Smart Working come diritto del lavoratore: novità in arrivo nel dl rilancio

Pubblicato il 24 Ottobre 2020 alle 06:31 Autore: Claudio Garau

Smart working e diritti del lavoratore: prevista l’estensione del telelavoro almeno fino a fine emergenza. Le novità nel nuovo decreto in cantiere

Smart Working come diritto del lavoratore novità in arrivo nel dl rilancio
Smart Working come diritto del lavoratore: novità in arrivo nel dl rilancio

In questi mesi di emergenza sanitaria e di forti limitazioni non solo agli spostamenti delle persone, ma anche e soprattutto alle attività lavorative più tradizionali, non sono pochi coloro che – in qualità di datori di lavoro o di dipendenti – hanno scoperto l’utilità e l’efficacia dello smart working. Non è la prima volta che parliamo di questa modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, e questa volta vogliamo farlo con riferimento a quelli che saranno gli aventi diritto allo smart-working in futuro: chi potrà legittimamente richiedere ed ottenere di lavorare da casa? quali novità normative sono in vista? Facciamo chiarezza.

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Smart working: di che si tratta?

Ricordiamolo nuovamente: lo smart-working, detto anche telelavoro o lavoro agile, consiste nello svolgere la prestazione di lavoro dipendente, in assenza di vincoli spaziali o di orario, ma con l’organizzazione dell’attività per fasi ed obbiettivi da raggiungere. Tale modalità di lavoro è frutto di un accordo tra dipendenti ed azienda o ente pubblico. Anzi, secondo i più recenti studi, lo smart-working riuscirebbe a conciliare al meglio i tempi di vita e di lavoro, con soddisfazione sia del datore di lavoro, sia del lavoratore, che sarebbe peraltro più produttivo e “performante”. Lo smart working necessita insomma di due essenziali requisiti:

  • accordo volontario di datore e lavoratore, che scelgono di utilizzarlo;
  • utilizzo di apparecchiature che permettono di lavorare da remoto, ovvero privatamente con un pc portatile, ad esempio.

Inoltre, per legge ai lavoratori in smart-working è garantita la parità di trattamento – sia normativo sia economico – rispetto ai colleghi che compiono la prestazione di lavoro con le modalità classiche. In altre parole, vale per essi comunque la tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità disposte dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

Le novità in arrivo con il dl rilancio: telelavoro esteso

Sembra che il decreto rilancio, in corso di definizione ed ormai quasi pronto, prevederà novità significative anche per quanto riguarda la prosecuzione nel tempo dello smart-working. Infatti, il Governo sembra terrà conto delle esigenze di numerosissimi nuclei familiari con figli in età scolare e avrebbe già disposto il prolungamento dello smart-working, che diverrebbe un vero e proprio diritto del lavoratore, quanto meno per un certo lasso di tempo.

Secondo quanto emerso dalla bozza del decreto citato, infatti, i dipendenti del settore privato e genitori di figli under 14, potranno legittimamente richiedere ed ottenere di lavorare in smart-working, almeno fino alla fine dello stato di emergenza, sancito dal Premier Conte diverse settimane fa. Insomma, fino al 31 luglio, i dipendenti di aziende potranno pretendere dal loro capo l’ok al lavoro agile da casa, anche senza alcuna contrattazione e accordo in merito.

Chiaro ovviamente che dovrà comunque trattarsi di un’attività in grado di essere svolta con l’ausilio delle moderne tecnologie (sia di proprietà del dipendente, sia fornite dal datore di lavoro), ed in cui insomma non sia obbligatoria la presenza del lavoratore in azienda.

I fruitori del telelavoro: un numero in ascesa

Secondo le stime, circa 2 milioni di italiani hanno in questo periodo lavorato tramite smart-working. Una cifra considerevole e che potrebbe salire ancora – laddove diventasse norma di legge – il diritto allo smart working per i genitori di under 14: si parla di circa 6-8 milioni di persone potenzialmente coinvolte. Insomma, non avrebbero diritto al telelavoro soltanto operai e addetti vendita, giusto per fare qualche esempio. Il classico impiegato d’ufficio potrà invece ben lavorare da casa.

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D’altra parte, Governo e Sindacati sembrano convergere verso l’estensione dello smart working, inteso come strumento idoneo a garantire comunque la prestazione lavorativa, pur nel rispetto della sicurezza sanitaria e delle misure di prevenzione contro il Covid-19.

Concludendo, non resta che attendere la versione definitiva del decreto rilancio, che sarà resa nota tra pochi giorni, per capire quali saranno gli esatti contorni delle nuove norme sul telelavoro, incentivato ed esteso anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro e di tutto il sistema produttivo italiano.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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