i requisiti decadono, l’omessa comunicazione potrà tradursi in una pena di reclusione fino a un massimo di 3 anni. Il reddito sarà la componente che subirà maggiori controlli. A effettuarli ci penserà l’Inps, incrociando i dati con l’anagrafe tributaria. Le errate comunicazioni possono essere punite anche in questo caso fino a un massimo di 6 anni di reclusione.

Reddito di cittadinanza: controlli su auto, moto e divorzi

Anche l’Aci sarà coinvolta nel sistema di monitoraggio. Il possesso di autoveicoli e moto e la loro immatricolazione rientra infatti tra i dettagli che potrebbero far cessare o rendere impossibile il diritto al beneficio.

Altro motivo discussione di cui si è spesso parlato riguarda separazione e divorzi. La normativa attuale prevede che dal 1° settembre 2019 separati e divorziati dovranno presentare un verbale dei vigili urbani che attesti il cambio di residenza dopo l’addio al coniuge.

Reddito di cittadinanza e Garante Privacy: disposizioni per la sicurezza dei dati in arrivo

Come riporta Ipsoa, il Garante della Privacy vigilerà sulle attività di monitoraggio legate alle spese e ai prelievi dalla Carta Reddito di Cittadinanza. Nei prossimi giorni dovrebbe infatti redigere e approvare dei decreti legati alle modalità di accesso e condivisione dei dati dei percettori del beneficio. Superando così quelle criticità che aveva sottolineato in Commissione Lavoro al Senato legate ai dati personali dei beneficiari e alle modalità di profilazione.

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ultima modifica: martedì, 16 Aprile 2019