20/06/2019

Abolizione Canone Rai: Di Maio “via la politica da tv di stato o tagliamo”

autore: Giuseppe Spadaro
Riforma Rai: M5S-Lega "va fatta è nel contratto", ecco la proposta
Abolizione Canone Rai: Di Maio “via la politica da tv di stato o tagliamo”

La Rai è un argomento sempre abbastanza controverso per la politica. La più grande azienda culturale del Paese è stata sempre attraversata dalle correnti politiche che via via si sono alternate in Parlamento.

Il Governo del cambiamento con a capo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha messo nero su bianco le proprie intenzioni sul destino del servizio pubblico all’interno del famoso contratto stipulato da MoVimento 5 Stelle e Lega.

Abolizione Canone Rai 2019, il punto nel contratto del Governo

Al punto 27 dello stesso contratto si legge: “Per quanto riguarda la gestione del servizio radio televisivo pubblico intendiamo adottare linee guida di gestione improntate alla maggiore trasparenza, all’eliminazione della lottizzazione politica e alla promozione della meritocrazia nonché alla valorizzazione delle risorse professionali di cui l’azienda già dispone”.

Sull’argomento abolizione Canone Rai 2019 (o meglio riduzione) e riforma è tornato recentemente il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio.

Secondo il vicepremier “serve subito approvare una legge per spezzare il legame tra la politica e la Rai. Il M5S ne ha una già depositata, che siamo pronti a discutere. La tv pubblica è dei cittadini, che pagano il canone, non dei politici. È ingiusto che paghino per tenerla in piedi così. Quindi approviamo subito la nostra legge, a firma Liuzzi, che punta a spezzare il cortocircuito tra politica e servizio pubblico, premiando il merito e la trasparenza, oppure tagliamo il canone agli italiani. Delle due l’una. La riforma Rai è nel contratto”.

Riforma Rai: proposta M5S

La frase del ministro allo Sviluppo Economico e del Lavoro circa una proposta legge per riformare la Rai, come riporta Adnkronos, ha come prima firmataria Mirella Liuzzi del M5S.

Sostanzialmente l’obiettivo della norma è di riformare radicalmente la governance della Rai. I 5 Stelle sono sostenitori di una tesi abbastanza netta: fuori la politica dalla Rai. La normativa proposta modifica l’impostazione ed i criteri di nomina del consiglio di amministrazione.

Il Cda passerebbe da 7 a 5: le cariche avrebbero una durata di 5 anni e non sarebbero rinnovabili. Se passasse la riforma non potrebbe essere nominato consigliere di amministrazione della Rai chi ha ricoperto nei 5 anni precedenti alla nomina cariche di governo, politiche elettive a qualunque livello, ruoli nei partiti, oltre che soggetti interdetti dai pubblici uffici e condannati.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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