26/03/2019

Riforma Copyright approvata: cosa cambia per il diritto d’autore online

autore: Giuseppe Spadaro
Riforma Copyright approvata cosa cambia per il diritto d'autore online
Riforma Copyright approvata: cosa cambia per il diritto d’autore online

Ha fatto discutere e continua a far discutere la riforma sul diritto d’autore votata a Strasburgo e approvata con 348 sì, 274 no e 36 astenuti. Vediamo cosa prevede la Riforma copyright e cosa cambia. Partendo col dire che non cambia nulla per gli utenti. L’intervento normativo riguarda i rapporti tra i produttori di contenuti e le piattaforme del web su cui vengono pubblicati gli stessi contenuti.

Riforma Copyright, salvaguardie alla libertà di espressione

Ad esprimere soddisfazione a margine dell’approvazione della riforma sono stati editori, giornalisti ed artisti. La riforma prevede salvaguardie alla libertà di espressione. La finalità è quella di dare a creatori ed editori di notizie maggiori possibilità di negoziare con i giganti del web.

Riforma Copyright, articoli sui diritti di editori, giornalisti, artisti

Di conseguenza i giganti del web come Youtube, Google, Facebook avranno maggiori vincoli rispetto al pagamento dei diritti di autore nella pubblicazione dei contenuti. Vediamo, come riferito anche da Ansa, in sintesi cosa prevede la riforma, passando per i suoi punti centrali.

DIRITTI EDITORI E GIORNALISTI, LINK GRATIS. Viene data la possibilità facoltativa agli editori di stampa di negoziare accordi con le piattaforme per farsi pagare l’utilizzo dei loro contenuti (riconoscimento dei diritti connessi). Gli snippet brevi non sono protetti. I link restano liberi e gratuiti. Gli introiti dovranno essere condivisi con i giornalisti.

DIRITTI ARTISTI, NO FILTRI MA RESPONSABILITÀ PIATTAFORME. Viene riconosciuto il diritto a colmare il divario tra i ricavi che le grandi piattaforme commerciali fanno diffondendo contenuti protetti da copyright e la remunerazione agli autori o detentori dei diritti. Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube o Facebook, mentre le piccole sono esentate e le medie hanno obblighi ridotti. Non ci sono obblighi di filtri ex-ante, e l’obbligo di meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto.

FUORI WIKIPEDIA, OPEN SOURCE, MEME. Il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali come Wikipedia o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, e sui cloud è escluso dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright. Anche i meme come le parodie, le citazioni e i pastiche sono fuori.

Riforma Copyright, commenti di Google e Wikipedia

Ecco di seguito i commenti di Google e Wikipedia.

“La direttiva sul copyright è migliorata, ma porterà comunque ad incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell’Europa. I dettagli contano e restiamo in attesa di lavorare con politici, editori, creatori e titolari dei diritti mentre gli Stati membri dell’Ue si muovono per implementare queste nuove regole” ha commentato Google dopo l’approvazione della riforma.

Mentre Wikipedia ha scritto:

“Nonostante tutti i nostri sforzi e le proteste della comunità di Wikipedia, di tantissime associazioni e di milioni di cittadini europei, la direttiva copyright è passata così come proposta. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato a cercare di ribaltare un risultato che era segnato”.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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