Pignoramento conto corrente in tutta Europa, ecco il nuovo decreto

Pubblicato il 22 Settembre 2020 alle 05:58 Autore: Claudio Garau

Pignoramento conto corrente esteso con il nuovo provvedimento del Governo: il creditore potrà rintracciare i soldi depositati dal debitore in conti esteri. I dettagli

Pignoramento conto corrente in tutta Europa, ecco il nuovo decreto

Buone notizie per i creditori e per chi in generale intende e vuole pignorare il denaro di chi – debitore – vorrebbe sottrarlo alle legittime pretese del titolare del diritto di credito, depositandolo in qualche paese straniero. Infatti, l’attuale Governo ha spinto verso l’introduzione di una norma che, di fatto, blocca l’eventuale iniziativa del debitore, prevedendo una particolare ipotesi di sequestro conservativo. Vediamo quindi più nel dettaglio cosa cambia per il pignoramento conto corrente.

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Conto corrente e pignoramento: la novità voluta dal Governo

Come anticipato, si tratta di una novità non di poco conto, legata ad un iter attivato dal Governo, che si chiuderà a breve con l’approvazione di una normativa ad hoc inerente il sequestro conservativo dei rapporti con le banche ed a garanzia dei crediti transfrontalieri. Più tecnicamente, attraverso lo strumento del decreto legislativo, l’Esecutivo metterà nero su bianco le norme necessarie a recepire la normativa UE, adeguandosi ad essa in tema di conti correnti bancari. La finalità di tale operazione è facilmente intuibile: proteggere i legittimi interessi del creditore e facilitare, pertanto, il recupero crediti in materia civile e commerciale. E ciò in ogni Stato incluso nell’Unione Europea. D’altra parte la sinergia tra i paesi UE non può che riguardare, potenzialmente, ogni settore che abbia un rilievo per il diritto e le legge vigenti, compreso anche quello del recupero crediti e del pignoramento conto corrente.

Cosa cambia in concreto per creditore e debitore?

Èchiaro  che, alla luce di questa novità a breve operativa, i rapporti credito-debito avranno significative variazioni, ma a favore del creditore. Infatti, se un debitore affermerà di non avere denaro depositato in Italia, pur essendosi scoperto che ha soldi nascosti in un altro conto corrente presso qualche altra banca di un paese estero (ad es. Portogallo o Olanda), al creditore italiano saranno garantiti strumenti e modalità per mettere mano proprio su quel conto nascosto. La conseguenza pratica consisterà nella possibilità del pignoramento conto corrente anche all’estero, ed indipendentemente da quale sia la nazionalità UE del creditore.

D’altra parte, a fondamento di questa iniziativa del Governo italiano, c’è pur sempre la nitida previsione delle norme europee, che permettono ai creditori di uno Stato UE di setacciare la situazione finanziaria del debitore o dei debitori che non rispettano gli obblighi di pagare. Infatti, sulla scorta di quanto previsto dall’UE, i detti creditori possono avere delle informazioni sui debitori, anche attraverso l’anagrafe dei conti, ma non solo: all’identico fine è possibile anche fare riferimento alle banche dati previdenziali e all’archivio dei rapporti finanziari. Incrociati i dati, ottenute le informazioni e scoperto quindi che è possibile comunque attivare il pignoramento conto corrente nei confronti del debitore, il creditore potrà domandare il blocco degli eventuali rapporti bancari del debitore con una banca all’estero.

Il meccanismo previsto a tutela del creditore

A questo punto, vediamo in breve come il Governo intende muoversi per assicurare tutela al creditore e, al contempo, per adeguarsi alle norme UE in materia di pignoramento conto corrente. Il citato decreto include la figura del presidente del tribunale come punto di riferimento per l’ottenimento delle informazioni sui conti correnti dei debitori. Per quanto riguarda il congelamento del conto corrente all’estero, il decreto intende porre il sequestro conservativo come strumento obbligatorio per garantire la detta tutela alle legittime pretese del creditore. Ricordiamo brevemente che tale sequestro consiste in una misura cautelare prevista dal Codice di Procedura Civile, avente lo scopo di assicurare l’utilità di una futura espropriazione forzata (ai danni del debitore). Tecnicamente parlando, il sequestro conservativo è infatti un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale e un vincolo di indisponibilità materiale e giuridica, valevole su quanto sequestrato.

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Concludendo, ribadiamo che l’iter in oggetto atterrà a tutti i crediti pecuniari in materia civile e commerciale, e pertanto le relative norme procedurali non si applicheranno agli iter di fallimento, alla materia delle successioni e dei testamenti, ma anche ai diritti, pur di natura patrimoniale, ma inerenti a rapporti matrimoniali, e alla materia fiscale, doganale e amministrativa. Spetterà ovviamente al creditore attivarsi per individuare il denaro nascosto dal debitore e per dare il via alla nuova procedura di pignoramento conto corrente all’estero: ciò attraverso la compilazione di una modulistica online ad hoc, che permetterà di far partire l’iter mirato alla formalizzazione del detto sequestro conservativo. Tuttavia, aspettiamo il provvedimento ufficiale e definitivo del Governo, atteso a breve.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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