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pubblicato: giovedì, 17 aprile, 2014

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Addio Benzina: da ora il carburante si farà con l’acqua del mare

Una scoperta scientifica che cambierà il corso della storia; la marina militare USA è riuscita ad ottenere un carburante direttamente dall’acqua del mare. Le ricadute della scoperta sulla società saranno enormi e gli esperti confermano che entro 10 anni il nuovo carburante entrerà definitivamente nel mercato.

Una scoperta che avrà ricadute sull’intero corso del XXI secolo quella annunciata lunedì 7 aprile dalla Naval Research Laboratory, il braccio scientifico della marina USA.

Stante infatti a quanto dichiarato dai responsabili della comunicazione della forza militare americana, da ora si potrà iniziare a pensare che la benzina così come noi la conosciamo, ovvero come prodotto che si ottiene dalla distillazione del petrolio greggio, sarà tra qualche anno solo un ricordo, perchè in futuro il carburante necessario per il funzionamento delle macchine, siano queste autoveicoli, aeroplani o navi, come in questo caso, si otterrà direttamente dall’acqua del mare.

E’ ciò che infatti afferma per la stampa Philip Cullom, viceammiraglio per la US Navy, che ha spiegato come sarà possibile da ora trasformare l’acqua marina in un carburante efficiente per il funzionamento dei motori grazie all’ uso di trasformatori catalitici ipertecnologici;  con le nuove tecniche la marina militare è riuscita infatti ad estrarre anidride carbonica( CO²) ed Idrogeno (H²) nello stato gassoso direttamente dall’acqua marina, per poi convertire la medesima soluzione nello stato liquido, ottenendo così il nuovo carburante. I gas, infatti, vengono convertiti nello stato liquido da un catalizzatore metallico posto in un reattore .

“In stretta collaborazione con l’ Office of Naval Research il programma P38 Naval Reserve ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria per l’estrazione contemporanea di CO2 e H2 dall’acqua di mare“, afferma Heather Willauer, ricercatore chimico per la marina USA . “Questa è la prima volta che una tale tecnologia si dimostra come un potenziale di transizione”

Non solo, ma stante alle dichiarazioni riportate dall’ufficio stampa della Naval Research Laboratory, il nuovo carburante sarebbe già stato testato su un piccolo aereo da modellismo comandato elettronicamente a distanza, ottenendo prestazioni, sostengono, davvero sbalorditive; “abbiamo sviluppato una tecnologia che cambierà le regole del gioco e abbiamo dimostrato la fattibilità e ora vogliamo migliorarne l’efficienza di produzione” conclude Cullom.

Sembra un sogno, ma è realtà, e la scoperta avrà ricadute immense, dalla spese per l’ approvvigionamento energico delle Nazioni, alle relazioni diplomatiche tra gli Stati, essendo il controllo del petrolio, l‘oro nero, certamente uno degli aspetti di maggior dissidio tra i Paesi, dal prezzo dei combustibili al pubblico, al rispetto dell’ambiente e all’utilizzo di energie rinnovabili, per finire alla stessa sicurezza delle navi durante le fasi di rifornimento, di solito molto complesse.

Inoltre, da un punto di vista scientifico, la concentrazione di CO2 nell’acqua marina è di ben 140 volte maggiore rispetto a quella presente nell’atmosfera, per cui le riserve energetiche a disposizione con le nuove tecnologie, tendono realmente all’infinito; tant’è anche nell’aspetto e nel colore, un giallo-verde, il nuovo carburante è in tutto simile alla benzina ottenuta con la distillazione del Petrolio greggio.

Certo siamo solo agli inizi di questa Rivoluzione energetica, ma stante l’opinione dei vertici dell’equipe di ricerca della marina militare, l’ingresso nel mercato del carburante ottenuto con l’acqua marina non dovrebbe superare i dieci anni, quando probabilmente le tecnologie che l’uomo avrà a disposizione saranno in grado di ottenere dal regno di Nettuno dosi infinite di energia.

http://www.nrl.navy.mil/media/news-releases/2014/scale-model-wwii-craft-takes-flight-with-fuel-from-the-sea-concept

 

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