Libretto famiglia INPS: come richiederlo, cos’è e a chi spetta. Ecco i dettagli

Pubblicato il 23 Settembre 2020 alle 06:16 Autore: Claudio Garau

Libretto famiglia INPS: di che si tratta, qual è lo scopo e come funziona in concreto. Chi sono i destinatari di esso e come richiederlo.

Libretto famiglia INPS come richiederlo, cos'è e a chi spetta. Ecco i dettagli
Libretto famiglia INPS: come richiederlo, cos’è e a chi spetta. Ecco i dettagli

Cerchiamo di capire come funziona in sintesi il cosiddetto libretto famiglia INPS, ovvero un libretto previsto dalle norme di legge per ottenere alcune prestazioni erogate dall’Istituto di Previdenza Sociale. È essenziale comprenderne il funzionamento, dato che – come detto – è essenziale per un efficace rapporto tra cittadino e il citato ente pubblico.

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Libretto di famiglia INPS: di che si tratta e come può essere acquistato

Facciamo subito chiarezza: il libretto famiglia in oggetto consiste in un libretto nominativo prefinanziato, caratterizzato da titoli di pagamento, con un valore nominare pari a 10 euro. Tale importo è mirato a ricompensare attività di lavoro di durata inferiore o corrispondente a 60 minuti. Il libretto è indirizzato a tutte le persone fisiche che non svolgono attività professionale o imprenditoriale. Tre possibili alternative per acquistarlo:

Questo strumento è stato previsto già a partire dal 2017 al posto dei voucher per retribuire il lavoro accessorio. Tuttavia non vale in caso di prestazioni di lavoro occasionali da parte di lavoratori con i quali l’utilizzatore ha in corso, o ha avuto negli ultimi 6 sei mesi, un rapporto di lavoro dipendente o di co.co.co. Va rimarcato che per poterlo sfruttare, datori di lavoro e lavoratori sono obbligati all’iscrizione sulla piattaforma Inps.

A quali attività di lavoro si applica il libretto?

Come accennato, non tutte le attività lavorative sono remunerabili con il libretto famiglia INPS, ma soltanto quelle che consistono in:

  • insegnamento privato supplementare;
  • assistenza in casa ad anziani, bambini, disabili e malati;
  • lavori domestici come quelli legati alla manutenzione, giardinaggio o pulizia degli ambienti domestici.

Dovrebbe allora essere ormai chiaro che questo libretto si rivolge alle cosiddette prestazioni di lavoro occasionale, saltuario o sporadico, ma anche è idoneo alla richiesta del bonus centri estivi o del bonus baby sitter – previsti dal Governo a causa dell’emergenza coronavirus già nel decreto Cura Italia.

Come funziona e come richiederlo

Come già chiarito dall’Inps – e sopra accennato – gli utilizzatori possono avvalersi di prestazioni di lavoro tramite il libretto famiglia, composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è pari a 10 euro (importo per 60 minuti di lavoro: 8 euro al lavoratore, 1,65 euro sono usati per la contribuzione alla Gestione Separata, 0,25 euro per il premio assicurativo INAIL, e i restanti 0,10 euro per il finanziamento dei cosiddetti oneri gestionali). Inoltre, tali prestazioni di lavoro occasionale comportano i seguenti limiti economici, collegati all’anno civile di svolgimento della prestazione in oggetto e corrispondono:

  • per ogni utilizzatore, in relazione alla totalità dei prestatori, a compensi di importo totale non superiore a 5mila euro;
  • per ogni prestatore, in relazione alla totalità degli utilizzatori, a compensi di somma in totale non oltre i  5mila euro;
  • per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore dell’identico utilizzatore, a compensi di somma non oltre i 2.500 euro.

Rimarchiamo anche che tali importi sono collegati ai compensi incassati dal prestatore, ovvero al netto di premi assicurativi, contributi e costi di gestione. Il prestatore ha in ogni caso diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla Gestione Separata INPS, e all’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Per potersi servire del citato libretto famiglia INPS, prestatore ed utilizzatore possono utilizzare uno di questi canali:

  • contact center;
  • piattaforma con servizio online apposito;
  • intermediari con apposita delega.
  • patronati.

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Concludendo, ricordiamo che l’utilizzatore è obbligato comunque a comunicare, alla fine della prestazione lavorativa e non dopo il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della prestazione in oggetto:

  • dati identificativi del prestatore;
  • il compenso concordato;
  • l’ambito della prestazione;
  • la durata della prestazione;
  • il luogo dove la prestazione è compiuta;
  • altre ulteriori informazioni utili alla gestione del rapporto.

Concludendo, insieme alla trasmissione della comunicazione su impulso dell’utilizzatore, il prestatore ottiene la notifica della stessa con SMS o email. L’Inps, entro il 15 del mese successivo a quello in cui la prestazione è stata compiuta, eroga i compensi concordati in base alla modalità decisa dal prestatore all’atto della registrazione. Va da sè che l’INPS deve essere sempre informata sull’uso del libretto famiglia.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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