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pubblicato: martedì, 1 aprile, 2014

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Cucinare con il microonde: molte ragioni per il No

Un articolo pubblicato dal Daily Medical esamina le principali ragioni che sconsiglierebbero di proseguire un’alimentazione di cibi cotti al microonde. Emergono infatti difetti nutrivi e notevoli rischi per la salute, essendo una cottura al microonde alla base della genesi di sostanze cancerogene che saranno poi consumate durante il pasto.

Si sa, in un mondo così frenetico come quello di oggi, risparmiare tempo magari per prepararsi uno spuntino durante il break di un giorno lavorativo, è ormai una necessità inalienabile per buona parte della popolazione mondiale, e non sorprende quindi più di tanto veder quindi buttare giù uno di quei pasti già pronti e metterlo per qualche minuto nel microonde, per gustarselo, naturalmente, in pieno relax.

Eppure queste abitudini a ben vedere non sono poi così salutari; diverse ricerche scientifiche hanno infatti rivelato quanti rischi comporta una cucina che usa una cottura con il microonde, ormai un apparecchio domestico presente in ogni famiglia, sopratutto se questa è poi reiterata quotidianamente, magari anche per più volte al giorno.

Da un recente articolo pubblicato per il Medical Daily, celebre testata giornalistica internazionale di divulgazione scientifica, sono stati rivelati infatti i principali rischi per la salute che comporta una cottura dei cibi e delle pietanze con il microonde, e a ben vedere gli effetti negativi di una tale abitudine, resa possibile con l’avanzamento del progresso e delle tecnologie, coinvolgono in pratica tutti gli aspetti, da quelli squisitamente nutritivi a quelli più dettagliatamente di salute, essendo una cottura al microonde genitrice di sostanze cancerogene presenti anche negli stessi cibi.

Vediamo ora più nello specifico, partendo proprio dalla distruzione che una cottura al microonde comporta agli elementi nutritivi in quanto tali, siano essi vitamine, proteine o grassi: mentre, infatti, un pasto surgelato acquistato in un qualsiasi generico supermarket, è costituito da prodotti di cucina con ingredienti sani, questo modo di cucinare il cibo influisce tuttavia direttamente sulla concentrazione di sostanze nutritive che il corpo andrà consumando.

Il dottor Joseph M. Mercola, medico- chirurgo molto famoso negli USA per le sue battaglie contro la cd. medicina ufficiale come quelle contro le vaccinazioni, spiega infatti per il Daily Medical:

IL riscaldamento del vostro cibo nel forno a microonde può spogliarlo delle sue sostanze nutritive originali. Abbiamo iniziato con un piatto di cibo nutriente, ed ora è evoluto letteralmente in “cibo morto” a causa dello stesso riscaldamento dielettrico delle microonde.

Queste rimbalzano all’interno del microonde e vengono così assorbiti dal cibo.,” spiega ancora il dottor Joseph M. Mercola, “le molecole di acqua ruotano rapidamente nei microonde ad alta frequenza e nel cibo, un fenomeno che creando attrito molecolare, è alla base del riscaldamento del cibo. Questo consente alla struttura molecolare di un pasto di cambiare e di conseguenza diminuisce anche il contenuto di nutrienti nel cibo.

Figuriamoci, quindi, cosa accade al latte riscaldato dalle mamme per il primo pasto del neonato: da uno studio pubblicato per il Journal of Agricultural and Food Chemistry , negli USA, ricercatori hanno esaminato infatti gli effetti del riscaldamento a microonde sulla perdita di vitamina B -12 in alimenti come la carne cruda, la carne di maiale e il latte. I risultati dello studio certificano che c’è una perdita dal 30 al 40% della vitamina quando gli alimenti sono cotti al microonde.

Insomma il microonde distrugge il latte materno ed azzera la vitamina B -12 (cobalamina, presente sopratutto negli alimenti di origine animale, fondamentale per l’organismo per la salute del sistema cardiovascolare e sopratutto nervoso), una verità questa tra l’altro confermata anche da un’altra ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati questa volta per la rivista Pediatrics.

I ricercatori hanno infatti analizzato nel dettaglio l’uso del forno a microonde per scaldare il latte materno congelato per comodità nei vivai di terapia intensiva. I ricercatori hanno testato quindi 22 campioni di latte umano ed hanno rivelato che il latte materno scaldato con alte temperature ha registrato una crescita della concentrazione di E coli,( un batterio naturalmente presente negli intestini, ma che in determinate situazioni può provocare malattie nell’uomo) di ben 18 volte in più rispetto latte materno non riscaldato con il microonde. Paradossalmente anche una cottura a bassa temperatura sa essere dannosa, perchè, spiegano i ricercatori, diminuisce drammaticamente l’attività del lisozima, un enzima scoperto da Alexander Fleming l’ideatore della penicillina, dal forte potere antibatterico. In sostanza la cottura del latte al microonde decresce le difese immunitarie dei neonati.

Ma c’è di più: ricerche coordinate da università tedesche ed università russe dimostrano che il

microonde crea sostanze cancerogene direttamente negli alimenti.

Sulla base dei risultati dello studio di ricerca, il governo russo poco tempo fa ha infatti informato la popolazione sui rischi per la salute che il forno a microonde comporta per l’organismo e l’ambiente; cibi cotti nel microonde si trovano a contenere infatti sostanze tossiche come il BPA , polietilene terpthalate ( PET ), benzene, toluene, xilene, e, stando anche a quanto riportato dal sito

Foodbabe.com, pagina web specificamente destinata alla conoscenza delle verità alimentari, sembra che anche i classici contenitori di plastica, quelli che contengono il cibo e che normalmente vengono messi nel forno insieme alla pietanza, a loro volta rilasciano sostanze cancerogene che poi verranno direttamente assorbite nel cibo che sarà consumato.

Un’altro studio, questa volta svizzero, rivela invece che alimentarsi di cibi riscaldati al microonde è alla base persino dell‘alterazione dei normali valori ematici: sottoponendo infatti 8 partecipanti ad un test clinico, nel quale ad un primo gruppo veniva offerto cibo cucinato ai fornelli, mentre al secondo cibo riscaldato nel forno, si è scoperto che tutti coloro che hanno ingerito cibo cotto al forno hanno registrato una diminuzione della concentrazione ematica dei globuli rossi, e dunque un minor apporto di Ossigeno per l’organismo nel suo complesso, e una crescita invece della presenza dei globuli bianchi, così come del colesterolo, ovviamente quello nocivo.

Una ricerca della Trent University sconsiglierebbe invece, e in modo categorico, a tutti coloro che hanno problemi di cuore di proseguire ad alimentarsi con cibi riscaldati con l’apparecchio domestico, essendo una tale cottura alla base dell’alterazione della regolarità dei battiti cardiaci.

In conclusione, sarà meglio forse tornare alle vecchie abitudini, a cucinare i propri piatti sui fornelli, sicuramente più laborioso e inadatto alla frenesia dei nostri tempi, ma decisamente più sano e più gustoso.

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