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pubblicato: lunedì, 2 luglio, 2012

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Dal Blog: Odifreddi vs Pertini sulle partite della nazionale

Odifreddi così commenta le persone che hanno guardato la partita:

Siamo nel bel mezzo di una crisi economica di proporzioni epocali, e la gente si appassiona alle gesta (o meglio, ai gesti) calcistici di giocatori superpagati e milionari, capitanati da uno scommettitore di frodo. Come se le sorti dell’Italia dipendessero dai piedi di una dozzina di cittadini di “serie A” (si fa per dire), invece che dal cervello e dai gomiti di tutti noi.
Lo stesso presidente della Repubblica, evidentemente nel pallone pure lui, è sceso in campo. Dapprima visitando negli spogliatoi questi eroi in mutande dei “tempi moderni”: quelli di Chaplin, naturalmente, non i nostri… E poi scrivendo all’allenatore una lettera piena di espressioni di vuota retorica, quasi a delegare alla squadra il compito di rappresentarci all’estero, che invece la Costituzione assegna a lui.
Ora, sarà forse un caso, ma le due nazionali che si contendevano il titolo europeo erano quelle di due paesi che sono in bilico sui confini dell’Europa. Forse una finale Spagna-Grecia sarebbe stata più simbolica di questa guerra dei poveri, ma anche una finale Spagna-Italia non è male, dal punto di vista dell’ironia della sorte.
Godiamo pure di aver conteso alla Spagna l’onore del titolo europeo di calcio, nello stesso momento in cui le contendiamo il disonore del primato dello spread o del default. Così va il mondo, coi ricchi che non arrivano in finale agli europei ma dettano legge sui mercati, e i poveri che ballano sui Titanic delle loro nazioni che affondano.

Odifreddi è così, a lui dà fastidio tutto: se guardi una partita in compagnia di domenica sera per lui sei stupido. Se invece di domenica sera scrivi un post per parlar male di chi guarda la partita sei uno che usa il proprio tempo in modo razionale.
Gli ha già risposto Pertini 30 anni fa (il che dimostra anche che i frignoni che si credono razionali non sanno nemmeno di essere solo dei ripetitivi nostalgici):

Ma i nostri problemi, ma buon dio, insomma, che ci sia una sosta nelle preoccupazioni, nella tristezza, nella insoddisfazione… ci sia un po’ di sosta! Dopo 6 giorni di lavoro viene la domenica, no? Chi ha lavorato 6 giorni ha diritto alla domenica di andarsene con la famiglia a gioire sulla spiaggia, in montagna o altre robe. E gli si dovrebbe dire: “Come mai tu gioisci quando ti attende il lunedì?” Io penso a gioire la domenica, per il lunedì verrà il suo tempo.

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