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Aumento stipendio docenti: accordo governo-sindacati, stop allo sciopero

Aumento stipendio docenti: accordo governo-sindacati, stop allo sciopero
Aumento stipendio docenti: accordo governo-sindacati, stop allo sciopero

Arriva l’accordo tra governo e sindacati della scuola: nuovi concorsi per insegnanti di ruolo, maggiore attenzione ai precari, più risorse per il rinnovo del contratto. Buon risultato portato a casa dai sindacati dopo 5 ore di confronto notturno; sospeso lo sciopero generale previsto per il 17 maggio.

Aumento stipendio docenti: precari e rinnovo del contratto

Dovrebbero essere 66mila le cattedre ordinarie messe in palio nella prossima stagione concorsuale; prevista anche una corsia preferenziale per i precari e, in particolare, quelli con più di tre anni di servizio. L’esecutivo aggiungerà degli stanziamenti agli 1,7 miliardi già assicurati per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici con l’ultima finanziaria.

Nello specifico, i precari della scuola con più di 36 mesi di servizio dovrebbero vedersi riservata una quota posti nelle prossime selezioni, oltre ad aver riconosciuto un “super punteggio” per i propri titoli. Un buon punto di partenza per i primi incontri tecnici che partiranno a inizio maggio. Nessuna novità sul rinnovo del contratto per cui, appunto, il governo si è impegnato a reperire nuove risorse: con la Legge di Bilancio ai lavoratori della scuola si è garantito l’elemento perequativo e l’indennità di vacanza contrattuale.

Aumento stipendio docenti: concorsi e svolta regionalista

Quota 100 potrebbe lasciare vacanti oltre 100mila posti nella scuola il prossimo settembre: anche questo tra gli elementi che hanno spinto le parti a collaborare sul tema assunzioni; saranno 16.959 i posti in palio nel prossimo concorso per infanzia e primaria, per quello relativo alla scuola secondaria di primo e secondo grado, invece, i posti dovrebbero essere 48.536, metà per le medie e metà per le superiori. Potranno partecipare anche i semplici laureati a patto che abbiano conseguito i 24 Cfu in materie antro-psico-pedagogiche, i già abilitati non avranno bisogno dei crediti in discipline antro-psico-pedagogiche.

Infine, pare tramontata – almeno per il momento – la svolta “regionalista” della scuola: l’esecutivo si è impegnato a garantire che il sistema di reclutamento per docenti e personale Ata resti uniforme per tutto il territorio nazionale.

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ultima modifica: mercoledì, 24 Aprile 2019